Melanzane e zucchine, categorie ferme in un mercato che cambia

Assortimenti stabili, segmentazione limitata e prezzi in crescita, con ampi margini per differenziare l’offerta

Melanzane e zucchine, categorie ferme in un mercato che cambia

Nelle logiche di vendita di un negozio a libero servizio, frutta e verdura si differenziano soprattutto per occasione di consumo e funzione d’uso: se la frutta viene consumata prevalentemente fuori pasto o a fine pasto, la verdura costituisce un ingrediente ricorrente nella preparazione di molti piatti. All’interno delle categorie orticole, inoltre, è consueto distinguere tra prodotti destinati principalmente al consumo da crudo, prodotti adatti sia al crudo sia alla cottura, e prodotti impiegati soprattutto in preparazioni cotte, come melanzane e zucchine. Questa caratteristica fa sì che gli acquisti di queste due ultimi prodotti risultino per lo più programmati, relegandoli quindi al servizio, semplificando così l’approccio del cliente allo scaffale, ma rendendo al tempo stesso piatta la segmentazione.

È quanto emerge anche dalle rilevazioni condotte all’inizio di aprile del 2025 e del 2026 su un campione di sei negozi della piazza di Modena: gli assortimenti risultano pressoché stabili da un anno all’altro; lo sfuso arretra leggermente a favore del confezionato, seppure in misura contenuta; tra i brand cresce il peso dei prodotti anonimi, mentre il biologico rappresenta il livello più alto di segmentazione, pur in un contesto di prezzi elevati e in ulteriore crescita. In questo quadro, sembra esserci spazio per una segmentazione più spinta, attraverso prodotti capaci di offrire nuove garanzie e prestazioni, maggiormente orientate a soddisfare il cliente nelle principali preparazioni in cucina.

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Per zucchine e melanzane assortimenti stabili, solo Esselunga spinge con la promo
Rispetto al 2025, melanzane e zucchine presentano un quadro sostanzialmente stabile, con variazioni contenute tra le diverse insegne. Coop, che dispone del punto vendita più ampio, conferma nel 2026 l’assortimento più ricco, con 12 referenze complessive; pur riducendo di una referenza sia le melanzane sia le zucchine rispetto all’anno precedente, mantiene un netto vantaggio sugli altri negozi in termini di numerica. Tra gli altri operatori, si distingue Esselunga, che sale a 8 referenze, una in più rispetto al 2025, suddivise in 5 di zucchine e 3 di melanzane. Conad ed Eurospar, invece, riducono l’assortimento, passando da 7-8 a 6 referenze. Più essenziale la proposta dei discount: nel confronto, Aldi è stato sostituito da MD per lavori di ristrutturazione del suo punto di vendita, e solo Lidl raggiunge le 5 referenze.
Sul fronte promozionale, il quadro appare nel complesso piuttosto povero: non si rilevano promozioni sulle melanzane, mentre sulle zucchine compaiono alcune offerte, con Esselunga che si distingue in particolare per la presenza di 3 promozioni (una nel 2025).

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SOS novità: nulla di nuovo neanche tra le tipologie
L’analisi aggregata delle tipologie di prodotto conferma la sostanziale staticità di entrambe le categorie. Nelle melanzane prevalgono nettamente le varietà tonde, con 12 referenze, affiancate solo marginalmente da quelle lunghe e da quelle viola, entrambe ferme a 2 referenze, in un assortimento invariato rispetto al 2025. Nelle zucchine si osserva qualche lieve movimento, ma senza cambiamenti rilevanti: le referenze di tipologia scura scendono da 17 a 15, mentre quelle chiare crescono di un’unità, passando da 6 a 7; restano invece stabili a 2 le zucchine tonde.

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Spazi dedicati: tra ampliamenti e riduzioni
L’analisi dello spazio dedicato si concentra sul dato relativo, cioè sullo spazio medio per referenza, poiché il valore complessivo dipende sempre dalla numerica dell’assortimento. Nel complesso, lo spazio medio risulta in aumento, ma questo andamento è sostenuto esclusivamente dalle zucchine, mentre il contributo medio delle melanzane è in calo.
A livello di singoli negozi, Conad, Esselunga e Lidl aumentano lo spazio assegnato a melanzane e zucchine, mentre Coop ed Eurospar registrano un andamento opposto. Nel caso di Esselunga e di Lidl l’incremento è trainato soprattutto dalle zucchine e dalle promozioni in questa categoria, che ha favorito un maggiore spazio espositivo.

