Dal campo
Elateridi, Cyperus e nematodi: Padana Sementi mostra soluzioni naturali per terreni più fertili
Cover crop al centro dell’evento di Codigoro per proteggere il suolo e le colture da parassiti e infestanti

Il 18 febbraio, Padana Sementi ha ospitato a Codigoro (FE) una giornata tecnica dedicata alla gestione di elateridi, Cyperus e nematodi, problemi sempre più critici per le colture come patate e pomodoro. L’evento ha messo in luce strategie innovative e naturali per migliorare la fertilità del suolo e la produttività agricola, con un’attenzione particolare a cover crop e biofumigazione.
A illustrare le novità sulle cover crop primaverili è stato Marco Bonaldo, responsabile tecnico di Padana Sementi, che ha raccontato come ogni anno l’azienda realizzi due campi sperimentali, uno per foraggere, cereali e cover crop e uno per sorghi e foraggere estive, testando oltre 300 parcelle e 52 ibridi di sorghi. Bonaldo ha sottolineato come le cover crop non abbiano come obiettivo la produzione commerciale, ma offrano servizi agroecologici fondamentali, dalla protezione del suolo all’incremento della fertilità, fino al controllo di parassiti come nematodi ed elateridi.

Sul ruolo del sorgo ibrido Ruzrok, con spiccata attività allelopatica e appositamente selezionato per l’elevato contenuto di durrina (glicoside che in seguito alla trinciatura si trasforma in acido cianidrico), è intervenuto Riccardo Rocchi di Agripat, spiegando che questa varietà consente di controllare patogeni del suolo e incrementarne la fertilità: “Ruzrok ha un rapido sviluppo iniziale e una buona capacità di copertura del suolo. Come dimostrato dalla sperimentazione svolta da Padana Sementi in collaborazione con l’Università di Padova, per ottenere il massimo effetto biofumigante conviene trinciare e interrare le piante quando raggiungono circa 60 cm, mentre altezze comprese tra 90 e 110 cm garantiscono un buon compromesso tra effetto biofumigante e apporto di sostanza organica. La semina può avvenire da maggio ad agosto, con una dose di 45-50 kg per ettaro. La nostra esperienza mostra come l’impiego di Ruzrok in rotazione con la patata aiuti a contenere il Cyperus e i nematodi, migliorando al contempo la fertilità del terreno”.

Bonaldo ha poi illustrato i dati ottenuti da un ente svizzero, che ha confrontato la brassica juncea (senape bruna) con Ruzrok; quest’ultimo si è dimostrato anche in questo caso la più efficace soluzione nel controllo degli elateridi su patata.
All’evento è intervenuto anche Mattia Baretta, dell’omonima azienda agricola, che ha presentato i risultati delle prove condotte in collaborazione con UNIFE sul pomodoro da industria, coltura strategica per l’agroindustria italiana e sempre più soggetta a stress biotici e abiotici. Baretta ha sottolineato come l’irregolarità climatica, le ondate di calore e l’impoverimento dei suoli stiano complicando la gestione della coltura, e ha illustrato l’efficacia delle cover crop come strumento agronomico ecologico. Tra le specie più interessanti ha citato la veccia villosa (Vicia villosa Roth), leguminosa capace di proteggere il suolo, aumentare la sostanza organica e apportare azoto naturale.

Le prove condotte presso l’azienda hanno permesso il confronto fra la gestione convenzionale e l’inserimento della veccia villosa come coltura di copertura prima del trapianto del pomodoro. I risultati hanno evidenziato un miglioramento evidente dello stato fisiologico e vegetativo delle piante, con maggiore vigoria, sviluppo radicale più esteso e migliore capacità di resistere a stress idrico e termico.
La gestione della biomassa della cover crop (trinciata; trinciata e interrata o rullata con roller crimper), si è rivelata fondamentale: il rapporto carbonio/azoto favorevole e la decomposizione graduale hanno garantito un rilascio progressivo dei nutrienti, sincronizzato con i fabbisogni iniziali del pomodoro, migliorando l’efficienza d’uso dell’azoto e riducendo il rischio di perdite.

L’introduzione della veccia villosa ha anche migliorato la struttura del suolo, aumentando la stabilità degli aggregati e la capacità di trattenere l’acqua durante i periodi di siccità, senza compromettere il drenaggio nei casi di precipitazioni intense. Dal punto di vista produttivo, il pomodoro coltivato in successione alla veccia ha registrato rese quasi doppie rispetto al testimone gestito secondo pratiche convenzionali, accompagnate da uniformità delle piante e maggiore tenuta della coltura nelle fasi critiche. I vantaggi si estendono anche all’ambiente: la copertura invernale riduce erosione e perdita di nutrienti, mentre la fissazione biologica dell’azoto limita il ricorso a fertilizzanti chimici e contribuisce al sequestro di carbonio nel suolo.
L’esperienza ha confermato che le cover crop rappresentano non solo un valido strumento di miglioramento del suolo, ma una leva strategica per aumentare la resilienza e la redditività delle colture. L’evento di Padana Sementi ha dimostrato come combinare genetiche innovative e pratiche agroecologiche, dalla biofumigazione all’azotofissazione, possa offrire agli agricoltori strumenti concreti per affrontare le sfide di un’agricoltura sempre più complessa e climatico-dipendente.



















