Angurie e meloni spagnoli, il caldo europeo ridà slancio ai consumi

Il miglioramento del meteo continentale ha sostenuto le vendite proprio mentre l’offerta cresceva, evitando un arretramento più pesante dei prezzi alla produzione

Angurie e meloni spagnoli, il caldo europeo ridà slancio ai consumi

La campagna di angurie e meloni in serra si avvia ormai alla conclusione in Spagna, mentre il testimone passa progressivamente alle produzioni in pieno campo, in particolare nella parte orientale della provincia di Almería, a Siviglia, Murcia e negli altri principali areali produttivi del Paese, come riportato da ValenciaFruits.

Secondo l’Osservatorio dei Prezzi e dei Mercati del Governo regionale dell’Andalusia, la stagione delle angurie ad Almería era partita ad aprile con volumi contenuti, quotazioni alla produzione elevate, buona qualità commerciale e una minore pressione dell’offerta internazionale rispetto alla campagna precedente. Nelle prime settimane, infatti, le disponibilità provenienti da Sud America, Senegal e Mauritania sono risultate inferiori alle attese, contribuendo a sostenere i prezzi del prodotto almeriense.

Il quadro si è però progressivamente modificato nel corso di maggio. Nella prima metà del mese, la domanda di angurie di calibro più piccolo, particolarmente apprezzate sui mercati europei, è rimasta sotto tono a causa delle basse temperature e delle precipitazioni che hanno interessato il Nord Europa, frenando i consumi. Diversa la dinamica sul mercato interno spagnolo, dove la richiesta di frutti di dimensioni maggiori si è mantenuta più vivace, favorita da condizioni climatiche più miti. Nella seconda parte di maggio l’offerta è cresciuta in modo significativo, proprio mentre il miglioramento del meteo in Europa sosteneva una ripresa dei consumi. Questo maggiore assorbimento ha permesso di contenere la pressione ribassista sui prezzi, che in presenza di una domanda più debole avrebbe potuto essere ben più marcata.

Il picco produttivo è stato raggiunto all’inizio di giugno, con un conseguente calo delle quotazioni alla produzione nell’ordine del 17%. Da quel momento l’offerta ha iniziato a ridursi gradualmente, accompagnando la fase finale della campagna in serra.

Meloni, partenza ritardata ma prezzi sostenuti
Anche per i meloni la stagione è stata caratterizzata da un avvio più lento del previsto, con raccolte in ritardo, disponibilità iniziale limitata e prezzi alla produzione elevati e sostanzialmente stabili. Tra aprile e la prima metà di maggio, la scarsità di prodotto ha consentito alle quotazioni riconosciute agli agricoltori di mantenersi al di sopra dei livelli registrati nelle tre campagne precedenti.

A rendere più favorevole il contesto commerciale ha contribuito anche la minore pressione delle origini concorrenti. Maggio è tradizionalmente un mese di forte competizione sui mercati europei, soprattutto per la presenza dei meloni provenienti da Brasile e Senegal. Quest’anno, tuttavia, entrambe le origini hanno ridotto i volumi esportati, agevolando il posizionamento del prodotto spagnolo.

Come per le angurie, anche la produzione di meloni ha raggiunto il picco all’inizio di giugno, determinando una correzione dei prezzi alla produzione. La domanda, tuttavia, si è mantenuta su livelli sufficientemente solidi da assorbire il graduale aumento dell’offerta, consentendo un adeguamento delle quotazioni più progressivo e meno brusco. (lg)