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Modalità di vendita, cala lo sfuso e spunta qualche vaschetta in plastica
Melanzane e zucchine sono categorie nelle quali la presenza dello sfuso resta imprescindibile. In questo ambito, Coop ed Eurospar presentano nel 2026 gli assortimenti più ampi, rispettivamente con 6 e 4 referenze, mentre le altre insegne si mantengono su livelli più essenziali, con una sola referenza sfusa per categoria. In generale, però, lo sfuso arretra passando da un’incidenza complessiva del 51% nel 2025 al 45% nel 2026.
Nel confezionato continua a prevalere la vaschetta in cartone, con un’incidenza sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (43% rispetto a 41%), si osserva la presenza di qualche vaschetta in plastica in più, una in Coop e 3 in Esselunga. Il prodotto nastrato resta una soluzione limitata a Lidl, dove scende a una sola referenza nel 2026, mentre cresce il ricorso al vassoio in cartone.

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Più confezionato, meno brand e segmentazione piatta
L’aumento dell’incidenza delle referenze confezionate dovrebbe, in teoria, favorire una maggiore segmentazione per brand. Dall’analisi emerge invece un quadro diverso: cresce la quota di referenze prive di un marchio chiaramente evidenziato, che passa dal 54% al 60%; la Mdd resta pressoché assente, salvo che nel biologico, dove aumenta; anche i marchi del fornitore riducono la propria presenza. Nel complesso, la proposta di segmentazione percepibile per melanzane e zucchine si concentra quasi esclusivamente sul biologico, sia esso a marchio del distributore o del fornitore. Questo finisce però per appiattire l’offerta, soprattutto in categorie che potrebbero essere differenziate anche in base a caratteristiche gustative e funzionali, legate alle principali modalità di preparazione.
Si potrebbe, ad esempio, provare a rispondere con prodotti specifici a domande molto concrete del consumatore: quali melanzane e quali zucchine sono più adatte alla griglia? Quali caratteristiche dovrebbero avere? In questa prospettiva, anche categorie come melanzane e zucchine potrebbero ampliare l’assortimento attraverso proposte con prestazioni più riconoscibili e realmente distintive.

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Prezzi alti e in aumento, con le zucchine oltre i 7 euro al chilo
I prezzi di zucchine e melanzane si collocano su una fascia medio-alta già nel 2025, quando si attestavano tra i 3 e i 3,5 euro al chilo nella media totale, e mostrano un ulteriore aumento nel 2026, arrivando intorno ai 4 euro al chilo. A incidere su questa dinamica sono stati anche i problemi meteorologici tipici del periodo primaverile, che hanno penalizzato la produzione nel Sud Italia, determinando un forte rialzo dei prezzi.
La distanza tra i valori minimi e massimi risulta ampia in entrambe le categorie. Nelle melanzane, il picco è raggiunto nel 2025 dalla Mdd bio, con prezzi superiori ai 5 euro al chilo, mentre nel 2026 i livelli più elevati si registrano ancora per la Mdd bio e per il prodotto nickel free a marchio del fornitore, entrambi attestati attorno alla soglia dei 5 euro al chilo. Nelle zucchine il quadro è analogo, ma con una variabilità ancora più accentuata e una forbice di prezzo più ampia. In questo caso il valore massimo è espresso da una referenza a marchio del fornitore, con prezzi superiori ai 6,5 euro al chilo nel 2025 e oltre i 7 euro al chilo nel 2026.

Nel complesso, l’analisi di melanzane e zucchine restituisce l’immagine di categorie stabili, poco segmentate e inserite in un contesto di prezzi elevati e in crescita. Proprio questa relativa staticità, però, suggerisce un potenziale ancora in parte inespresso: lavorare su assortimento, segmentazione e funzioni d’uso potrebbe rendere l’offerta più distintiva e più aderente alle reali esigenze di preparazione e consumo del cliente. (lg)