Dal campo
Gialletto, una gamma HM.CLAUSE per accompagnare l’evoluzione della coltura
Pellegrini e Leoci: «Servono varietà capaci di mantenere performance e qualità anche in condizioni climatiche sempre più variabili»

Il melone Gialletto evolve, ma senza perdere il legame con la tradizione. E se c’è un territorio nel quale questo rapporto tra storia produttiva e innovazione genetica è particolarmente evidente, è l’agro brindisino, da sempre vocato alla coltivazione di questa tipologia. Qui il Gialletto rappresenta ancora oggi una coltura importante per numerose aziende, ma le esigenze dei produttori sono cambiate: servono varietà più uniformi, produttive e resistenti, capaci di affrontare condizioni climatiche sempre più variabili e di garantire continuità lungo il calendario commerciale.
È in questo scenario che si inserisce il lavoro di HM.CLAUSE, che da decenni investe sulla genetica del Gialletto e oggi propone una gamma di varietà resistenti pensata per accompagnare i diversi cicli produttivi. Un percorso che trova proprio nel territorio di Brindisi un banco di prova particolarmente significativo, grazie alla lunga esperienza degli agricoltori locali e alla forte specializzazione dell’area.
La ricerca parte dal territorio
«Il melone Gialletto è storicamente una referenza orticola particolarmente apprezzata dal consumatore finale nei mesi estivi ma soprattutto autunnali», spiega Concetta Pellegrini, Ricerca e sviluppo HM.CLAUSE. L’azienda, ricorda, è stata tra le prime ditte sementiere a proporre negli anni ’80 un ibrido di Gialletto, in uno scenario ancora caratterizzato dalla presenza di numerosi ecotipi locali. «L’ibrido F1 porta con sé i primi concetti di omogeneità e standardizzazione». Da allora la selezione varietale ha seguito l’evoluzione della filiera, orientandosi verso la possibilità di «massimizzare le rese con un prodotto da fornire per più mesi l’anno». Oggi, però, la sfida si è ulteriormente spostata: non basta più ottenere produttività e uniformità, ma è necessario individuare varietà capaci di mantenere stabilità delle performance anche di fronte ai cambiamenti climatici.
Prima di entrare nella gamma commerciale, gli ibridi vengono quindi testati per più anni, in differenti realtà regionali e con diverse gestioni agronomiche. Tra gli aspetti osservati ci sono l’attitudine all’allegagione con basse temperature primaverili e alte temperature estive e la capacità di affrontare le principali avversità della coltura, in particolare oidio e afidi. «Lavoriamo su varietà vigorose e forti, rustiche e coprenti i frutti, che necessitino del minimo indispensabile tra apporti nutrizionali e fabbisogni idrici», sottolinea Pellegrini. Un’esigenza sempre più attuale, considerando l’impoverimento dei suoli e l’aumento dei costi dei fattori produttivi.
Nel Gialletto, però, la genetica deve mantenere anche un forte legame con i caratteri che hanno costruito l’identità della tipologia sul mercato. Rugosità marcata e colorazione giallo oro rappresentano elementi estetici distintivi della referenza italiana. A questi si aggiunge il lavoro sulla qualità organolettica: «non puntiamo quindi solo al contenuto zuccherino ma anche sul profilo aromatico», con l’obiettivo di ottenere frutti dolci e serbevoli.

A Brindisi la genetica si misura in campo
È proprio nell’agro brindisino che il lavoro di selezione e sperimentazione trova una verifica concreta. La forte vocazione del territorio alla produzione di Gialletto permette infatti di mettere alla prova le nuove genetiche in un contesto nel quale la conoscenza della coltura e delle sue esigenze è profondamente radicata. Un esempio arriva dall’esperienza di Giuseppe Greco, della Società Cooperativa Agricola, azienda impegnata nella coltivazione di circa 30 ettari di melone nell’agro di Brindisi, dei quali 20 destinati al Gialletto. Quest’anno l’azienda ha condotto una coltivazione di Oros F1 su 2 ettari, mettendo alla prova la varietà nelle condizioni produttive tipiche dell’areale.
«Oros F1 si è dimostrato molto produttivo, bello per colore, con rugosità marcata, forma dei frutti e peso specifico. Si è distinto positivamente anche per la forte resistenza alle malattie e, pur essendo stato coltivato su terreni stanchi, ha manifestato un’eccellente vigoria di pianta». La testimonianza porta così la valutazione della genetica dal campo sperimentale alla realtà produttiva, restituendo il punto di vista di chi quotidianamente deve confrontarsi con la fertilità dei terreni, gli stress climatici, la pressione delle malattie e la necessità di ottenere produzioni commercialmente valide.

