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Focus pomodoro da industria e da mensa: produzioni, import, export, consumi, prezzi
Tutti i dati sul simbolo dell'ortofrutta italiana nel mondo
Il pomodoro, simbolo dell'ortofrutta italiana (fonte: Monitor Ortofrutta 2015), è tra i prodotti più coltivati e consumati al mondo. Tra i leader di produzione in termini quantitativi, stando ai più aggiornati dati Fao, al primo posto troviamo la Cina con il 31% di quota; insieme a India e Stati Uniti, aggrega il 50% delle produzioni mondiali.

L'Europa continentale rappresenta il 13% dei quantitativi mondiali, con oltre 20,9 milioni di tonnellate, di cui l'Italia detiene il 23,5% di quota, seguita dalla Spagna con il 17,6%. Da sottolineare che i dati Fao comprendono sia pomodori da industria che da consumo fresco.
Da notare che la quota di produzione sotto serra è cresciuta dal 36% dell'inizio del millennio a quasi il 50% del 2015.

Dal punto di vista geografico, la Sicilia guida le produzioni con oltre 380.000 tonnellate (34% del totale Italia). Segue il Lazio con il 14% della quantità di cui ben il 77% è rappresentato da produzione sotto serra. Al terzo e quarto posto troviamo la Campania (12%) e la Puglia (11%); quest'ultima regione presenta una bassa incidenza di cultura sotto serra (15%), così come anche l'Abruzzo (2%).
Il pomodoro da industria in Italia: produzioni e superfici
Il 2015 è stata un'ottima annata dal punto di vista della produzione del pomodoro da industria che ha raggiunto le 5,4 milioni di tonnellate (+15% rispetto all'annata precedente) sviluppate su 83.746 ettari. (fonte: Istat)
L'aumento delle produzioni, stando ai dati Aiipa e Unicav, si è sviluppato principalmente sulle varietà tonde che nel 2015 hanno rappresentato il 79,7% del totale, mentre le allungate (19,4%) e i pomodorini (0,9%) hanno subito un calo rispetto al 2014.

Puglia (36%) e Emilia-Romagna (30%) sono i leader indiscussi di produzione per il pomodoro da industria. Seguono la Lombardia (9%), la Campania (5%) e il Veneto (4%).

L'Italia detiene la leadership di produzione per questo prodotto in Europa ma parallelamente presenta anche un basso rapporto tra l'export e i volumi prodotti (11%). Si rimarca quindi una scarsa propensione per l'export, confermata dal fatto che nel 2015 si sono esportate le medesime quantità di 20 anni prima.
Per quanto riguarda i prezzi, si è registrato un incremento del prezzo medio del prodotto in uscita (1.82 euro/kg nel 2015) che ha distaccato notevolmente dagli anni 2000 quello in entrata (1,03 euro/kg nel 2015).

Le più importanti destinazioni nel 2015 per il pomodoro da mensa italiano sono state la Germania in primis (28,6%), poi l'Austria (15,5%), il Regno Unito (8,7%) e la Francia (6,6%). Mentre i Paesi da cui abbiamo maggiormente importato sono stati i Paesi Bassi con il 40% di quota media, la Spagna con il 30% e la Francia con il 17%.
I consumi domestici di pomodoro fresco
Secondo i dati dell'osservatorio GfK-Macfrut elaborati dal Monitor F&V di Agroter, negli ultimi anni, il pomodoro da mensa ha registrato un consumo domestico di 9 kg pro capite e un indotto di circa 1 miliardo di euro, rappresentando così il primo prodotto orticolo acquistato dalle famiglie italiane, escludendo la categoria IV gamma.

Osservando l'orizzonte degli ultimi anni, le abitudini di consumo del pomodoro delle famiglie italiane si sono confermate pressoché invariate. Infatti i mesi più incidenti rimangono giugno, luglio e settembre con una quota del 13% sull'intero anno.
Copyright 2016 Italiafruit News

L'Europa continentale rappresenta il 13% dei quantitativi mondiali, con oltre 20,9 milioni di tonnellate, di cui l'Italia detiene il 23,5% di quota, seguita dalla Spagna con il 17,6%. Da sottolineare che i dati Fao comprendono sia pomodori da industria che da consumo fresco.
Il pomodoro da mensa in Italia: produzioni e superfici
Dall'elaborazione dei dati Istat sui dati italiani si registra negli ultimi anni un decremento strutturale della coltura del pomodoro da consumo fresco. Le superfici sono passate infatti da oltre 30.000 ettari dell'inizio millennio a circa 22.000 nel 2012. Stesso trend negativo per le produzioni in quantità, che sono passate da circa 1,5 milioni di tonnellate del 2000 a meno di un milione nel 2013. Fanno eccezione al fenomeno di erosione le ultime tre annate di produzione che hanno presentato andamenti stabili, con un 2015 che ha chiuso a 1,13 milioni di tonnellate prodotte su 26.200 ettari.Da notare che la quota di produzione sotto serra è cresciuta dal 36% dell'inizio del millennio a quasi il 50% del 2015.

