Patate: crescita nei consumi, ma attenzione ai surplus produttivi

Un confronto ricco di contenuti attende la Diretta IFN di giovedì 26 febbraio, alle 11.00

Patate: crescita nei consumi, ma attenzione ai surplus produttivi

Le patate si confermano un pilastro del carrello della spesa degli italiani. I consumi continuano a crescere su tutti i canali, sostenuti nel 2025 anche da una lieve flessione dei prezzi che ha favorito i volumi, pur in un contesto di listini ancora sensibilmente più alti rispetto a pochi anni fa. Un segnale chiaro: il consumatore non intende rinunciare a un prodotto percepito come indispensabile, anche perché l’offerta sta progressivamente alzando l’asticella su qualità e servizio. E accetta, senza particolari resistenze, anche il prodotto estero: l’Italia resta infatti importatore netto.

Sul fronte produttivo, però, serve attenzione. Come spesso accade dopo alcune annate favorevoli, gli investimenti e le superfici tendono a crescere e le produzioni “decollano”: il 2025 è stato infatti l’anno più consistente a livello comunitario nel breve periodo. L’Italia segue la dinamica, ma con minore intensità: al Nord pesano ancora criticità fitosanitarie, mentre è il Sud a trainare il comparto.

Sono alcuni degli spunti emersi dalle analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter, che verranno approfonditi nelle prossime “colonne” della categoria del mese di febbraio dedicata, per l’appunto, alle patate. Gli stessi temi saranno al centro anche della Diretta IFN in programma giovedì 26 febbraio alle ore 11.00 sui canali social di Italiafruit News. Al confronto parteciperanno, per la produzione, Roberto Chiesa (Direttore Commerciale Romagnoli F.lli Spa), Giacomo Accinelli (Coordinatore Consorzio Selenella) e Davide Evangelisti (Direttore Commerciale Pizzoli); per il sistema distributivo, Alberto Ancarani (Responsabile Verdure, IV e V gamma, Secco di Coop Italia) e Alfio Mancuso (Buyer Product Innovation, Coordinatore Tecnico Ortofrutta del Gruppo Arena).

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Produzione UE in accelerazione: il 2025 è l’anno del surplus
Sul fronte produttivo, l’Unione europea si muove su un ordine di grandezza di circa 50 milioni di tonnellate coltivate su quasi 1,4 milioni di ettari, con una forte concentrazione nei Paesi dell’Europa continentale. In testa c’è la Germania, stabilmente oltre i 10 milioni di tonnellate, seguita da Francia e Paesi Bassi (nell’ordine 8 e 6 milioni), quindi Polonia, Belgio e Danimarca. Più distanziati i due principali player dell’Europa del Sud, Spagna e Italia, collocati in una forchetta tra 1,9 e 1,3 milioni di tonnellate. I numeri indicano inoltre come il 2025 sia stato un anno di piena produzione: volumi UE in aumento dell’8%, trainati anche da un +4% delle superfici, fino a superare i 54 milioni di tonnellate. L’exploit è stato guidato soprattutto dalla Germania, che sta ancora facendo i conti con un surplus e con un mercato sotto pressione. Più cauta la Francia, unico tra i big a ridurre nel 2025 le superfici rispetto alla media 2020-24; all’opposto, Belgio e Danimarca hanno registrato incrementi a doppia cifra. La dinamica è chiara: i prezzi elevati delle ultime campagne, frutto di un’offerta più contenuta, hanno spinto molti produttori a investire sulla coltura.

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Italia a due velocità: Sud trainante, Nord condizionato dalle criticità
Guardando all’Italia, il 2025 risulta in crescita rispetto alla media 2020-24, con +4% di superfici e +3% di volumi. La spinta arriva soprattutto dalla Campania, che consolida il primato nazionale avvicinandosi ai 10 mila ettari; segue la Sicilia, più orientata alle patate novelle, scelta che incide su rese mediamente più basse rispetto alla coltivazione tradizionale. Segnali positivi anche dall’Abruzzo, in forte espansione (+25% di ettari). Al Nord, il Veneto si conferma prima regione produttiva e ha in parte compensato il calo dell’Emilia-Romagna.

