Dal campo
Spagna, la clorosi a nervature gialle mette in allerta il comparto del limone
Individuati i primi focolai tra Murcia e Comunità Valenciana: il virus, per cui non esistono cure, preoccupa produttori e organizzazioni agricole

Mentre il comparto limonicolo spagnolo archivia una delle campagne più redditizie degli ultimi anni, una nuova minaccia fitosanitaria rischia di compromettere le prospettive future del settore. A preoccupare produttori e organizzazioni agricole è la diffusione della clorosi a nervature gialle (Citrus yellow vein clearing virus, CyVCV), una virosi già presente in diversi Paesi produttori e recentemente individuata anche in Spagna, nelle aree a più alta vocazione agrumicola di Murcia e della Comunità Valenciana.
L'allarme è scattato nei primi mesi dell'anno - si legge su Valenciafruit.com - quando alcuni sintomi osservati su giovani impianti di limone hanno portato all'avvio di analisi che hanno confermato la presenza del virus. La scoperta ha suscitato forte preoccupazione tra gli operatori, soprattutto perché si tratta di una patologia per la quale, allo stato attuale, non esistono cure efficaci.
La malattia provoca l'ingiallimento delle nervature fogliari, alterazioni vegetative e una riduzione del vigore delle piante. Il timore principale riguarda la possibile diffusione dagli impianti più giovani agli agrumeti in piena produzione, scenario che potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla capacità produttiva del comparto limonicolo spagnolo.
Secondo le organizzazioni professionali del settore, il virus potrebbe essere stato introdotto attraverso materiale vivaistico infetto. L'attenzione si concentra in particolare sulle piante messe a dimora negli ultimi due anni, periodo nel quale l'espansione della coltivazione del limone è proseguita a ritmi sostenuti. Le stime parlano di circa nove milioni di nuove piante entrate nei campi tra il 2024 e il 2025, un volume che rende particolarmente delicata l'attività di monitoraggio e contenimento.
La Spagna rappresenta oggi uno dei principali protagonisti mondiali del mercato del limone. La superficie investita supera i 54 mila ettari, con Murcia che concentra oltre la metà degli impianti nazionali, seguita dalla Comunità Valenciana e dall'Andalusia. Negli ultimi quindici anni il settore ha registrato una crescita costante, favorita dalla buona redditività della coltura e dalla forte domanda sui mercati internazionali. Paradossalmente, l'emergenza fitosanitaria emerge proprio al termine di una stagione particolarmente positiva. La campagna 2024/25 si è chiusa con produzioni superiori alle attese e quotazioni elevate sia per il limone Fino sia per il Verna. A sostenere il mercato hanno contribuito la riduzione dell'offerta proveniente dalla Turchia a causa delle gelate, l'elevata qualità del prodotto spagnolo e una domanda europea rimasta vivace per tutta la stagione.
Nonostante il buon momento commerciale, le principali organizzazioni agricole e l'interprofessione Ailimpo ritengono che la priorità assoluta sia ora il contenimento della virosi. La strategia individuata è quella già adottata in altri Paesi: individuazione tempestiva delle piante infette, estirpazione immediata e disinfezione delle aree interessate per limitare il rischio di diffusione. La Comunità Valenciana ha già introdotto misure obbligatorie per l'eliminazione delle piante contagiate e sta lavorando a un sistema di compensazioni economiche per gli agricoltori coinvolti. Più prudente, finora, l'approccio della Regione di Murcia, scelta che ha suscitato le critiche delle organizzazioni di categoria. Per il settore agrumicolo spagnolo la sfida è ora evitare che una malattia finora confinata a focolai limitati possa trasformarsi in un problema strutturale. In gioco non c'è soltanto la prossima campagna, ma la sostenibilità produttiva di uno dei poli limonicoli più importanti al mondo.



















