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IV Gamma in Gdo: aumento delle referenze grazie a mono e vertical farm
Cambia il mix promozionale e prevalgono i prezzi bassi e fissi; arretrano le insalate arricchite, ferme le miste

A un anno di distanza dalla precedente rilevazione, l’analisi di Italiafruit News su sei insegne nella piazza di Parma sull’assortimento di IV Gamma verdura evidenzia alcuni cambiamenti significativi nelle strategie delle insegne. Pur in un contesto già caratterizzato da ampiezza e profondità assortimentale, emergono segnali di evoluzione sia nella composizione dell’offerta sia nelle logiche promozionali, con differenze anche marcate tra i retailer.

Aumentano le referenze di IV Gamma, solo Conad e Lidl rimangono stabili
Il primo dato che salta all’occhio è il numero complessivo di referenze di IV Gamma esposte nei negozi visitati. In questo insieme includiamo anche la prima gamma evoluta che, pur non rientrando tecnicamente nella IV Gamma perché non lavata, è stata comunque considerata nell’analisi. La sua inclusione è motivata sia dalla collocazione a scaffale, spesso accanto ai prodotti di IV Gamma, sia dalla percezione del cliente, che la associa comunque a un elevato livello di servizio.
Dal 2025 la media complessiva cresce di 6 referenze, passando da 59 a 65. Si tratta di un dato significativo, considerando che la categoria presenta già assortimenti ampi e profondi e che, negli anni, un’eccessiva profondità, unita a una limitata percezione delle prestazioni da parte dei consumatori, ne ha frenato la crescita. In questa fotografia a un anno di distanza, solo Conad e Lidl mantengono una numerica sostanzialmente stabile, pur seguendo strategie molto diverse: Conad propone un assortimento mediamente ampio e profondo, con 77 referenze, mentre Lidl resta fedele a una logica da discount essenziale, offrendo appena 16 prodotti di IV Gamma verdura.
Le altre quattro insegne mostrano una crescita più significativa rispetto al 2025. In particolare, Coop ed Esselunga si distinguono nettamente, raggiungendo nel 2026 rispettivamente 88 e 87 referenze, in aumento di 8-9 unità rispetto all’anno precedente. Su livelli più contenuti si collocano Pam, con 66 referenze, e Famila, con 58, ma sempre con una crescita di 8-10 referenze rispetto al 2025.

Promozioni: dalle tradizionali ai prezzi bassi e fissi
Anche l’analisi della promozionalità evidenzia alcuni cambiamenti rispetto all’anno precedente. Nella media complessiva, il numero di prodotti in offerta cresce solo leggermente, passando da 9 a 10 referenze. A cambiare in modo più marcato è invece il mix promozionale: nel 2025 prevalevano le offerte tradizionali, pari a 7, cioè con una comunicazione esplicita del prezzo scontato per un periodo definito, rispetto ai 2 prodotti interessati da una promozione continuativa, basata su un prezzo basso garantito nel lungo periodo. Nel 2026 il rapporto si inverte, passando da 7-2 a 4-6, quindi con una prevalenza delle offerte continuative a prezzo ribassato.
Questa dinamica media è influenzata soprattutto da Esselunga, che nel 2026 introduce 16 prezzi bassi continuativi, assenti nel 2025. In parte contribuiscono anche Pam, Conad e Lidl, che aumentano di 3 unità il numero di queste referenze rispetto all’anno precedente, mentre in Coop e Famila questa logica promozionale resta assente. Parallelamente, il numero di promozioni classiche diminuisce quasi ovunque. Fa eccezione Lidl, che passa da 1 a 2 referenze, con un impatto comunque minimo sulla media. Il calo è invece particolarmente marcato in Coop, da 10 a 4, in Pam, da 7 a 2, e in Esselunga, da 12 a 2; più contenuto in Famila, da 5 a 4, e in Conad, da 9 a 6.

Insalate pronte: mono in crescita, mix stabili, arricchite in calo. Avanza la vertical farm
L’insieme dei segmenti delle insalate pronte, funzione d’uso che fin dalla nascita della categoria ne ha sostenuto le vendite, rappresenta il cuore dell’analisi. In linea con i trend di mercato, che vedono avanzare le insalate monocomponente e arretrare le miste, la dinamica assortimentale media mostra dal 2025 una crescita delle referenze di insalate mono, che passano da 14 a 18, mentre le mix restano stabili a 16 proposte e le insalate arricchite in ciotola diminuiscono da 10 a 8. Da segnalare anche il lento ma progressivo aumento delle insalate da vertical farm, che passano da 3 a 4 referenze.
La crescita delle mono è trainata soprattutto da Coop, che sale da 18 a 26 referenze, da Pam, da 12 a 18, e da Famila, da 11 a 16, ma si osserva anche nelle altre insegne, con l’eccezione di Lidl, che rimane stabile. Nel segmento delle mix, solo Famila evidenzia un incremento significativo, passando da 11 a 15 referenze, mentre negli altri casi il quadro appare sostanzialmente stabile o caratterizzato da leggere variazioni. Nelle ciotole, invece, si registra una riduzione delle referenze in tutte le insegne, ancora una volta con l’eccezione di Lidl. La vertical farm resta stabile in Coop e Pam, entrambe con 4 referenze, cresce in Esselunga, che passa da 8 a 12 e propone così l’assortimento più profondo del segmento, e compare anche in Famila e Conad.

Nei segmenti residuali, come le verdure da cuocere e le crudité, non si osservano movimenti particolarmente rilevanti, mentre cresce la presenza della prima gamma evoluta. Si tratta però di segmenti di completamento che, nel corso degli anni, non hanno registrato evoluzioni significative in termini di prestazioni; per questo restano a scaffale soprattutto in una logica di servizio.
Nel complesso, il confronto tra 2025 e 2026 restituisce l’immagine di una categoria ancora centrale e dinamica, che continua a evolvere più per affinamenti interni che per vere discontinuità. Crescono alcune tipologie di prodotto, si ridefiniscono le leve promozionali e si rafforzano identità assortimentali diverse tra insegna e insegna. Resta però evidente come, accanto all’ampiezza dell’offerta, sia sempre più decisiva la capacità di renderla chiara, leggibile e coerente con le attese di servizio del consumatore.




















