Finocchi, vendite in difficoltà: a settembre volumi giù del 22% e prezzi su del 26%

Il mercato si avvicina alla stagione di maggiore consumo con quantità in calo e prezzi in forte rialzo. Tra ottobre e marzo si concentra quasi il 70% delle vendite annuali.

Finocchi, vendite in difficoltà: a settembre volumi giù del 22% e prezzi su del 26%

Il mercato dei finocchi attraversa una fase di difficoltà, con volumi in calo e prezzi in forte aumento. A settembre le quantità vendute negli ipermercati e supermercati diminuiscono del 21,8%, mentre il prezzo medio cresce del 25,9% rispetto al 2025. Un andamento che assume particolare rilevanza alla vigilia dei mesi centrali per le vendite della categoria.

Il 70% dei volumi si concentra tra ottobre e marzo
Osservando i dati 2025 di ipermercati e supermercati, le vendite di finocchi seguono una marcata stagionalità, concentrandosi soprattutto tra l'autunno e l'inizio della primavera dove sei mesi fanno quasi il 70% dei volumi venduti. Nel 2025 il picco delle vendite si è registrato a marzo, con il 14,2% dei volumi annuali, seguito da dicembre (13,1%) e da gennaio e febbraio, entrambi sopra l’11%. Con l'arrivo della primavera le quantità vendute diminuiscono progressivamente, fino a toccare il minimo ad agosto (2,5%), per poi tornare a crescere in autunno, raggiungendo il 9% a novembre. La commercializzazione resta dominata dal prodotto a peso variabile, soprattutto sfuso, che nel 2025 rappresenta l’89% dei volumi. Il confezionato a peso imposto si ferma all’11%.

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A settembre crollano i volumi e arretra il fatturato
Il 2026 mostra un andamento particolarmente discontinuo per il mercato dei finocchi, con una crescente distanza tra fatturato e quantità vendute dovuta a dinamiche produttive. Dopo due primi mesi con volumi in crescita (+9,8% a gennaio e +4,2% a febbraio), la categoria dei finocchi subisce una battuta di arresto nei consumi flettendo tra marzo e giugno, con un pareggio a luglio e di nuovo una caduta ad agosto e settembre, dove si registra il dato più negativo (-21,8%).

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Prezzi, impennata ad aprile e settembre
Il trend a valore ha un andamento quasi contrapposto rispetto ai volumi, figlio di una variazione del prezzo medio mix che contribuisce a sostenere il fatturato quando i volumi diminuiscono. Dopo una flessione del 17,4% a gennaio e del 3,5% a febbraio dell’euro-chilo, i prezzi medi al consumo tornano a crescere da marzo, raggiungendo il picco del +33,9% ad aprile. Nei mesi successivi la pressione si attenua progressivamente: dal +23,1% di maggio si passa al +14,2% di giugno, fino al +7,8% di agosto, lasciando intravedere una possibile normalizzazione. A settembre, però, si registra una nuova brusca impennata, con prezzi medi in aumento del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2025, più del triplo dell'incremento rilevato ad agosto.

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In 10 anni si riduce il peso dei finocchi sulla verdura
Allargando lo sguardo al periodo 2014–2025, emerge una riduzione del peso relativo dei finocchi sulle vendite di verdura. Negli ipermercati e supermercati la quota a volume sulle vendite di verdura passa dal 5% del 2014 al 4,7% del 2025, perdendo 0,3 punti percentuali. Nello stesso periodo, l’incidenza a valore scende dal 4,1% al 3,8%. Il passaggio più netto arriva nel 2022, nel periodo post pandemia: il prezzo medio raggiunge il massimo della serie, a 2,24 €/kg, mentre la quota a volume cala dal 5,4% al 4,4%. Il successivo recupero resta parziale e non riporta i finocchi ai livelli precedenti. La stagione autunno-invernale sarà dunque un banco di prova per la tenuta della domanda e le prospettive di rilancio dei volumi. (ga)