Dal campo
Trasporti, l'emergenza contagia la filiera: ora rallenta anche l'industria alimentare
Le associazioni chiedono corridoi per i deperibili e un intervento immediato di Governo, Ministeri e Prefetture

La protesta degli autotrasportatori al Sud non sta più producendo effetti soltanto sulla movimentazione dell’ortofrutta. Con il passare dei giorni, i blocchi stanno coinvolgendo progressivamente campi, mercati all’ingrosso, piattaforme logistiche e industria alimentare, trasformando una vertenza di settore in un problema per l’intera filiera. Fruitimprese, Fedagro, Centromarca e IBC lanciano ora un allarme convergente: merce deperibile ferma, forniture compromesse, contratti esteri a rischio e primi rallentamenti produttivi.
Fruitimprese: "Situazione fuori controllo, servono corridoi per i prodotti deperibili"
La situazione dei trasporti al Sud è purtroppo fuori controllo, denuncia Fruitimprese, l’associazione delle imprese ortofrutticole. Le speranze di una composizione della vertenza che doveva seguire agli incontri di ieri tra il governo e la galassia delle associazioni dei trasportatori sono state disattese. Da giorni i produttori e le aziende del settore subiscono gli effetti di una protesta, che non contestiamo nel merito, anche se, ricorda il Presidente Marco Salvi, “i vettori sono tutelati dall’obbligo di adeguamento dei contratti di trasporto al costo del carburante non appena vi sono oscillazioni superiori al 2%, il cosiddetto Fuel Surcharge, ma nella totale mancanza di una strategia che, pur facendo salve le legittime rivendicazioni, tuteli gli altri settori produttivi e soprattutto rispetti l’ordine pubblico”.
Il richiamo è al senso di responsabilità delle istituzioni e delle associazioni di categoria dei trasportatori. “Al Sud è in atto una corsa al massacro e a creare il maggior danno possibile ai cittadini. Si bloccano le forniture di prodotto fresco per far trovare gli scaffali vuoti sui punti vendita. Tuttavia, i danni al settore ortofrutticolo non si limitano ad una semplice mancata fornitura, chi decide di fermare i trasporti deve sapere che bloccando i camion che vanno dalla campagna al centro di condizionamento il prodotto è perduto. Si pensi alle insalate della Piana del Sele che non arrivano nei magazzini refrigerati, alle clementine e ai kiwi calabresi, per non parlare dell’uva pugliese e siciliana, tutti prodotti che hanno un valore economico e che verranno lasciati sulle piante”.
Per i kiwi si calcolano oltre 40.000 tonnellate di prodotto a rischio distruzione, soprattutto le varietà gialle per i quali i produttori hanno lavorato un intero anno, ci sono consegne programmate di uva senza semi di alta qualità che andranno disattese. “I danni sono ingentissimi e ammontano già a centinaia di milioni di euro, anche perché il prodotto presente nelle celle perde continuamente di valore; con la distribuzione che si sta sempre più rivolgendo ai mercati esteri, vanificando, di fatto, l’obiettivo di lasciare i cittadini senza il prodotto fresco. E’ in questi momenti che lo Stato deve far sentire la propria presenza, chiediamo la creazione di corridoi privilegiati per il transito del prodotto deperibile e ci stiamo attivando con le Prefetture competenti”.
“Sono parte della protesta anche numerosi agricoltori – conclude Salvi - e a loro va la nostra solidarietà, ma proprio in nome di questa va posto un freno ad una situazione che non può proseguire in questi termini, ne va del futuro di un settore fondamentale come quello ortofrutticolo che dà lavoro e reddito a migliaia di famiglie”.
FEDAGRO: emergenza trasporti al Sud, a rischio merce deperibile e contratti esteri
“I blocchi stradali causati dal fermo dei trasporti e del comparto agricolo che stanno interessando l’Italia in questi giorni, in particolar modo in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, stanno trascinando il settore ortofrutticolo all'ingrosso e la distribuzione nazionale verso uno stallo preoccupante”. Così interviene Valentino Di Pisa, Presidente Fedagromercati-Confcommercio, in merito agli scioperi di questi giorni.
