Dal campo
L'anguria invade i menù USA: +30% di utilizzo nella ristorazione
Dai cocktail alla cucina, il frutto è protagonista

Nel 2025, il 16,3% dei menù negli Stati Uniti ha integrato l’anguria tra le proprie proposte, segnando un incremento del 30% rispetto al 2021.
Secondo quanto riportato da Portal Fruticola, basandosi sui dati del National Watermelon Promotion Board e di Menu Matters, questa tendenza è radicata nel Sud e nell'Ovest del Paese, con una recente espansione verso stati centro-meridionali come Oklahoma, Texas e Louisiana.
Il boom interessa principalmente i ristoranti di fascia alta, i locali indipendenti e le catene regionali, poiché queste realtà dispongono del personale necessario per gestire le criticità del frutto, che richiede una lavorazione complessa e presenta tempi di conservazione ridotti. Quasi la metà dei ristoranti analizzati, circa il 40%, utilizza l'anguria nel comparto bevande, spaziando dai cocktail come i margarita ai frullati, fino ai bubble tea e ai succhi. Sebbene prevalgano ancora i prodotti aromatizzati, Megan McKenna del NWPB evidenzia una crescente inversione di tendenza verso l'uso della frutta fresca, trainata dalla domanda dei consumatori per opzioni più salutari e prodotti clean label.
L'uso dell'anguria si sta diversificando notevolmente anche in ambito gastronomico. Un terzo dei ristoranti la propone come antipasto, dove l'abbinamento classico con la feta resta il più diffuso pur evolvendosi verso accostamenti più ricercati con formaggi come halloumi e burrata. Oltre ai contorni, il frutto sta guadagnando spazio persino nelle portate principali a base di pesce e nella cucina messicana. Secondo McKenna, il futuro dell'ingrediente risiede nella sua valorizzazione come protagonista assoluto del piatto, grazie a presentazioni estetiche d'impatto che ne esaltino la freschezza e la struttura naturale. (lg)




















