Kiwi italiano, la crescita passa sempre più da giallo e rosso

Giovedì 29 ottobre alle 11 la Diretta IFN metterà a confronto produzione e Gdo su campagna, consumi, assortimenti e valorizzazione della categoria

Kiwi italiano, la crescita passa sempre più da giallo e rosso

Più produzione, un export che nel 2025 ha sfiorato 700 milioni di euro, una penetrazione domestica vicina al 50% e tra quelle cresciute maggiormente nell’ultimo anno. Ma dietro i numeri positivi, il kiwi italiano sta cambiando rapidamente: il verde perde terreno, mentre giallo e rosso guadagnano superfici e volumi. E anche sul mercato interno si ridisegnano gli equilibri, con tipologie premium che sostengono il valore e quantità acquistate che, dopo anni di arretramento, mostrano segnali di recupero.
È il quadro che introduce la prossima Diretta IFN dedicata al kiwi, in programma giovedì 29 ottobre alle ore 11, e moderata, come di consueto, dal nostro direttore Roberto Della Casa. Sul fronte produttivo interverranno Emanuele De Santis, Marketing Manager Italy & Mediterranean Countries di Zespri, Fabio Zanesco, CEO di Kikokà Europe, Christian Nicodemo, responsabile marketing e comunicazione di OP Frutthera Growers, e Renzo Piraccini, vicepresidente del Consorzio Kiwi Passion. Per la distribuzione interverranno invece Manuele Gelli, Category Manager di Conad Nord Ovest, e Gianluca Dogana, buyer ortofrutta di Arca - Gruppo Unicomm. 

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Produzione a +6%, ma il motore è il giallo
Le ultime stime di CSO Italy indicano per il 2026 un’offerta commercializzabile nazionale prossima alle 367.800 tonnellate, +6% rispetto al 2025, su oltre 22.750 ettari in piena produzione. Il dato complessivo nasconde però traiettorie molto diverse. Il kiwi verde scende a circa 201.300 tonnellate (-3%), con poco più di 15.600 ettari in produzione, -4%. Continuano a pesare la moria nelle regioni centro-settentrionali, le riconversioni e un andamento climatico non sempre favorevole, mentre al Sud le superfici mostrano maggiore stabilità e la Calabria si distingue fra i bacini rilevanti in crescita.

Percorso opposto per il giallo, che supera 160.600 tonnellate, +19%, sostenuto dall’entrata in produzione di nuovi impianti e dal miglioramento delle rese. Gli ettari in piena produzione oltrepassano quota 6.700, +9%. Ancora più veloce, pur su numeri inferiori, il rosso: poco più di 5.800 tonnellate, +34%, con oltre 440 ettari produttivi.

Export vicino a 700 milioni, saldo oltre mezzo miliardo
Il kiwi resta intanto una delle voci più forti dell’export ortofrutticolo italiano. Nel 2025 sono state spedite all’estero 253.515 tonnellate per quasi 698 milioni di euro (valore record per il comparto), contro importazioni pari a 77.578 tonnellate e 197,5 milioni. Il saldo commerciale raggiunge così 175.937 tonnellate e oltre 500 milioni di euro, in netto miglioramento sul 2024. La Germania rimane il primo mercato, con oltre 53 mila tonnellate e 170 milioni di euro, seguita dal mercato americano con 44.276 tonnellate e 114,4 milioni. Seguono Francia, Spagna e Belgio. Significativo in particolare il recupero della Francia, passata da meno di 17 mila a oltre 29 mila tonnellate in un anno.

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Consumi: il discount torna sopra i livelli del 2021
Sul mercato domestico il 2025 mostra un recupero, ma la lettura cambia molto a seconda del canale. Rispetto al 2021, preso come base, gli acquisti complessivi di kiwi risultano ancora inferiori del 12% a volume, dopo essere arrivati a -17% nel 2024. Il discount rappresenta l’eccezione: dopo la flessione dell’anno precedente, nel 2025 torna l’1% sopra i volumi del 2021. Il tradizionale rimane invece sotto del 24%.

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Molto diversa la dinamica a valore. Rispetto al 2021 la spesa complessiva cresce del 22%, con il discount addirittura a +37%; il tradizionale, pur recuperando, resta invece inferiore del 6%.

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A spiegare buona parte della distanza fra quantità e valore è l’andamento dei prezzi medi: nel 2025 risultano superiori del 38% rispetto al 2021 sul totale Italia. Nel discount l’aumento è del 36%, mentre nel tradizionale si ferma al 23%.

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Iper+super: valore +59%, volumi -10%
Allargando ulteriormente l’orizzonte, il fenomeno appare ancora più evidente. Negli iper e super, rispetto al 2017, le vendite di kiwi nel 2025 risultano cresciute del 59% a valore, mentre i volumi restano inferiori del 10%. Il dato positivo è che il 2025 segna una netta ripresa delle quantità rispetto al punto più basso raggiunto nel 2024, quando il gap rispetto al 2017 era arrivato al 19%.

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Sul lungo periodo pesa naturalmente la crescita dei prezzi medi, aumentati del 76% rispetto al 2017, ma il quadro va letto anche alla luce di un consumo che sta cambiando: kiwi gialli e proposte premium stanno assumendo un peso crescente e contribuiscono a sostenere il valore della categoria, mentre sul fronte dei volumi, dopo anni di arretramento, iniziano a vedersi segnali di recupero. La sfida diventa quindi consolidare questa valorizzazione riportando progressivamente anche le quantità acquistate su un percorso di crescita.

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Il kiwi soffre poco la stagionalità
Un altro elemento distingue il kiwi da molte altre categorie ortofrutticole: la relativa continuità degli acquisti durante tutto l’anno. La quota mensile delle vendite negli iper+super si riduce nei mesi estivi, ma senza veri crolli: luglio e agosto concentrano ciascuno circa il 6% dei volumi annuali, mentre nei mesi più forti si raggiunge l’11%. La curva conferma quindi il kiwi tra le referenze più destagionalizzate del reparto: il calo estivo è contenuto, vicino a quello di prodotti come le banane e meno marcato rispetto ad altre grandi categorie, comprese le mele.

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Sfuso stabile, ma nel confezionato avanza il giallo
Tra 2024 e 2025 il rapporto tra peso imposto e peso variabile resta sostanzialmente stabile, con una lieve crescita dello sfuso. Il cambiamento più interessante emerge però osservando il mix interno al confezionato. Il kiwi giallo confezionato aumenta infatti la propria quota dal 29 al 30% del valore della categoria, mentre il verde scende dal 26 al 24%. A spingere il giallo è soprattutto la componente estera, che passa dal 16 al 19%, mentre quella nazionale scende dal 13 all’11%.

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Quasi una famiglia su due compra kiwi
A chiudere il quadro è la penetrazione. Nel 2025 il kiwi entra nel carrello del 48% delle famiglie italiane, guadagnando 4,85 punti percentuali rispetto al 2024. Tra le principali categorie ortofrutticole monitorate, è uno degli incrementi più consistenti dell’anno, secondo soltanto ai frutti di bosco nel panel considerato. La base di consumatori quindi si allarga. La sfida, che sarà al centro del confronto del 29 ottobre, sarà capire come trasformare questa maggiore penetrazione in frequenza d’acquisto, come accompagnare lo spostamento produttivo verso giallo e rosso e come riportare i volumi su un percorso di crescita senza affidarsi soltanto alla leva del prezzo. (ga)