Susine, l’offerta si allarga e cambia colore

L’assortimento medio sale da 8 a 9 referenze e cresce lo spazio dedicato. Le gialle guadagnano terreno, mentre il confezionato resta protagonista

Susine, l’offerta si allarga e cambia colore

Le consuete rilevazioni di Italiafruit News tornano ad analizzare il reparto ortofrutta della Gdo concentrandosi questa volta sulle susine, una categoria che a fine estate guadagna spazi sui banchi dei supermercati. La fotografia, scattata a fine agosto nella piazza di Parma, prende in esame sei insegne confrontando la situazione del 2026 con quella rilevata nello stesso periodo del 2025.

Il primo dato che emerge è quello di una categoria che guadagna profondità assortimentale e spazio, ma senza seguire una traiettoria uniforme tra le insegne. Parallelamente, si modifica la composizione dell’offerta: le susine nere rimangono la tipologia più presente, ma perdono peso relativo a favore soprattutto delle gialle. Anche confezioni e marchi restituiscono strategie differenti, con retailer che lavorano sulla segmentazione e altri che mantengono invece un’impostazione decisamente più essenziale.

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Più referenze, con le gialle che recuperano terreno

Nel complesso, il numero di proposte rilevate passa da 49 a 54, portando la media da poco più di 8 a 9 referenze per punto vendita. A guidare per ampiezza dell’offerta sono Coop ed Esselunga, entrambe con 13 proposte nel 2026. Seguono Famila con 10 e Conad con 8, mentre Pam scende da 7 a 6 referenze e Lidl rimane stabile a 4.

A cambiare è soprattutto la composizione dell’assortimento per tipologia, identificata dal colore. Le susine nere, pur continuando a rappresentare il segmento più numeroso, vedono scendere la propria incidenza dal 50% al 40% del totale. Le rosse rimangono sostanzialmente stabili, mentre sono le gialle a registrare l’incremento più evidente: passano da 9 a 15 referenze complessive, arrivando a rappresentare il 28% dell’assortimento.

La crescita delle gialle è trainata soprattutto da Esselunga e Famila, che passano entrambe dalle 2 referenze del 2025 rispettivamente a 5 e 4 proposte nel 2026, mentre in Coop appare l’unica proposta con susine di diversi colori.

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Cresce lo spazio totale, ma non quello per singola referenza

L’ampliamento degli assortimenti va di pari passo con una crescita dello spazio espositivo complessivo, che passa in media da circa 2,4 a 2,7 metri quadrati per punto vendita. A spingere maggiormente sono Coop, che sale da circa 2,7 a 4,4 mq, e Famila, da 2,4 a 3 mq. Esselunga resta sostanzialmente stabile poco sopra i 3 mq, mentre Pam e Lidl riducono la superficie dedicata alla categoria.

La lettura cambia però considerando lo spazio medio per referenza, che nel complesso rimane pressoché invariato. L’aumento della superficie espositiva sembra quindi essere legato soprattutto all’ampliamento dell’assortimento, più che a una maggiore esposizione delle singole referenze. Anche sotto questo profilo le strategie delle insegne risultano differenziate: Pam, Famila e Conad mantengono valori sostanzialmente stabili, Esselunga e Lidl arretrano, mentre Coop è l’unica a registrare un incremento.

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Il confezionato domina sempre, ma ogni insegna ha la sua ricetta

Rispetto ad altre categorie della frutta estiva, nelle susine il confezionato ricopre un ruolo particolarmente importante. Nel 2026 circa sette referenze su dieci vengono infatti proposte attraverso una confezione, mentre lo sfuso rappresenta mediamente 3 delle 9 referenze presenti nei punti vendita.

La vaschetta in plastica rimane la soluzione più diffusa, con una media di 4 referenze, stabile rispetto all'anno precedente. Il vassoio in cartone si mantiene invece intorno alle 2 proposte per insegna, ma la media nasconde strategie molto diverse.

Esselunga rappresenta il caso più evidente: delle 13 referenze rilevate, ben 10 sono presentate in vassoio di cartone, contro le 6 dell'anno precedente. Coop sceglie invece un'offerta maggiormente articolata, con 6 vaschette in plastica, 3 vassoi in cartone, 3 proposte sfuse e una in collo. Pam, Conad e Lidl si affidano prevalentemente alla combinazione tra sfuso e vaschetta in plastica.

Il packaging appare quindi un elemento strutturale della categoria, ma viene utilizzato in modo molto differente dalle insegne, diventando in alcuni casi anche uno strumento di caratterizzazione dell'assortimento.

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La marca cresce, ma il quadro è estremamente polarizzato

Anche l'analisi dei marchi restituisce una situazione molto diversa da retailer a retailer. Complessivamente le referenze senza un marchio evidente rimangono 26, esattamente come nel 2025, ma perdono peso sul totale a causa dell'ampliamento degli assortimenti. Nello stesso periodo crescono sia la MDD, da 8 a 10 referenze complessive, sia soprattutto i brand dei fornitori, da 15 a 18.

La media nel 2026 è così composta da circa 4 referenze unbranded, 2 MDD e 3 a marchio del fornitore. Dietro questa sintesi convivono però modelli quasi opposti. Coop costruisce un assortimento completamente di marca, con 10 referenze del fornitore e 3 MDD. Anche Esselunga rafforza nettamente il ruolo dei produttori, che salgono da 2 a 6 referenze. Conad segue invece una strada differente e conferma la forte centralità della marca del distributore, presente su 5 delle 8 proposte.

All'estremo opposto Famila, che nel 2026 presenta tutte le 10 referenze senza marchio, e Lidl, stabile con quattro proposte unbranded, mentre Pam nella riduzione della numerica inserisce un marchio di fornitore. Una polarizzazione che evidenzia come sulla categoria susine non esista ancora un modello condiviso di valorizzazione attraverso la marca.

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Le gialle spuntano i prezzi più elevati

Anche i prezzi contribuiscono a differenziare in modo piuttosto netto le tre principali tipologie. Nel 2026 le susine nere e rosse si attestano mediamente intorno ai 3 euro/kg, mentre le gialle si avvicinano ai 4 euro/kg. Sono proprio queste ultime a raggiungere i livelli più elevati, spinte dalla presenza, in tre insegne su sei, della Regina Claudia, varietà tipica dell’Emilia-Romagna che si colloca su quotazioni sensibilmente superiori rispetto alle altre referenze gialle. Per le nere, invece, i picchi di prezzo sono legati alle proposte MDD premium, mentre tra le rosse il vertice è rappresentato dalla MDD biologica.

Il dato assume particolare interesse considerando che, nel frattempo, l'assortimento delle gialle si è ampliato in modo significativo, passando da 9 a 15 referenze. Cresce quindi il peso del segmento e, allo stesso tempo, emerge la possibilità di costruire fasce di maggiore valore facendo leva su varietà, origine e posizionamenti distintivi. (ga)