Nuove Dop, Igp, Stg: una guida per addetti ai lavori e non

Disciplina europea ai raggi X. In calo il fatturato degli ortofrutticoli italiani registrati

Nuove Dop, Igp, Stg: una guida per addetti ai lavori e non
“Guida al corretto uso delle Dop, Igp e Stg  e alle nuove Dop-Igp per i prodotti non agricoli" è il titolo della pubblicazione firmata da Achille Bianchi, chairman Bre Archinede Salerno, che fa riferimento al  Regolamento 1151/2012 e si propone quale strumento di facile consultazione non solo per gli addetti ai lavori (aziende agricole, consorzi di produttori, associazioni professionali, agronomi e forestali, professori universitari, economisti ed avvocati) ma anche per i consumatori.
  
La nuova disciplina europea prevede procedure di registrazione più veloci e semplificate, in particolare per quanto riguarda il periodo di opposizione, che viene dimezzato, passando da sei a tre mesi.  Obiettivo principe del nuovo regolamento è quello di garantire agli agricoltori ed ai produttori “un giusto guadagno” per le qualità e caratteristiche del prodotto Igp e Dop, con la conseguente necessità di fornire informazioni corrette e complete affinché i consumatori possano compiere scelte di acquisto più consapevoli. 

Una delle novità principali è data dall’introduzione, accanto ai regimi di qualità già esistenti di un seconda classe di regimi di qualità per il solo mercato interno da utilizzare su base volontaria.  Due sono le principali indicazioni facoltative di qualità di nuova introduzione: prodotti di montagna; prodotti dell’agricoltura delle isole.

Una semplificazione, sottolinea Bianchi, che ha moltiplicato le richieste di tali tutele che vede l'Italia al primo posto in Europa con 270 prodotti registrati su 1.279 totali. 
Tale primato quantitativo però necessita un grande sforzo istituzionale per aiutare la stragrande maggioranza di tali marchi di qualità che sono rappresentati da piccoli e micro consorzi. 
Una maggiore e costante attenzione e supporto, soprattutto in termini di “capacity building” istituzionale, prosegue l'autore, necessaria per i tanti piccoli produttori sparsi in lungo e largo per la nostra penisola ed  in particolare per quelli che producono prodotti a marchio in assenza di un Consorzio di Tutela.

A proposito di Ttip, Bianchi evidenzia che  “non è assolutamente possibile condividere la posizione americana sulla cosiddetta “grandfathering clause” e accettare un  qualunque tipo di restrizione rispetto all’utilizzo di termini pretestuosamente definiti “generici” oltre oceano evitando l’uso da taluni definito “parassitario” delle denominazioni da parte dei produttori nord-americani”.  Il recente nuovo atto diplomatico di revisione dell'Accordo di Lisbona firmato lo scorso 21 maggio 2015 a Ginevra rappresenta un rafforzamento della tutela internazionale del sistema delle Ig-Do. 

La Guida ha anche una sezione dedicata alla recente iniziativa della Commissione Europea di estendere  la protezione dei marchi per il riconoscimento di qualità Dop ed Igp anche ai prodotti di origine non alimentare, come già avviene a livello mondiale con la normativa “Trips”. 

Nel 2014 il fatturato al consumo dei prodotti ortofrutticoli Dop ed Igp è stato di 556,7 milioni di euro, con un calo del 16,2% rispetto al 2013. Un dato negativo che rappresenta la contrazione maggiore tra tutte le categorie merceologiche.


Asse italo-francese per tutelare le produzioni europee protette

Si consolida intanto l'asse italo-francese per la tutela e lo sviluppo del settore dei prodotti Dop e Igp e per supportare in ambito comunitario le ragioni e gli interessi delle produzioni a indicazione geografica.

Aicig e Cnaol (associazione che rappresenta le produzioni Dop del settore caseario francese) si sono incontrate ieri a Bruxelles per un confronto legato all'applicazione delle disposizioni comunitarie sulla regolamentazione dell'offerta.

Aicig e diversi Consorzi hanno insistito nei confronti dei negoziatori al fine di ottenere, nel futuro accordo, una protezione per le produzioni Dop e Igp comunitarie sul territorio statunitense.

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