Mele, raccolto francese ai minimi del decennio

Una campagna con calibri più contenuti e costi in aumento: ANPP chiede alla filiera 0,35 euro/kg in più

Mele, raccolto francese ai minimi del decennio

È partita ufficialmente la campagna 2026 di mele e pere in Francia. Giovedì 27 agosto, l’Association Nationale Pommes Poires (ANPP) ha presentato le previsioni per la nuova stagione davanti a una platea di circa 200 operatori della filiera, tra produttori, distributori, grossisti, rappresentanti della ristorazione collettiva, partner e giornalisti.Secondo quanto riferito dall’associazione in un post pubblicato su LinkedIn, la produzione di mele nel 2026 è attesa ai livelli più bassi dell’ultimo decennio, sia in Francia sia a livello europeo. Le stime indicano un raccolto di circa 1,16 milioni di tonnellate in Francia e inferiore ai 10 milioni di tonnellate nell’Unione europea.

A incidere sulle prospettive produttive sono stati diversi fattori, tra cui l’ondata di caldo del 2026, il calo delle rese e gli attacchi di afidi registrati nel 2025. Le elevate temperature e le difficoltà di accesso all’acqua avrebbero inoltre limitato il corretto sviluppo dei frutti, con calibri previsti leggermente inferiori rispetto alla scorsa campagna.
Per le pere, invece, le previsioni dell’ANPP indicano una produzione in aumento, pari a circa 76mila tonnellate nel perimetro di riferimento dell’associazione. La filiera continua a mostrare un andamento positivo, con 1.000 ettari di nuovi impianti realizzati nell’arco di dieci anni e un significativo rinnovamento varietale. Secondo l’ANPP, sarà quindi possibile garantire la presenza di pere francesi sui punti vendita fino a febbraio.

Costi di produzione e redditività
A pesare sulla nuova campagna sono anche l'aumento dei costi di produzione, legato, secondo l'associazione, alla guerra nel Golfo, all'evoluzione dell'inflazione e all'incremento del salario minimo francese. In questo contesto, i produttori dell'ANPP chiedono a distributori, grossisti e società di ristorazione un adeguamento dei prezzi di 0,35 euro al chilogrammo a partire dal 2026. Di questi, 0,25 euro/kg sarebbero necessari per compensare l'aumento dei costi e 0,10 euro/kg per sostenere il rinnovo dei frutteti, considerato dall'associazione indispensabile soprattutto per il comparto delle mele e per la sostenibilità futura della filiera. 
Secondo l'ANPP, senza un adeguamento dei prezzi, nel breve termine potrebbero andare persi 110mila tonnellate di mele, a causa dell'impossibilità per le aziende di sostenere l'attuale situazione economica.

Sul fronte della trasformazione, l'associazione evidenzia inoltre una maggiore quota di prodotto contrattualizzato nella campagna precedente, che avrebbe contribuito a garantire gli approvvigionamenti sia per la fase produttiva sia per quella industriale. Tra gli obiettivi per la prossima stagione figura anche il proseguimento dell'inserimento delle mele provenienti da “Vergers écoresponsables”, il programma francese di produzione responsabile, nel segmento della trasformazione.

L'ANPP guarda infine alla nuova campagna con l'obiettivo di recuperare spazio sugli scaffali e quote di mercato, sottolineando la necessità della collaborazione di tutti gli operatori della filiera. (ga) 
 
Fonte: Profilo LinkedIn Association Nationale Pommes Poires