Rispuntano le albicocche rosse, che sia la volta buona?

Aumentano referenze e promozioni. Lo spazio espositivo rispetto al 2025 è più che raddoppiato. Stabilità per confezioni e brand

Rispuntano le albicocche rosse, che sia la volta buona?

A fine giugno 2026 le albicocche rosse tornano sui banchi dei sei punti vendita di Reggio Emilia monitorati da Italiafruit News, dopo essere risultate assenti nella rilevazione del 2025. Il loro ritorno contribuisce ad ampliare la profondità assortimentale, ma il dato più significativo riguarda lo spazio complessivamente dedicato alla categoria, più che raddoppiato grazie a una crescita diffusa in tutte le insegne.

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Da 4 a 5 referenze grazie alle albicocche a buccia rossa, assenti nel 2025

Il numero di referenze di albicocche aumenta rispetto al 2025 in quattro dei sei punti vendita rilevati. La crescita è sostenuta soprattutto dalle varietà a buccia rossa, presenti da Esselunga con due proposte e in altri tre negozi nel 2026, mentre nel 2025 questa prestazione era assente ovunque. In media, l’assortimento passa da quattro a cinque referenze per negozio con una di rosse.

Ancora più evidente è l’evoluzione dell’attività promozionale: nel 2025 era assente o limitata a una sola referenza, mentre nel 2026 interessa tutti i punti vendita e arriva fino a tre proposte da Coop. Nel complesso, il numero medio di referenze in promozione risulta più che triplicato.

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Spazio espositivo più che raddoppiato

Il dato più significativo, che conferma la volontà delle insegne di investire maggiormente sulla categoria, riguarda lo spazio espositivo dedicato alle albicocche. L’aumento interessa tutti i punti vendita ed è particolarmente evidente nei negozi di maggiori dimensioni, sia in termini assoluti sia come spazio medio per referenza. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando la delicatezza del prodotto, la shelf life limitata soprattutto con temperature elevate e un andamento delle vendite che, almeno per ora, non sembra ancora mostrare una reale accelerazione rispetto allo scorso anno.

In media, lo spazio espositivo complessivo è più che raddoppiato, passando da meno di 1 a oltre 2 metri quadrati. Cresce sensibilmente anche lo spazio medio per referenza, salito da 0,2 a 0,5 metri quadrati. Una scelta che contribuisce a valorizzare la categoria, ma che, in presenza di vendite poco dinamiche, può rallentare la rotazione del prodotto e aumentare il rischio di invenduto.

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Confezioni e marchi in equilibrio

Sul fronte delle confezioni si registrano poche variazioni rispetto al 2025. L’equilibrio tra i diversi formati rimane sostanzialmente invariato, fatta eccezione per una maggiore presenza delle vaschette in plastica, che passano in media da due a tre referenze per punto vendita. La crescita è sostenuta soprattutto dai negozi di dimensioni più contenute, dove aumenta il numero di proposte in questo formato.

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Anche sul fronte dei marchi non emergono variazioni significative. La crescita delle referenze si distribuisce in modo proporzionale tra le tre tipologie individuate: prodotti senza marchi evidenziati, marchi del distributore e marchi dei fornitori. A livello di singola insegna, la MDD aumenta in Coop e Conad e compare anche nei due discount, mentre i marchi dei fornitori registrano soltanto un lieve incremento in Conad.

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Come per confezioni e brand, nei prezzi non si rilevano variazioni particolarmente significative rispetto al 2025. Il prodotto unbranded mostra una minore variabilità e si stabilizza intorno ai 3,50 euro al chilogrammo. Il biologico, al contrario, presenta una maggiore dispersione dei prezzi, ma registra una riduzione del valore medio, che scende sotto i 6 euro al chilogrammo. Aumenta invece il prezzo medio delle referenze premium, ormai prossimo ai 7 euro al chilogrammo, mentre le albicocche rosse superano i 5 euro al chilogrammo.

Nel complesso, la rilevazione restituisce l’immagine di una categoria su cui le insegne hanno deciso di investire con maggiore convinzione, ampliando l’assortimento, aumentando le promozioni e, soprattutto, assegnando più spazio espositivo. Una strategia che valorizza le albicocche e ne accresce la visibilità, ma che dovrà essere sostenuta da un’adeguata rotazione delle vendite per limitare il rischio di invenduto e garantire la qualità del prodotto sul banco.