Dal punto di vista geografico, la Sicilia guida le produzioni con oltre 380.000 tonnellate (34% del totale Italia). Segue il Lazio con il 14% della quantità di cui ben il 77% è rappresentato da produzione sotto serra. Al terzo e quarto posto troviamo la Campania (12%) e la Puglia (11%); quest'ultima regione presenta una bassa incidenza di cultura sotto serra (15%), così come anche l'Abruzzo (2%).
Il pomodoro da industria in Italia: produzioni e superfici
Il 2015 è stata un'ottima annata dal punto di vista della produzione del pomodoro da industria che ha raggiunto le 5,4 milioni di tonnellate (+15% rispetto all'annata precedente) sviluppate su 83.746 ettari. (fonte: Istat) L'aumento delle produzioni, stando ai dati Aiipa e Unicav, si è sviluppato principalmente sulle varietà tonde che nel 2015 hanno rappresentato il 79,7% del totale, mentre le allungate (19,4%) e i pomodorini (0,9%) hanno subito un calo rispetto al 2014.

Puglia (36%) e Emilia-Romagna (30%) sono i leader indiscussi di produzione per il pomodoro da industria. Seguono la Lombardia (9%), la Campania (5%) e il Veneto (4%).
Import-export pomodoro da mensa: non decollano i volumi in uscita
Secondo i dati Istat, la bilancia commerciale italiana per il pomodoro fresco è più che positiva a valore, ma negativa a volume. Fino al 2004 le esportazioni italiane a quantità sono state superiori rispetto alle importazioni, generando una bilancia positiva, mentre negli ultimi 10 anni si sono registrati trend fluttuanti che hanno portato ad una bilancia a volte negativa.
L'Italia detiene la leadership di produzione per questo prodotto in Europa ma parallelamente presenta anche un basso rapporto tra l'export e i volumi prodotti (11%). Si rimarca quindi una scarsa propensione per l'export, confermata dal fatto che nel 2015 si sono esportate le medesime quantità di 20 anni prima.
Per quanto riguarda i prezzi, si è registrato un incremento del prezzo medio del prodotto in uscita (1.82 euro/kg nel 2015) che ha distaccato notevolmente dagli anni 2000 quello in entrata (1,03 euro/kg nel 2015).

Le più importanti destinazioni nel 2015 per il pomodoro da mensa italiano sono state la Germania in primis (28,6%), poi l'Austria (15,5%), il Regno Unito (8,7%) e la Francia (6,6%). Mentre i Paesi da cui abbiamo maggiormente importato sono stati i Paesi Bassi con il 40% di quota media, la Spagna con il 30% e la Francia con il 17%.
I consumi domestici di pomodoro fresco
Secondo i dati dell'osservatorio GfK-Macfrut elaborati dal Monitor F&V di Agroter, negli ultimi anni, il pomodoro da mensa ha registrato un consumo domestico di 9 kg pro capite e un indotto di circa 1 miliardo di euro, rappresentando così il primo prodotto orticolo acquistato dalle famiglie italiane, escludendo la categoria IV gamma. 
Osservando l'orizzonte degli ultimi anni, le abitudini di consumo del pomodoro delle famiglie italiane si sono confermate pressoché invariate. Infatti i mesi più incidenti rimangono giugno, luglio e settembre con una quota del 13% sull'intero anno.
I consumi domestici delle conserve di pomodoro
Stando ai dati elaborati da Ismea su fonte Nielsen, nella distribuzione moderna, compresi discount e negozi sotto i 100 mq, nei primi 11 mesi del 2015 le passate sono state il prodotto più impattante sulla categoria delle conserve di pomodoro con il 34,6% di quota e con una diminuzione degli acquisti rispetto all'anno precedente nell'ordine del 3% a valore. Seguono i sughi UHT con il 24,8% di quota e un trend positivo del +3%, le polpe con il 20,8% e i pelati con il 10,7%. In totale, la categoria conserve di pomodoro è calata nel periodo del 5% a volume e del 3% a valore rispetto all'annata precedente.Copyright 2016 Italiafruit News


















