Dalla distribuzione
Pesca di Verona IGP, qualità costante e prezzo fisso per difendere il valore
Antonio Troiani, Rossetto: “Anche in un’annata complessa le vendite si sono consolidate. Quando la proposta è coerente, il consumatore risponde”

La campagna peschicola 2026 ha dovuto fare i conti con un mercato più affollato e competitivo, dalla forte pressione di Grecia e Turchia fino alla presenza spagnola in alcune fasi della stagione. Una concorrenza che ha pesato soprattutto sul prodotto meno differenziato, mettendo ancora una volta in evidenza quanto sia difficile difendere il valore quando l’offerta viene percepita come una commodity.
La situazione cambia quando produzione e distribuzione costruiscono insieme una proposta riconoscibile, con qualità costante e un posizionamento chiaro per il consumatore. È il caso della Pesca di Verona IGP, che negli ultimi anni ha trovato spazio nei punti vendita del Gruppo Alimentare Rossetto, fino a diventare una delle referenze centrali dell’offerta estiva.
“Quando nel 2023 Leonardo Odorizzi de La Grande Bellezza Italiana ci propose di puntare su questo prodotto, inizialmente non nego che c'è stata qualche titubanza”, racconta Antonio Troiani, responsabile acquisti ortofrutta del Gruppo Alimentare Rossetto. “La peschicoltura veronese negli ultimi anni non godeva certamente di buona salute. Fin da subito, però, abbiamo notato un cambio di passo nell’approccio e abbiamo deciso di inserire progressivamente il prodotto nei nostri punti vendita”.

La risposta del mercato ha sciolto rapidamente i dubbi. “È stata una scommessa vincente. La Pesca di Verona IGP si è affermata presso la nostra clientela ed è cresciuta anno dopo anno, fino a diventare una referenza imprescindibile durante il periodo estivo e un caposaldo della nostra offerta peschicola”.
Qualità costante e prezzo stabile
Secondo Troiani sono soprattutto due gli elementi che hanno fatto la differenza. “Il primo è la costanza qualitativa durante tutta la campagna, garantita dal Consorzio. È la base sulla quale abbiamo costruito, insieme a La Grande Bellezza Italiana, una politica commerciale con prezzo fisso per tutta la stagione, coerente con il posizionamento del prodotto”. Una scelta che, secondo il buyer, viene compresa dal consumatore. “Il cliente trova una qualità costante e un prezzo stabile e corretto. Anche in un’annata complessa come questa le vendite si sono consolidate. È la dimostrazione che, quando la proposta è coerente, il consumatore risponde”.

A Verona entra inevitabilmente in gioco anche il legame territoriale. “Nei nostri punti vendita della zona, un prodotto IGP legato a Verona ha una presa molto forte, soprattutto sulle fasce di consumatori più adulte, che ricordano bene la tradizione peschicola veronese”.
Ma il principio va oltre la singola referenza. Rossetto sta infatti lavorando anche con altre Indicazioni Geografiche proposte da La Grande Bellezza Italiana, dal Cavolfiore della Piana del Sele alle Clementine del Golfo di Taranto, passando per Carota del Fucino e Uva di Puglia.“Abbracciamo questi progetti perché il consumatore cerca qualità e stabilità nel prezzo. Quando questi elementi sono accompagnati da una certificazione e da un forte legame con il territorio, i risultati arrivano. A volte serve tempo, ma la direzione è quella”.

“La fiducia si costruisce anno dopo anno”
Il parallelo, per Troiani, è con quei marchi ortofrutticoli che sono riusciti a diventare riconoscibili agli occhi del consumatore. “Basta guardare a realtà come Perla Nera: oggi ci sono clienti che chiedono il marchio e non semplicemente un’anguria nera. È lo stesso principio che, sia pure in misura diversa, stiamo iniziando a vedere anche con la Pesca di Verona IGP, soprattutto nei punti vendita veronesi”. Ed è proprio questa riconoscibilità, secondo il buyer, a trasformarsi nel tempo in fiducia. “Direi che conta soprattutto la fiducia costruita nel tempo. La Pesca di Verona IGP, attraverso il forte impegno del Consorzio, sta andando in questa direzione”.
“Va riconosciuto il merito a Leonardo Odorizzi, che è riuscito a coinvolgere i produttori nel rispetto del disciplinare, dalla produzione alla commercializzazione. Questo ha permesso di offrire un prodotto costantemente apprezzato dal cliente, anno dopo anno”. Ed è probabilmente proprio qui il punto: in un mercato dove l’offerta aumenta e il prezzo può diventare rapidamente terreno di scontro, essere riconoscibili permette almeno di non partire ogni stagione da zero. (ga)



