Oros F1 e una gamma pensata per i diversi cicli
In questo percorso, Oros F1 rappresenta una delle proposte rivolte ai cicli medio-tardivi in pieno campo nel Sud Italia e in Sicilia. La pianta è vigorosa e rustica, con una buona capacità di affrontare gli stress climatici e di coprire i frutti. La produzione è caratterizzata da frutti molto rugosi, giallo-aranciati brillanti e uniformi, con una pezzatura indicativamente compresa tra 2,5 e 3 kg. La polpa è bianca e soda, con Brix elevato, aroma tipico Helios e buona conservabilità post-raccolta.
«Parliamo di varietà di nuova generazione resistenti che coprono interamente il calendario di trapianti», spiega Paolo Leoci, Responsabile Commerciale HM.CLAUSE. Per i produttori, osserva, alle problematiche fitosanitarie si aggiungono oggi la disponibilità di personale, macchine e attrezzature e la necessità di ottenere rese elevate anche su terreni sempre più stanchi. La richiesta della filiera è quindi orientata verso varietà capaci di adattarsi all’evoluzione climatica, dotate di resistenze, con alte rese per ettaro, maturazione concomitante e maggiore shelf-life, così da rispondere anche a una domanda commerciale spesso altalenante.
Accanto a Oros F1, la proposta HM.CLAUSE comprende Atos F1, varietà già conosciuta dagli operatori e particolarmente legata ai caratteri del Gialletto tradizionale. I frutti sono ovali, con rugosità marcata e colorazione dorata a maturazione, polpa molto bianca e consistente, sapore dolce e delicato e aroma tipico. Una genetica che conserva quindi gli elementi distintivi richiesti dal mercato, integrandoli con le esigenze produttive della moderna coltivazione. La gamma si amplia inoltre con Aramos F1, novità della proposta HM.CLAUSE, che si inserisce nella strategia di sviluppo di nuove genetiche in grado di offrire ai produttori ulteriori possibilità di scelta e di adattamento ai diversi contesti produttivi. A completare la proposta c’è Zagaros F1, a ciclo precoce, indicato per produzioni anticipate in serra, tunnel, tunnellino e TNT. La varietà presenta una pianta equilibrata, maturazione concentrata ed elevata produttività; i frutti sono ovali, da 2,5-3 kg, giallo-aranciati, con polpa bianca e consistente e un elevato Brix già in pre-maturazione.

Dalla resistenza alla qualità, una sfida di filiera
La direzione della ricerca è quindi quella di continuare a lavorare su resistenze, adattabilità, produttività e qualità del frutto, senza perdere di vista le caratteristiche che rendono il Gialletto immediatamente riconoscibile al consumatore. Le resistenze a oidio e afidi, unite alla tolleranza alle alte temperature e alla vigoria delle piante, rappresentano strumenti sempre più importanti per affrontare una coltivazione sottoposta a pressioni crescenti. «Rispondiamo nondimeno al consumatore contribuendo a portare in tavola prodotti di elevata qualità organolettica», aggiunge Leoci, sottolineando il ruolo delle resistenze anche nell’ottica di una riduzione dei trattamenti fitosanitari e dell’impatto ambientale.
Per HM.CLAUSE il lavoro sul Gialletto non si esaurisce quindi nella selezione della singola varietà, ma passa attraverso il confronto con i territori e con gli operatori della filiera. Un approccio che l’azienda ha portato anche nel convegno “Innovazione Melone – Nuove sfide ed opportunità”, organizzato a gennaio a Matera, dove ricerca, produzione, problematiche fitosanitarie, commercio, GDO e food chain si sono confrontati sulle prospettive del comparto. La direzione indicata dall’azienda è quella di continuare a lavorare su varietà resistenti, pezzature più contenute e nuove tipologie, come il melone liscio. Un percorso che parte dalla tradizione, ma guarda alle nuove esigenze dell’agricoltura e del mercato.
L’esperienza dell’agro brindisino sintetizza bene questo percorso: un territorio profondamente legato al Gialletto diventa anche luogo nel quale verificare la capacità delle nuove genetiche di rispondere alle condizioni reali di coltivazione. La gamma HM.CLAUSE, oggi composta da Zagaros F1, Atos F1, Oros F1 e Aramos F1, punta così a coprire i diversi momenti del calendario produttivo, con l’obiettivo di garantire continuità in quantità, qualità e innovazione a produttori, operatori commerciali e consumatori. (im)
In foto d'apertura: Paolo Leoci, Responsabile Commerciale HM.CLAUSE
Per ulteriori approfondimenti:
Concetta PELLEGRINI
(+39) 335 624 3030
concetta.pellegrini@hmclause.com
Paolo LEOCI
(+39) 335 576 3488
paolo.leoci@hmclause.com



















