Dalla distribuzione
SAF, dagli intrecci tra persone nascono i progetti che provano a cambiare l'ortofrutta
Nel secondo Simposio 2026 di Spettacoli alla Frutta, "Intrecci", il confronto tra aziende diventa il punto di partenza per sviluppare iniziative comuni

Prima dei progetti vengono le persone. E prima ancora delle tecnologie e delle campagne di comunicazione serve che aziende diverse escano dal proprio perimetro e inizino a confrontarsi davvero.
È il messaggio più netto emerso dal secondo Simposio 2026 di SAF - Spettacoli alla Frutta, intitolato non a caso "Intrecci": realtà diverse per prodotto, territorio e dimensione mettono in comune competenze e idee per costruire iniziative che difficilmente nascerebbero all'interno di una singola azienda.
"Se guardiamo soltanto al nostro perimetro rischiamo di rimanere isolati - ha sintetizzato Roberta Tardera, responsabile marketing strategico e assistente ufficio commerciale di Ioppì -. Occorre alzare la testa, andare oltre il recinto e guardare il paesaggio nel suo insieme. Possiamo farci schiacciare oppure agire. Come SAF scegliamo responsabilità, trasparenza e dialogo con tutta la filiera, senza paura del confronto".

Un concetto ripreso da Eva Moncada, Business Development di OP Moncada: "L'idea di un singolo, da sola, rimane un'idea. Quando entra in un contesto di collaborazione può invece diventare un progetto che probabilmente nessuno avrebbe sviluppato autonomamente".
Da qui anche una misura diversa del lavoro di SAF: non quanti eventi vengono organizzati, ma quanti legami riescono a trasformarsi in progettualità concreta.

ALDO , dai passaggi alle interazioni
Il progetto più avanzato è probabilmente ALDO, che sta sperimentando l'intelligenza artificiale direttamente nel reparto ortofrutta. A fare il punto è stato Roberto Paltrinieri, socio e Client Success Manager di Proxima, agenzia che ha sviluppato architettura e logica del progetto. Tra metà aprile e settembre la sperimentazione è stata condotta in cinque punti vendita, testando tre modalità di accesso: QR Code, Quiz e Touch.
I primi numeri danno già indicazioni precise: oltre 300 mila passaggi davanti ai totem, un attention rate del 14,6%, più di 5 mila visualizzazioni superiori ai 15 secondi e 3.749 interazioni.

Il quiz genera più coinvolgimento rispetto al QR Code e il Touch supera ulteriormente il quiz. Allo stesso tempo emerge quanto incidano il rinnovo dei contenuti e la posizione fisica del totem all'interno del negozio. La sperimentazione proseguirà per altre sette settimane. ALDO rimane quindi un progetto-test, con una finalità molto concreta: capire quale modello di chatbot applicato all'ortofrutta possa funzionare meglio ed essere successivamente scalato.
Una porta verso la Gen Z
Interessante anche il pubblico intercettato. Le prime profilazioni mostrano una forte presenza di under 25 e Gen Z, con una componente significativa di giovani donne. Per un settore che da anni si interroga su come dialogare con i consumatori più giovani, è un'indicazione non secondaria: l'intelligenza artificiale può diventare anche uno strumento di future branding e fidelizzazione.
Le interazioni raccontano inoltre cosa cercano gli utenti. Al primo posto emerge la ricettazione, seguita dalle curiosità sui prodotti e dalla stagionalità. Informazioni che iniziano a costruire benchmark specifici anche sul tema del retail media applicato al fresco.

Fresh Forward, venti studenti per cercare nuovi linguaggi
Lo stesso principio di contaminazione è alla base di Fresh Forward. L'iniziativa, punta a rivoluzionare la comunicazione dell'ortofrutta coinvolgendo direttamente studenti universitari e giovani talenti in un hackathon e percorso di co-progettazione multidisciplinare sviluppato con Almacube dell'Università di Bologna.
Attualmente il progetto ha coinvolto oltre 50 docenti e più di 60 studenti, fino alla selezione di 20 ragazzi organizzati in quattro team. Il loro compito è costruire concept creativi e strategie di comunicazione capaci di funzionare sui social, negli spazi fisici o attraverso formule ibridi per un pubblico target: i responsabili d'acquisto under 35, prevalentemente senza figli e, in seconda battuta, riuscire a parlare meglio agli over 35 e alle famiglie con figli. Il percorso proseguirà fino al 3 dicembre, con mentor provenienti dalle aziende SAF e innovation coach di Almacube.
Il valore non risiede soltanto nei progetti finali. Gli studenti arrivano da facoltà differenti e vengono messi insieme proprio per produrre contaminazione tra competenze diverse, con la possibilità di far emergere anche nuove professionalità interessate al mondo ortofrutticolo.

Dal laboratorio al Fuorisalone
Il prossimo passaggio sarà il Fuorisalone SAF, previsto per gennaio 2027, con circa 120-200 stakeholder. Il format sarà quello di una show dinner immersiva, nella quale networking, contenuti e intrattenimento si alterneranno alla presentazione dei risultati dei progetti SAF e delle prospettive per il 2027. Anche in questo caso l'obiettivo non sarà soltanto presentare ciò che è stato fatto, ma raccogliere feedback e capire quali progetti abbiano realmente possibilità di sviluppo.

Il progetto vero sono gli intrecci
ALDO , Fresh Forward, e Fuorisalone sono iniziative molto diverse, ma partono tutte dallo stesso principio: mettere competenze differenti attorno allo stesso tavolo e vedere cosa nasce quando le aziende smettono di ragionare soltanto per sé.
È qui che il concetto "Esserci per divenire" assume concretezza. SAF prova a costruirsi un ruolo da incubatore di idee per la filiera ortofrutticola, nel quale imprese, retail, università, creativi e nuove generazioni possano sperimentare insieme.
Perché, alla fine, l'intreccio più importante resta quello tra le persone. Ed è da lì che i progetti iniziano davvero a prendere forma.



















