Report uva da tavola: produzione, export, mercati di sbocco, prezzi, consumi

L'Italia perde terreno. Embargo russo: i Paesi che ne beneficiano. Tutti i numeri

Report uva da tavola: produzione, export, mercati di sbocco, prezzi, consumi
A settembre Italiafruit News dedica la categoria del mese all'Uva da Tavola, uno tra i prodotti maggiormente coinvolti dall'embargo russo che rappresenta un flusso di export importante per il nostro Paese, di cui si necessita per bilanciare un effetto erosione dei consumi interni. Scopriamo punto per punto le peculiarità di questa coltivazione.

La produzione mondiale di uva

La produzione mondiale di uva in generale si attesta a circa 77 milioni di tonnellate con i primi 5 paesi produttori che rappresentano oltre il 50% del totale. Stando ai dati FAO 2013, il primo produttore ai oggi è la Cina con oltre 11 milioni di tonnellate. Al secondo posto troviamo l'Italia in lento declino dagli anni '80 con 8 milioni di tonnellate di cui circa 1 milione di uva da tavola. Gli altri tre attori ricadenti nella TOP 5 sono gli USA (7,7 milioni di tons), la Spagna (7,5 mio di tons) e la Francia (5,5 mio di tons).

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La domanda europea di Uva da Tavola

Stando alle elaborazioni ISMEA, il mercato europeo di Uva da Tavola è in ridimensionamento rispetto al 2005 in diverse paesi come la Germania (-2,2%), la Spagna (-7,2%) e la Francia (-1,7%). Tra i paesi analizzati quello che segnala un calo più drastico è sicuramente l'Italia con un -8% rispetto al 2005. L'Uk rimane pressoché invariato mentre troviamo vari paesi dell'Est come Ucraina, Romania, Polonia e Russia che registrano aumenti rispetto al passato.

I principali player nei flussi commerciali

Tra i maggiori esportatori dell'emisfero Nord al 2014 troviamo gli USA e l'Italia con circa 400-500 mila tonnellate a testa e i Paesi bassi che ridistribuiscono il prodotto dell'emisfero sud in Europa. In assoluto però, il maggior esportatore di Uva da Tavola al mondo rimane il Cile che si colloca circa sulle 750.000 tonnellate mosse, mentre per quanto riguarda i paesi in forte crescita spiccano la Cina (che esporta però pochissima della sua produzione), l'Egitto (uno dei principali fornitori dell'Italia dopo l'Olanda), la Turchia, l'India, il Sud Africa e la Spagna.

Stando ai dati ISMEA, l'unico paese tra i "big player" a non crescere dal 2005 è l'Italia.

Importazione italiana: principalmente in controstagione

I prezzi in importazione dell'Uva da Tavola sono passati da 1,52 €/kg del 2002 fino a 1,89 €/kg del 2014. Da notare il basso volume in importazione che si attesta a 21 mila tonnellate (+10% rispetto al 2013) per circa 39,8 milioni di euro (+12% rispetto al 2013), prevalentemente di prodotto in controstagione. I maggiori fornitori dell'Italia di uva da tavola sono l'Olanda (per ridistribuzione dall'emisfero sud), l'Egitto, la Spagna e il Cile.

Esportazione italiana 

Secondo i dati Eurostat, l'Italia, tra i principali player internazionali, non registra significativi trend di crescita strutturati dall'inizio del millennio per quanto riguarda il quantitativo esportato di uva da tavola. Nello specifico, nel 2014, l'Italia ha esportato 439 mila tonnellate (-13,5% rispetto al 2014) di prodotto per un valore di 557 milioni di euro (-9% rispetto a 2013) con i primi 5 mercati che rappresentano il 66% mentre i primi 10 ben l'83%.

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Stando ai dati Eurostat, l'Uva da Tavola italiana nel 2014 è stata esportata con un prezzo medio di 1,27 €/kg franco partenza; per ogni mercato di destinazione si possono notare differenze di prezzi sostanziose dipendenti dalla tipologia qualitativa e dalla remunerazione pagata dal paese. Tra i paesi con le medie di prezzi più alte troviamo la Germania con 1,42 €/kg che rappresenta il 23% dei nostri volumi mossi, la Svizzera con 1,63 €/kg (4% dei volumi) e il Belgio con 1,74 €/kg (4% dei volumi). Sopra la media anche la Spagna con 1,32 €/kg (6% dei volumi). Tra i mercati con le medie più basse troviamo la Francia con 1,1 €/kg (21% dei volumi), la Polonia con 1,05 €/kg (11% dei volumi) e la Repubblica Ceca con 1 €/kg (5% dei volumi).

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Embargo russo a consuntivo

Nel 2013 la Russia rappresentava per l'Italia solamente il 3% dei nostri flussi esportatori con circa 15.000 tonnellate e con un prezzo medio di 1,05 €/kg. Definirlo un mercato strategico è sicuramente corretto, ma solamente a livello potenziale in quanto, sempre stando ai dati ufficiali, 10 anni fa la Russia rappresentava sempre il 3% delle nostre esportazioni di uva da tavola e negli ultimi 12 anni il massimo picco lo si è raggiunto nel 2008, con 21.942 tonnellate e un incidenza sul totale del 4%.
Nel 2014 con l'embargo le esportazioni italiane verso questo mercato sono crollate del 90%. Chi ha beneficiato dell'embargo sono stati la Turchia (+21% rispetto al 2013) che è inoltre il maggior fornitore di uva della Russia con oltre il 50% di quota, il Perù (+15%), l'India (+20%), la Moldavia (+15%) e l'Egitto (+22%).

La produzione italiana 

Le produzioni italiane di uva italiana si concentrano in due grandi poli di produzione che concentrano più del 90% della Sau: Puglia e Sicilia. Durante il 2014, la Puglia ha prodotto 601.775 tonnellate (-14% rispetto 2013) e la Sicilia 364.922 (+1,7% rispetto 2013). Le altre regioni italiane non incidono significativamente sul totale della penisola.
Stando alle elaborazioni ISMEA su dati Istat, la dimensione media aziendale è di circa 2 ettari. Nettamente superiore la media si collocano le aziende delle province di Taranto (4,22 ha), Catania (3,57 ha) e Caltanissetta (3,42 ha).

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Consumi domestici: 2014 come 2013

Stando alle elaborazioni del Monitor F&V di Agroter su dati GfK, i consumi domestici di Uva da Tavola sono calati negli ultimi 6 anni del -3% a volume e del -7,6% a valore con un calo prezzi di oltre 5 punti percentuali. L'anno 2014 ha pressoché confermato i dati dell'anno precedente.
Nonostante la buona introduzioni di varietà comode e snackizzabili come le uve seedless e la diminuzione dei prezzi medi da 1,96 €/kg del 2009 a 1,85 €/kg del 2014, le famiglie italiane continuano a ridurre il consumo di questo prodotto.

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L'analisi dei flussi dell'Uva italiana

Secondo l'analisi condotta da ISMEA, la disponibilità di Uva da Tavola in Italia proviene principalmente dalla produzione nostrana (98%) mentre l'import influisce solamente per il 2%. Per quanto riguarda i flussi in uscita dal sistema Italia, troviamo come prima voce l'export con il 43%, seguito dal consumo diretto con il 38% suddiviso a sua volta in Ho.Re.Ca. (25%) e Retail (75%). L'industria di trasformazione vale il 15% del totale mentre perdite e ritiri sono attestati per un 5%.

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