Ocm ortofrutta, aiuti fino al 70% per giovani e Op colpite dalle calamità

Il nuovo decreto Masaf rafforza il sostegno per nuovi aderenti e organizzazioni con perdite produttive superiori al 30%

Ocm ortofrutta, aiuti fino al 70% per giovani e Op colpite dalle calamità

Novità per le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli sul fronte dei finanziamenti e della gestione dei programmi operativi. Con il decreto n. 545962 del 7 ottobre 2026, il Masaf modifica alcune disposizioni della normativa nazionale sull'OCM ortofrutta, introducendo maggiorazioni degli aiuti fino al 70% e una maggiore flessibilità nella realizzazione degli interventi. Il provvedimento, in corso di registrazione presso la Corte dei Conti, interviene sul decreto ministeriale del 27 settembre 2023, che disciplina il riconoscimento delle OP e AOP, i fondi di esercizio e i programmi operativi nell'ambito della PAC 2023-2027.

Una delle novità principali riguarda i giovani agricoltori e i nuovi aderenti alle OP. Per determinati investimenti materiali e immateriali, il contributo comunitario potrà raggiungere il 70% della spesa ammissibile, rispetto alla percentuale ordinaria del 50%. La maggiorazione riguarda gli investimenti realizzati presso le strutture di giovani o nuovi agricoltori che aderiscono per la prima volta a un'organizzazione di produttori riconosciuta. Gli interventi devono rientrare nel primo programma operativo oppure essere effettuati entro tre anni dall'adesione. L'obiettivo è agevolare l'ingresso di nuove imprese nelle organizzazioni e sostenere gli investimenti necessari per ammodernare le strutture produttive.

Un sostegno rafforzato è previsto anche per le OP colpite da calamità naturali, avversità climatiche, fitopatie o infestazioni. In presenza di eventi riconosciuti dalle autorità competenti e di una perdita produttiva superiore al 30% rispetto alla media di riferimento, il contributo comunitario potrà salire al 70% della spesa annuale ammissibile del programma operativo. Una disposizione particolarmente rilevante in una fase nella quale gli eventi climatici estremi e le emergenze fitosanitarie stanno incidendo sulla capacità produttiva di numerosi comprensori ortofrutticoli.

Il decreto interviene anche su un problema operativo spesso segnalato dalle organizzazioni: la necessità di modificare tempestivamente gli investimenti quando aumentano i costi. In circostanze eccezionali e debitamente documentate, legate a un aumento generalizzato dei prezzi, le OP potranno avviare determinati interventi prima della presentazione formale della richiesta di modifica del programma operativo in corso d'anno. Sarà comunque necessaria una comunicazione alla Regione competente e l'organizzazione si assumerà la responsabilità dell'avvio anticipato, in attesa della successiva autorizzazione. L'intento è evitare che i tempi amministrativi compromettano la realizzazione degli interventi, pur mantenendo le verifiche previste dalla normativa.

Novità anche per i fondi di mutualizzazione, con un ampliamento delle tipologie di spesa ammissibili, che comprendono il capitale iniziale e i contributi annuali. Il provvedimento interviene inoltre sulla disciplina degli obiettivi relativi ai prodotti freschi e trasformati. Alcune modifiche entreranno in applicazione dal 1° gennaio 2027, mentre il decreto nel suo complesso dovrà completare l'iter previsto. Va precisato che non si tratta di nuovi stanziamenti, ma di modifiche alle condizioni di utilizzo delle risorse già previste dal Piano strategico della PAC 2023-2027. Il provvedimento arriva mentre resta aperto il confronto europeo sulla futura PAC 2028-2034 e sul destino dei finanziamenti settoriali. Due piani distinti: da una parte le nuove disposizioni per la gestione dei programmi attuali, dall'altra il negoziato sulle risorse e sulle regole che accompagneranno le OP dopo il 2027. (im)