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Import protagonista: Francia e Germania pesano, Egitto osservato speciale
Sul versante del commercio estero, la bilancia resta largamente in rosso, nonostante negli ultimi anni l’export abbia mostrato segnali di crescita: un miglioramento che però non basta a compensare un import in accelerazione, ormai oltre le 800 mila tonnellate annue, per un valore superiore ai 300 milioni di euro. Nel caso della patata, inoltre, emerge una dinamica piuttosto atipica per l’ortofrutta: tra i principali fornitori figura anche la Germania — seconda solo alla Francia — in forte progressione nell’ultimo biennio grazie a prezzi particolarmente competitivi. Parigi e Berlino, insieme, rappresentano oltre il 60% delle importazioni in volume. Sul fronte extra UE spicca l’Egitto, che nel 2024 ha toccato un record con oltre 100 mila tonnellate spedite; per il 2025 le attese sono di un ridimensionamento, ma su livelli che restano comunque sostenuti.

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Consumi in crescita, prezzi in legge deflazione
Sul fronte dei consumi, assumendo il 2021 come anno base, la traiettoria nazionale risulta in crescita, con un’accelerazione particolarmente evidente nell’ultima campagna, pari a +7 punti percentuali. A fare da locomotiva è il canale Iper+Super, che mette a segno un progresso a doppia cifra e riesce persino a fare meglio del discount, seppur di misura. Più in affanno il dettaglio tradizionale, ma con una tenuta complessivamente migliore rispetto a quanto osservato in altre categorie.

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L’aumento dei volumi nel 2025 è stato favorito anche da un rientro dei prezzi nell’ordine di 8 punti su scala nazionale, tornati sui livelli del 2023 (che, a loro volta, restavano ancora circa 30 punti sopra il 2021). L’andamento per canale appare quasi speculare: cambiano i livelli, ma la direzione è la stessa, con il discount mediamente più “alto”, seguito da Iper+Super e tradizionale, a conferma di un trend sostanzialmente allineato lungo tutta la distribuzione.

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In termini di valore, invece, il passaggio 2025-2024 risulta pressoché stabile, ma il confronto con il 2021 restituisce comunque una crescita oltre i 40 punti. In sintesi, i dati indicano che il consumatore non rinuncia alle patate: la normalizzazione del prezzo non ha inciso sugli acquisti, che restano solidi.

L’evidenza si rafforza ampliando l’orizzonte al 2017 per il canale Iper+Super, dove emerge un deciso salto delle quotazioni, soprattutto nell’ultimo triennio: oltre +25 punti rispetto al 2022 e circa +50 rispetto al 2017. Eppure i consumi non ne hanno risentito: nell’ultima annata si registra un +4 punti rispetto all’anno di riferimento, con un ulteriore incremento del fatturato del comparto.

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Stagionalità “soft”: picchi in inverno, calo d’estate
Sul tema della stagionalità, le vendite mensili a volume nel canale Iper+Super evidenziano oscillazioni tutto sommato contenute, coerenti con un prodotto ormai di fatto destagionalizzato, ma non prive di spunti. Il picco si registra a dicembre, seguito da marzo e settembre; all’opposto, luglio e agosto segnano una contrazione netta, arrivando a circa dimezzare le performance rispetto ai mesi migliori.

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Sfuso in rimonta, ma il confezionato resta dominante
Guardando alle modalità di vendita, il confronto tra peso variabile (sfuso) e peso imposto (confezionato) mostra una dinamica interessante: lo sfuso cresce più rapidamente e nel canale Iper+Super mette a segno un +35% a volume rispetto al 2019. Il confezionato, pur avanzando del 9%, resta comunque la formula largamente dominante, con una quota intorno all’80%, in calo di 3 punti rispetto a sei anni fa: una piccola erosione che corrisponde, di fatto, ai punti guadagnati dallo sfuso. In sintesi, lo sfuso avanza, ma senza mettere in discussione la leadership del confezionato dentro la categoria.

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Tipologie di prodotto: domina la I gamma
Chiudendo lo sguardo sulla categoria patata nel suo complesso — quindi non solo prima gamma, ma anche surgelato e trasformati — la fotografia a valore sull’intera Gdo resta molto sbilanciata sulla prima gamma, che vale circa il 67% delle vendite. Seguono, il surgelato con il 26% e i trasformati (V gamma, purè e affini) con il 7%: un segmento in tendenziale crescita, ma ancora distante dal peso specifico del prodotto fresco. (lg)