MelaPiù®, nuova campagna da 18 mila tonnellate per la Fuji di pianura

La raccolta è partita su circa 500 ettari, con commercializzazione prevista fino a luglio 2027

MelaPiù®, nuova campagna da 18 mila tonnellate per la Fuji di pianura

La mela di pianura non è soltanto un frutto: è un paesaggio, una stagione, un sapere agricolo e anche una possibilità di cucina. È da questa idea che MelaPiù® ha scelto di aprire la nuova stagione commerciale della propria Fuji, coltivata esclusivamente in Emilia-Romagna. La campagna parte con una previsione di circa 18.000 tonnellate da 500 ettari, una raccolta avviata in questi giorni e una commercializzazione destinata a proseguire fino a luglio 2027. Le prime indicazioni confermano una buona qualità organolettica, mentre l’estate calda ha inciso maggiormente sulla colorazione, che in alcune aree potrebbe risultare meno intensa rispetto alla scorsa stagione.

Il nuovo raccolto è stato presentato a Casa Artusi, a Forlimpopoli, durante l’incontro “MelaPiù, dal campo alla tavola”, scelto dal Consorzio per mettere insieme produzione, posizionamento commerciale e versatilità gastronomica di una mela che da oltre trent’anni prova a dare valore alla melicoltura di pianura.

Garipoli: “MelaPiù è la mela del gusto”
Per Salvo Garipoli, responsabile marketing del Consorzio MelaPiù®, il percorso costruito nel tempo ha permesso di dare alla Fuji del Consorzio un’identità riconoscibile all’interno di una categoria estremamente affollata. “Nella logica di filiera siamo riusciti a centrare uno degli obiettivi principali: far emergere i valori distintivi di MelaPiù e consolidarne il ruolo nella categoria. Per noi rappresenta la mela del gusto, un prodotto che trova nella componente organolettica e nella versatilità due elementi fortemente caratterizzanti”.

Salvo Garipoli, responsabile marketing del Consorzio MelaPiù®

La scelta di Casa Artusi nasce proprio da questa impostazione. “Pellegrino Artusi ha raccolto e ordinato prima di molti altri la cultura gastronomica italiana, mettendo insieme territori e tradizioni. In questo contesto MelaPiù può raccontare anche un altro aspetto della propria identità: è una mela che si presta al consumo fresco ma anche alle preparazioni in cucina”.

Mazzoni: “Trent’anni di investimenti hanno costruito un premium riconosciuto”
A fare il punto sulla campagna e sul percorso del Consorzio è stato Matteo Mazzoni, presidente Consorzio MelaPiù®. “Dopo trent’anni di investimenti in marketing e comunicazione, il lavoro fatto ha pagato. MelaPiù® è conosciuta dai consumatori e ha costruito un posizionamento premium ben definito all’interno della categoria. Oggi lavoriamo su circa 500 ettari, con una produzione attesa nell’ordine delle 18 mila tonnellate, e la commercializzazione ci accompagnerà fino a luglio”.

Il progetto continua a puntare con decisione sulla valorizzazione della Fuji prodotta in pianura emiliano-romagnola. “Stiamo procedendo spediti sul percorso MelaPiù in Emilia-Romagna. La pianura ci dà caratteristiche specifiche e contribuisce a esprimere quella dolcezza che rappresenta uno dei punti di forza del prodotto. Quando hai realmente degli elementi distintivi, anche il lavoro di marketing diventa più efficace”.

Matteo Mazzoni, presidente Consorzio MelaPiù®

Un lavoro che si sviluppa su più fronti, dal digitale alle attività sul punto vendita. “Continueremo con comunicazione online, in-store promotion, attività nei mercati e nella Gdo. È questo mix che ci permette di consolidare il posizionamento in un mercato delle mele sempre più complesso”.

Qualità buona, ma il caldo pesa sulla colorazione
La stagione produttiva non è stata semplice. Le temperature estive hanno inciso soprattutto sull’aspetto esteriore del frutto. “Abbiamo avuto un’estate complessa e, dove le condizioni non sono state perfette, probabilmente avremo una colorazione leggermente inferiore rispetto allo scorso anno”, spiega Mazzoni. “La nostra fortuna, però, è sempre stata il sapore: dal punto di vista organolettico il prodotto è buono e resta questo uno dei principali elementi sui quali puntiamo”. Il presidente richiama però anche le difficoltà affrontate dalle aziende agricole.

“Bisogna fare un plauso ai produttori che continuano a garantire mele di qualità in un contesto sempre più difficile, tra aumento dei costi, problemi nel reperimento della manodopera e instabilità generale. Dobbiamo anche chiederci quanto sia preziosa una mela prodotta in queste condizioni: dietro quel frutto c’è un lavoro che oggi richiede uno sforzo molto maggiore rispetto al passato”. Le mele saranno destinate al consumo fresco e, attraverso la partnership con Natura Nuova, anche alla trasformazione in prodotti a marchio, ampliando le possibilità di valorizzazione della produzione.

Obiettivo Fuji IGP Emilia-Romagna
Tra i progetti destinati a incidere maggiormente sul futuro c’è il percorso verso la Fuji IGP dell’Emilia-Romagna. “Speriamo di poter iniziare già dalla prossima campagna”, anticipa Mazzoni. “L’obiettivo è arrivare a breve a una situazione nella quale sul mercato possa essere riconosciuta una Fuji IGP Emilia-Romagna”. Un passaggio che rafforzerebbe ulteriormente quel legame con il territorio sul quale il Consorzio ha costruito buona parte del proprio posizionamento.

Parallelamente procede anche il lavoro sulla ricerca varietale. “Stiamo valutando sia selezioni migliorative della Fuji attuale, capaci di conservarne i punti di forza migliorando alcune caratteristiche, sia varietà che possano offrire maggiore resistenza e adattabilità. Stiamo guardando diverse strade in ricerca e sviluppo, anche se al momento non c’è ancora nulla di definitivo da portare sul piano commerciale”.

Da Artusi alla cucina contemporanea
La parte gastronomica dell’evento ha completato il racconto del prodotto. Mattia Fiandaca, gastronomo e responsabile Progetti culturali di Fondazione Casa Artusi, ha ricordato come uno dei principi centrali della cucina artusiana fosse proprio la valorizzazione delle produzioni locali e del sapere sviluppato nei territori.

Mattia Fiandaca, gastronomo e responsabile Progetti culturali di Fondazione Casa Artusi

Nelle 790 ricette di Artusi la mela compare soprattutto nelle preparazioni dolci. La cucina contemporanea ne ha invece allargato notevolmente l’utilizzo, portandola anche nel salato, dove dolcezza, consistenza e componente aromatica permettono abbinamenti differenti.

Ed è proprio questa versatilità che il Consorzio vuole utilizzare come ulteriore elemento di racconto. Per MelaPiù, infatti, la nuova campagna non parte soltanto da 18 mila tonnellate di prodotto: parte dall’idea di continuare a distinguere una Fuji di pianura attraverso gusto, territorio e riconoscibilità, in attesa che anche l’IGP possa aggiungere un nuovo tassello al progetto. (ga)