Dal campo
Unione IV Gamma, Unaproa: “Passaggio storico per salvare la filiera”
Antonio Salvatore indica nella nuova Aop uno strumento decisivo per restituire visione, regole comuni e prospettiva a tutto il comparto

La nascita di Unione IV Gamma viene letta da Unaproa come un passaggio di svolta per uno dei comparti più rilevanti del freschissimo italiano. A margine dell’evento di presentazione della nuova aggregazione, il presidente di Unaproa Antonio Salvatore ha affidato a IFN una valutazione molto netta: il progetto rappresenta un primo passo che definisce una direzione precisa e apre una fase nuova per l’intera filiera.
“La strada è tracciata, questo è un primo passo che oserei definire storico”, afferma Salvatore. “Attorno a quel tavolo c’è il 70% della produzione di IV gamma e oggi siamo convinti che l’aggregazione, insieme alla volontà di guardare avanti e presidiare i mercati in modo condiviso, possa dare risposte concrete a tutta la filiera, dalla parte agricola fino alla valorizzazione industriale, proprio nel momento in cui le difficoltà sono enormi”.
Il ragionamento del presidente di Unaproa parte dalla base produttiva, sempre più fragile sotto il profilo generazionale. “Oggi, per fare un esempio, su dieci agricoltori, otto non hanno alle spalle una generazione disposta a proseguire questo lavoro. È un dato drammatico”, osserva. In questo contesto, secondo Salvatore, la nuova Aop può diventare uno strumento decisivo per costruire strategie comuni, definire linee di mercato e fissare regole generali capaci di dare stabilità e prospettiva a un settore che non può più permettersi di procedere in ordine sparso.

La posta in gioco, del resto, è tutt’altro che marginale. “Parliamo di una filiera che vale 1,3 miliardi di euro, con oltre 35mila addetti, che considerando l’indotto arrivano vicino ai 50mila”, sottolinea. “Siamo di fronte a un comparto di grande rilevanza, e lasciarlo indebolire significherebbe condannarlo a implodere su se stesso”.
Salvatore si dice inoltre fiducioso sul fatto che, nel tempo, anche una parte di chi oggi è rimasto fuori possa convergere nel progetto. Quel 30% che per ora osserva da lontano, spiega, è frenato soprattutto da vecchi schemi mentali e da una competizione storicamente molto accentuata. “Oggi è comprensibile che qualcuno resti alla finestra per vedere come evolve questo percorso, ma qui l’obiettivo è salvare una filiera, non difendere un piccolo giardino”.
Da qui potrebbe innescarsi, secondo il presidente di Unaproa, un effetto domino destinato a diventare naturale. Il parallelismo è con la stessa storia della IV gamma, che tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila seppe innovare e valorizzare il prodotto agricolo, aprendo nuove prospettive di mercato. Oggi, dopo una fase di forte difficoltà, il comparto si trova di nuovo davanti alla necessità di cambiare passo.
“La costituzione di questa Aop è, per certi versi, un altro elemento di innovazione”, conclude Salvatore, “e sono certo che potrà ispirare l’intero settore ortofrutticolo. L’auspicio è che iniziative di questo tipo non nascano soltanto quando la situazione diventa critica, ma anche in momenti più stabili: sarebbe il segnale di una strategia fondata su una visione, e non solo su una necessità non più rinviabile”. (lg)




















