Mercati in tensione: oscillazioni di prezzo e clima instabile rallentano i consumi

Dal Centro Agroalimentare delle Marche segnali di rilancio grazie agli investimenti PNRR, ma il mercato resta fragile

Mercati in tensione: oscillazioni di prezzo e clima instabile rallentano i consumi

Il quadro che emerge dai mercati all’ingrosso italiani è tutt’altro che rassicurante: a confermarlo sono le testimonianze raccolte al Centro Agroalimentare delle Marche di San Benedetto del Tronto, durante il consueto borsino settimanale realizzato in collaborazione con Italmercati: vendite in calo, rotazioni lente e una volatilità dei prezzi che rende difficile qualsiasi programmazione.
«Il mercato non gira», è il commento che ricorre più spesso tra i grossisti. Si parla di un calo delle vendite, condizionato da clima instabile, consumi prudenti e listini troppo ballerini per garantire continuità commerciale. Sul fronte agrumi, le clementine restano l’unico vero punto fermo della stagione, sostenendo in parte i volumi. Più in difficoltà le arance Navel, mentre il Tarocco, penalizzato dal maltempo che ha colpito il Sud Italia, non è riuscito a esprimere il potenziale atteso in avvio di 2026. «Prezzi che salgono e scendono troppo velocemente – spiegano gli operatori – e il consumatore si ferma».
Anche il comparto mele procede senza slancio, con un mercato definito “piatto”, privo di quegli spunti che in passato avevano garantito una buona tenuta invernale. Ancora più complesso il quadro degli ortaggi: quotazioni elevate, soprattutto per il prodotto siciliano, ma volumi contenuti e domanda che fatica a reggere i livelli di prezzo.
In questo contesto fragile, pesa l’incertezza generale: costi elevati, consumi deboli e scarsa visibilità sul medio periodo. «È un mercato nervoso – raccontano i grossisti – dove basta poco per bloccare le vendite».

Francesca Perotti, Amministratore delegato del Centro

Il Centro agroalimentare delle Marche verso una piattaforma di filiera integrata

La recente visita del Presidente nazionale del CREA, il dott. Andrea Rocchi, presso il Centro Agroalimentare delle Marche ha rappresentato, come sottolinea Francesca Perotti, Amministratore delegato del Centro, un passaggio di particolare rilievo tecnico e istituzionale. «Si è trattato dell’avvio di un percorso di confronto e collaborazione strutturata tra il principale ente di ricerca agroalimentare italiano — vigilato dal Ministero dell’Agricoltura — e le filiere produttive marchigiane, a beneficio di ortofrutta, ittico e florovivaismo», evidenzia Perotti.

Secondo l’Amministratore delegato, il Centro è chiamato a evolvere definitivamente da mercato fisico a piattaforma agro-logistica integrata di filiera, «capace di concentrare i flussi, ridurre i costi logistici per i produttori e offrire servizi comuni di conservazione, lavorazione e distribuzione».

«Gli interventi finanziati dal PNRR si inseriscono perfettamente in questa visione», prosegue Perotti. «L’infrastruttura edilizia diventa così infrastruttura intelligente di filiera, in cui il confronto con il CREA costituisce l’elemento abilitante per trasformare l’innovazione scientifica in vantaggio competitivo per le imprese». L’obiettivo di medio periodo, ribadisce l’Amministratore delegato, è rendere il Centro Agroalimentare delle Marche il baricentro dell’agroalimentare marchigiano, «generando economie di scala, maggiore competitività sui mercati e capacità di attrarre imprese e progettualità». In questa prospettiva, «il Centro diventa uno strumento industriale evoluto a disposizione del territorio».

In questo scenario complesso, assume dunque un valore strategico il percorso di rilancio del Centro Agroalimentare delle Marche, oggi interessato da un importante piano di investimenti finanziato dal PNRR. «Come Amministratore delegato vivo con orgoglio e profondo senso di responsabilità questa fase di rilancio: non stiamo semplicemente realizzando opere, stiamo costruendo futuro», afferma Perotti.

Un futuro che passa da strutture più moderne, spazi più funzionali e condizioni di lavoro migliorate, con l’obiettivo di rendere il Centro sempre più attrattivo e competitivo. «I lavori procedono nel pieno rispetto del cronoprogramma – conclude – grazie a una collaborazione costante e leale con Invitalia. Questi interventi rappresentano il primo tassello di un progetto più ampio, pensato per rafforzare il ruolo del Centro come motore di sviluppo per il territorio».

A seguire foto e quotazioni delle referenze

Arance Navel - Sicilia - 2 euro al chilogrammo
Arance Tarocco, cal. 6 - Sicilia - 2,50 euro al chilogrammo
Clementine - Basilicata - 2,10 euro al chilogrammo
Fragole - Basilicata - 12,5 euro al chilogrammo
Cavolfiore bianco - Puglia - 0,80 euro al chilogrammo
Cavolo romanesco - Puglia - 1/1,10 euro al chilogrammo
Finocchi - Italia - 1,80 euro al chilogrammo
Cime di rapa - Puglia - 0,70 euro al chilogrammo
Zucchine - Sicilia - 3,90 euro al chilogrammo
Peperoni - Sicilia - 3,80 euro al chilogrammo
Melanzana viola - Sicilia - 3,80 euro al chilogrammo