Fragole Alto Adige: il territorio diventa garanzia

Il Marchio è riservato ai prodotti di origine controllata e qualità certificata

Fragole Alto Adige: il territorio diventa garanzia

La fragola altoatesina entra nel cuore della campagna commerciale con un vantaggio che, in un’estate segnata dal caldo, fa la differenza: la quota. I campi si trovano tra i 1.000 e i 1.600 metri di altitudine, dove le temperature restano più gestibili e lo sbalzo termico tra giorno e notte consente una maturazione più lenta rispetto alla pianura.

A fare il punto è Markus Tscholl, coordinatore di Asta Frutta Alto Adige: “Il prodotto si presenta molto bene. I nostri campi sono in quota e questo ci mette al riparo dalle temperature elevate che stanno caratterizzando l’estate. In montagna le notti fresche rallentano la maturazione, danno tempo al frutto di crescere e permettono di ottenere una pezzatura migliore, una conservabilità superiore e soprattutto più gusto”.

La coltivazione in quota non è solo una scelta agronomica, ma rientra anche tra i requisiti del Marchio di Qualità Alto Adige, riconoscimento riservato agli alimenti di origine controllata e qualità certificata. Le fragole e i lamponi altoatesini possono fregiarsene dal 2005; per le ciliegie il riconoscimento è arrivato nel 2010 e dal 2025 anche mirtilli, ribes e more. Il capitolato prevede la coltivazione ad altitudini elevate, standard precisi e controlli regolari da parte di enti indipendenti.

Un sistema che contribuisce a dare continuità al posizionamento del prodotto. “Il consumatore cerca una fragola di qualità e trova maggiore credibilità quando questa è legata a un territorio riconoscibile. Il marchio certifica proprio questo insieme di origine, controlli e caratteristiche del prodotto. Per noi è un punto di forza importante”, sottolinea Tscholl.

Volumi in linea con il 2025
Sul piano produttivo, la campagna procede senza particolari criticità. I quantitativi di fragole sono sostanzialmente allineati allo scorso anno e le piante risultano ben cariche. “I volumi sono più o meno in linea con il 2025. Finora la qualità sotto tunnel è buona e ci auguriamo che l’andamento resti positivo anche nelle prossime settimane”, spiega il coordinatore di Asta Frutta Alto Adige.

Il calendario commerciale sarà ancora lungo. La raccolta delle fragole proseguirà fino a fine ottobre, quando l’arrivo del gelo chiuderà la stagione. A metà luglio partiranno anche i lamponi, destinati a coprire lo stesso arco temporale, sempre fino all’autunno. Per le ciliegie, invece, la raccolta è iniziata a fine giugno e dovrebbe concludersi verso metà agosto.

Anche il mercato sta rispondendo bene. “I volumi disponibili vengono assorbiti regolarmente e i prezzi sono interessanti”, osserva Tscholl. Il prodotto altoatesino, del resto, presidia una finestra particolare: arriva quando molte aree di pianura devono fare i conti con temperature più elevate e con una gestione più complessa della qualità.

“I clienti la aspettano”
Il punto di forza resta il gusto, elemento su cui la fragola di montagna costruisce buona parte della propria riconoscibilità. “È un prodotto molto apprezzato proprio per le sue caratteristiche organolettiche. Cresce in una situazione climatica favorevole alle varietà estive e i nostri clienti la aspettano con grande interesse”, aggiunge Tscholl.

Nessuna criticità, al momento, sul fronte irriguo. Le produzioni sono gestite con irrigazione a goccia e sotto tunnel, una combinazione che consente di mantenere sotto controllo sia l’apporto idrico sia la qualità del frutto. “Il problema dell’acqua riguarda soprattutto chi non ha coperture adeguate. Noi lavoriamo con irrigazione a goccia e non stiamo registrando difficoltà”, conclude Tscholl.

In una fase in cui il caldo mette sotto pressione molte produzioni estive, l’Alto Adige conferma così il proprio ruolo su fragole, lamponi e ciliegie: volumi non di massa, ma prodotto riconoscibile, legato alla quota e a un calendario capace di arrivare fino all’autunno. (fp)

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