Patate europee, dal ridimensionamento degli ettari al crollo delle rese per il caldo

Il primo dato certificato arriva dalla Francia: produzione attesa a -23% e perdite stimate in almeno 400 milioni di euro

Patate europee, dal ridimensionamento degli ettari al crollo delle rese per il caldo

Gli effetti del grande caldo che ha attraversato l’Europa cominciano a vedersi nei campi, e per le patate il conto rischia di essere particolarmente pesante. Il primo dato certificato arriva dalla Francia, dove cinque ondate di calore e un deficit idrico eccezionale hanno spinto l’UNPT (Unione Nazionale dei produttori di Patate) a stimare per il 2026 una produzione di patate da consumo in calo del 23% rispetto allo scorso anno, pari a quasi 2 milioni di tonnellate in meno. La resa media dovrebbe fermarsi a 37,4 tonnellate per ettaro, -14% sul 2025 e al livello più basso da oltre trent’anni.

E difficilmente il problema resterà confinato alla Francia. Segnali di sofferenza arrivano anche da Germania, Belgio e Paesi Bassi, che insieme ai francesi rappresentano il cuore produttivo della pataticoltura continentale e, per dimensioni delle coltivazioni e peso dell’industria di trasformazione, determinano buona parte degli equilibri del mercato europeo. Un'area che aveva già ridotto dell’11% le superfici dopo la sovrapproduzione del 2025 e sulla quale caldo e siccità stanno ora comprimendo anche le rese.

Prima meno ettari, poi meno rese
Dopo un 2025 caratterizzato da una forte sovrapproduzione e quotazioni del mercato libero precipitate per settimane anche fino a 2 centesimi al chilo, i produttori avevano già deciso di ridimensionare gli investimenti. Nell'area NEPG – acronimo di North-Western European Potato Growers, ovvero, l’organizzazione che rappresenta i produttori di patate dei quattro principali Paesi produttori dell’Europa nord-occidentale: Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi –  le superfici sono così passate da 604.100 a circa 536.900 ettari, -11%, con riduzioni del 16,6% in Belgio, 15,1% nei Paesi Bassi e 9,7% in Francia, mentre anche la Germania registra una sensibile contrazione.

Una riduzione programmata per riportare domanda e offerta verso un maggiore equilibrio. Poi è arrivata l'estate.
In Francia alla minore superficie si è sommato il crollo delle rese: oltre ai volumi, l'UNPT segnala calibri inferiori, materia secca più variabile e problemi fisiologici, tanto da chiedere agli acquirenti maggiore flessibilità nei parametri qualitativi. Le perdite economiche per i produttori vengono valutate in almeno 400 milioni di euro

Il caldo colpisce anche Germania e Benelux

La situazione non appare molto diversa in Germania, dove le elevate temperature stanno penalizzando sviluppo e calibro dei tuberi, soprattutto nelle superfici prive di irrigazione, mentre il settore segnala condizioni termiche particolarmente critiche nei terreni. Nei Paesi Bassi le prime valutazioni indicano rese inferiori alla straordinaria campagna precedente, con forti differenze tra aree irrigate e zone maggiormente interessate dalla siccità. Anche in Belgio, dove le superfici hanno subito il taglio maggiore tra i Paesi NEPG, arrivano segnalazioni di perdite produttive e problemi qualitativi. Il quadro non consente ancora di attribuire a questi tre Paesi una percentuale di calo nazionale paragonabile al -23% francese, ma la direzione appare ormai chiara.

Il problema assume ancora maggiore rilevanza considerando la concentrazione in quest'area della grande industria europea delle french fries (patate fritte). Meno prodotto non significa infatti soltanto minore disponibilità sul mercato fresco: calibri ridotti e difetti qualitativi possono restringere ulteriormente la quota utilizzabile dalla trasformazione.

In Italia, non ci sono ancora dati ufficiali, ma è facile ipotizzare un calo delle rese determinato dalle temperature estreme delle ultime settimane.