“I nostri operatori stanno riscontrando il blocco delle merci nei terreni di produzione a causa dell’impossibilità di molti automezzi di viaggiare o di completare i tragitti, con una differenza inspiegabile tra Nord, dove i trasporti continuano a funzionare, e Sud, dove invece è quasi tutto fermo, rappresentativa della spaccatura all’interno del nostro paese, spaccatura però inaccettabile per una filiera come quella dell’agroalimentare, dove i territori del Nord e del Sud sono profondamente e intrinsecamente interconnessi tra di loro”.
“Molti prodotti campani, calabresi e siciliani, simboli del Made in Italy- continua Di Pisa- non riescono a raggiungere i Centri Agroalimentari, registrando assenze considerevoli di questi bene di prima necessità. Ma non solo, l’impossibilità di pianificare le spedizioni con tempistiche certe sta compromettendo i contratti di fornitura anche verso i mercati esteri, mettendo a rischio la reputazione e le quote di mercato d’ortofrutta italiana in Europa e favorendo i concorrenti esteri. Tutto questo sta creando un disservizio importante a fronte anche di un aumento del costo dei trasporti, a causa dei rincari insostenibili del carburante e dell’esplosione dei costi di gestione che coinvolgono anche il settore dell’ingrosso ortofrutticolo, mettendo in ginocchio non solo chi produce e chi trasporta il nostro cibo, ma anche chi lo distribuisce alla società ed ai consumatori”.
"Di conseguenza – continua il Presidente di Fedagro- comprendiamo e condividiamo appieno le motivazioni che spingono gli agricoltori e gli autotrasportatori a protestare, tuttavia se i camion restano fermi e i prodotti deperiscono nei campi o nelle piattaforme logistiche, non perdono solo i lavoratori del settore, perde l'intero sistema Paese."
Di Pisa conclude: “I ritardi e gli stalli operativi nelle piattaforme logistiche e negli snodi commerciali, mettono quindi a rischio la conservazione della merce freschissima, altamente deperibile, e per questo motivo ritengo che sia quanto mai necessario ed urgente una maggiore attenzione a questo problema da parte del governo ed un intervento repentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , del Ministero dell'Agricoltura e delle Prefetture per garantire il transito delle merci deperibili ed accelerare un accordo con le categorie coinvolte, tutelando le imprese della distribuzione e salvaguardare la filiera del cibo”.
CENTROMARCA E IBC: difficoltà negli approvigionamenti, l'industria alimentare lancia l'allarme
Cresce l’allarme: in questi giorni, molte industrie del settore alimentare sono state costrette a sospendere o rallentare le proprie attività produttive a causa delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, determinate dai blocchi logistici che stanno interessando il Mezzogiorno. Le difficoltà che il settore alimentare sta affrontando evidenziano, ancora una volta, la profonda interdipendenza tra i diversi attori della filiera agroalimentare e quanto la continuità delle attività produttive sia strettamente legata al corretto funzionamento di ogni suo anello. In assenza di una rapida soluzione, il rischio concreto è che le criticità riscontrate possano estendersi anche ad altri settori produttivi, con conseguenze sull'intero sistema del Largo Consumo.
«Pur comprendendo le ragioni alla base delle proteste, a partire dai rincari dei costi energetici e del carburante, il protrarsi dei blocchi alla circolazione delle merci rischia di compromettere la tenuta dell'intera filiera, con ripercussioni sulle imprese, sull'occupazione e sulla disponibilità dei prodotti sul mercato», dichiara Vittorio Cino, Direttore Generale di Centromarca e IBC. «Rivolgiamo pertanto un appello al Governo affinché intervenga con urgenza, favorendo la ripresa della regolare circolazione delle merci e mantenendo aperta la via del dialogo con le parti coinvolte. Invitiamo, inoltre, a vigilare sul pieno rispetto della legalità lungo l'intera catena di approvvigionamento. È fondamentale individuare soluzioni concrete che consentano di affrontare le criticità del comparto, tutelando al contempo la continuità produttiva delle imprese e la piena operatività della filiera agroalimentare». (im)
Foto di apertura generata con ausilio di AI
Fonte: Ufficio stampa Fruitimprese, Fedagro, Centromarca e IBC



















