Agrumi, l’emisfero australe frena: produzione giù del 6%

Le previsioni WCO indicano un calo produttivo per la stagione 2026; arance protagoniste della debacle

Agrumi, l’emisfero australe frena: produzione giù del 6%

La produzione agrumicola dell’emisfero australe è attesa in calo nella stagione 2026, mentre l’export dovrebbe continuare a crescere. È quanto emerge dalle previsioni preliminari presentate dalla World Citrus Organisation durante la settima Assemblea Generale Annuale, riunita il 30 aprile con i rappresentanti del settore di Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Cile, Perù, Sudafrica e Uruguay.

Secondo i dati consolidati raccolti attraverso la rete WCO, la produzione complessiva di agrumi nell’emisfero australe dovrebbe attestarsi a 26,4 milioni di tonnellate, in flessione del 5,86% rispetto al 2025. In controtendenza, invece, le esportazioni, previste in aumento del 3,96% fino a raggiungere 4,74 milioni di tonnellate. Si tratta di stime ancora preliminari, che saranno aggiornate dopo la pubblicazione delle previsioni di Fundecitrus per il Brasile, attesa l’8 maggio.

Arance in calo, crescono limoni e pompelmi
Il dato più pesante riguarda le arance, la cui produzione è stimata in diminuzione dell’8,37%, per un totale di 17,5 milioni di tonnellate. In lieve arretramento anche i piccoli agrumi, attesi a 3,4 milioni di tonnellate, con una flessione dello 0,84%.

Segno positivo, invece, per i limoni, la cui produzione dovrebbe crescere del 2,36%, raggiungendo 3,16 milioni di tonnellate. In forte aumento anche i pompelmi, stimati a 567mila tonnellate, pari a un incremento del 21,21% rispetto al 2025. Più complesso il quadro per i lime, attesi in calo del 9,64%, con una produzione prevista di 1,73 milioni di tonnellate.

Logistica, costi e consumi sotto osservazione
Accanto ai numeri produttivi, l’assemblea ha evidenziato le principali incognite che accompagnano la nuova stagione. Nel settore agrumicolo resta alta la preoccupazione per gli effetti diretti e indiretti della crisi mediorientale, in particolare sul fronte dei costi logistici, della disponibilità dei servizi di trasporto e dell’accesso ai fattori produttivi agricoli, a partire dai fertilizzanti.

A pesare sono anche le dinamiche della domanda. Il forte andamento commerciale registrato lo scorso anno dall’emisfero australe non viene letto dalla WCO come il segnale di una crescita strutturale dei consumi, ma piuttosto come l’effetto della minore disponibilità di prodotto nel bacino del Mediterraneo, compensata dalle forniture australi. Per questo, in vista della nuova campagna, l’organizzazione invita a un approccio prudente nella gestione dell’offerta, soprattutto verso Europa e Medio Oriente, mercati nei quali sarà decisivo monitorare con attenzione l’evoluzione dei consumi.

Confermati i co-presidenti WCO
Nel corso dell’assemblea, la World Citrus Organisation ha inoltre confermato la propria governance per il prossimo biennio. Dopo il primo cambio di leadership avvenuto nel 2024, Sergio del Castillo, per l’emisfero australe, e Badr Bennis, per l’emisfero boreale, sono stati nominati co-presidenti e guideranno le attività dell’associazione nei prossimi due anni.

I co-presidenti hanno sottolineato il percorso di crescita compiuto dalla WCO dalla sua fondazione, ricordando il numero record di membri e il ruolo sempre più centrale dell’organizzazione come forum internazionale di confronto per gli operatori agrumicoli. Negli ultimi sette anni la WCO ha sviluppato strumenti comuni per la raccolta e la condivisione dei dati, database interattivi sulle previsioni produttive e commerciali, gruppi di lavoro dedicati alla promozione delle diverse categorie di agrumi, oltre a eventi fisici e online per favorire il dialogo tra gli operatori e rafforzare la visibilità del comparto.

Fonte ufficio stampa: WCO