Dal campo
Pomodoro da industria, il mercato mondiale frena: ribassi in Italia e California
La Cina resta l’eccezione con prezzi in aumento

Dopo mesi di difficoltà nel raggiungimento dell’intesa, si è conclusa la trattativa tra parte agricola e industria di trasformazione per la definizione del prezzo del pomodoro da industria nel Sud Italia relativo alla campagna 2026/27. L’accordo ha fissato il prezzo a 150 €/t per il pomodoro lungo e a 140 €/t per il tondo, in calo rispettivamente del 3% e del 5% rispetto alla precedente campagna. La flessione si inserisce in un contesto internazionale orientato a un parziale riequilibrio delle quotazioni: anche in California, principale area produttiva statunitense, il prezzo del pomodoro convenzionale da industria è stato fissato a 104,50 $/short ton, in riduzione di circa il 4% rispetto ai 109 $/short ton della campagna 2025. In controtendenza si colloca invece la Cina, dove il prezzo è stato accordato in aumento del 4,5% rispetto alla precedente campagna. Secondo le rielaborazioni Areté, la riduzione delle quotazioni italiane si inserisce in un quadro di attese produttive complessivamente favorevoli per l’Italia, con volumi previsti intorno a 5,8 milioni di tonnellate. Le previsioni sono sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, tuttavia, non sono da escludere possibili revisioni a rialzo, soprattutto nel Mezzogiorno, alla luce del progressivo miglioramento delle disponibilità idriche rispetto al 2025.
Fonte: Ufficio Stampa Areté



















