Gelo record nei frutteti polacchi: il settore chiede aiuto

Temperature fino a -10°C e raccolti azzerati in alcune aziende

Gelo record nei frutteti polacchi: il settore chiede aiuto

Le gelate tardive di fine aprile mettono in ginocchio la frutticoltura polacca, come riportano Tpworld.com e Fruitmagazine.eu. Dopo più notti consecutive, fra 28 aprile e 1 maggio, con temperature ampiamente sotto lo zero, in alcune aree scese fino a -8°C al suolo e localmente anche a -10°C, i produttori stanno facendo la conta dei danni. Il freddo ha colpito i frutteti in una fase fenologica delicatissima, compromettendo meli e drupacee proprio nel momento di maggiore vulnerabilità.

A risultare fra le zone più colpite sono le regioni orientali, ma segnalazioni di danni arrivano da diversi areali produttivi del Paese. Nella regione di Lublino, Marcin Gazda, frutticoltore del villaggio di Zakrzów, ha raccontato all’agenzia PAP la gravità della situazione durante la visita in azienda del ministro dell’Agricoltura Stefan Krajewski. “Quello che abbiamo vissuto nelle ultime tre notti è una tragedia”, ha dichiarato, spiegando di temere perdite comprese tra il 90 e il 100% della produzione di mele.

Meli e drupacee nel momento più fragile
Il tempismo della gelata ha aggravato il bilancio. Nelle principali aree melicole, i meli erano nella fase di bottone rosa, particolarmente sensibile alle basse temperature. In zone come Lublino e Sandomierz, invece, gli alberi erano già all’inizio della fioritura. Una condizione che ha reso l’impatto ancora più pesante.

Le criticità maggiori si registrano in Masovia e nel Voivodato di Łódź, comprese le aree frutticole di Grojec e Warka, tra le più importanti della Polonia. Secondo il portale Sad24.pl, in diverse aziende il raccolto risulta compromesso per il 90-100%. Le drupacee sono tra le colture più colpite, ma anche il comparto melicolo rischia una nuova annata sotto il potenziale produttivo.

Difese in campo, ma il freddo ha avuto la meglio
I frutticoltori hanno tentato di difendere gli impianti con falò notturni e, dove disponibili, con sistemi di irrigazione antibrina. Ma non è bastato. Nelle aree in cui le temperature sono crollate più in basso, anche gli strumenti di protezione hanno mostrato i propri limiti.

È il terzo anno di perdite. È un disastro per il settore frutticolo”, ha aggiunto Gazda. Una frase che fotografa bene la preoccupazione del comparto: le gelate primaverili non sono più percepite come episodi eccezionali, ma come una minaccia ricorrente. 

Il governo promette aiuti
Di fronte a perdite che in alcune aziende arrivano al 100%, il Ministero dell’Agricoltura polacco ha annunciato l’avvio della procedura di valutazione dei danni. Il ministro Stefan Krajewski ha assicurato che gli agricoltori non saranno lasciati soli e che i sostegni arriveranno sia dal bilancio nazionale sia da fondi europei. Il governo chiederà inoltre alla Commissione Europea l’attivazione della riserva di emergenza da 480 milioni di euro. Sul tavolo anche un nuovo modello assicurativo, più stabile e accessibile per i produttori, e il sostegno agli investimenti in strumenti di difesa contro gli eventi climatici estremi.

A rischio anche i mercati esteri
Il problema, però, va oltre il danno immediato alle aziende. L’associazione dei frutticoltori polacchi sta raccogliendo dati su temperature e perdite per sostenere la richiesta di risarcimenti, ma avverte che gli aiuti emergenziali non bastano più. Servono investimenti strutturali in sistemi di protezione, a partire dall’irrigazione antibrina. Le conseguenze potrebbero riflettersi anche sull’export. Secondo Mirosław Maliszewski, presidente dell’associazione, la carenza di prodotto rischia di compromettere la capacità degli esportatori di rifornire mercati costruiti negli anni con le mele polacche. Per uno dei principali player melicoli europei, la gelata di fine aprile apre dunque una doppia partita: salvare il reddito delle aziende e non perdere spazio sui mercati internazionali.