Pesche e nettarine, il salto di qualità passa dalle platicarpe

Dalla Diretta IFN emerge il potenziale delle pesche piatte: non più nicchia, ma leva di innovazione, differenziazione e valore per l’intero comparto peschicolo

Pesche e nettarine, il salto di qualità passa dalle platicarpe

Le platicarpe possono rappresentare il nuovo baricentro della categoria pesche e nettarine? È uno dei temi emersi con maggiore forza durante la Diretta IFN dedicata a pesche e nettarine (clicca qui per rivedere la diretta), dove operatori della filiera e distribuzione hanno evidenziato come questa tipologia stia vivendo una fase di crescita strutturale, sostenuta da un'evoluzione varietale che ne ha radicalmente migliorato le performance qualitative.

Tra i più convinti sostenitori delle prospettive delle pesche piatte c'è Lorenzo Trovato, Product Manager MDD Freschissimi e Surgelati di Crai, che individua proprio nelle platicarpe una delle poche vere innovazioni capaci di portare valore aggiunto a una categoria che da decenni fatica a differenziarsi agli occhi del consumatore.
"Pesche e nettarine rappresentano la campagna più importante della frutta estiva per volumi, valore e ampiezza dell'offerta - osserva Trovato -. Tuttavia continuiamo a proporle con gli stessi codici di lettura di venti o trent'anni fa: pesca gialla, pesca bianca, nettarina gialla, nettarina bianca. Le platicarpe sono invece un fenomeno diverso, che ha una propria identità e sul quale credo molto".

Secondo il manager Crai, la distribuzione continua però a dedicare a questa tipologia spazi inferiori rispetto al suo reale potenziale, considerandola ancora una nicchia del comparto.
"Non lo è più. Le platicarpe hanno dimostrato di incontrare il gradimento dei consumatori e credo possano continuare a crescere. Anzi, in molti casi chi si abitua ad acquistarle tende poi ad allontanarsi dalle pesche tradizionali, soprattutto perché trovano con maggiore continuità uno standard qualitativo elevato".

Se la distribuzione intravede nelle platicarpe una leva per differenziare l'offerta, sul fronte produttivo c'è chi da anni ha scommesso su questa specializzazione. È il caso di Marco Eleuteri, amministratore delegato del Consorzio Armonia e titolare dell'Azienda Agricola Eleuteri, oggi tra i principali specialisti italiani della categoria.
"Negli ultimi dieci anni le platicarpe hanno vissuto una vera rivoluzione genetica - spiega Eleuteri -. Le varietà oggi in commercio non hanno praticamente nulla a che vedere con quelle di prima generazione che arrivarono sul mercato alla fine degli anni Novanta".
Il riferimento è in particolare alla storica UFO 4, varietà che per anni ha rappresentato il punto di riferimento del comparto e di cui l'azienda marchigiana deteneva i diritti di moltiplicazione per l'Italia.

Marco Eleuteri, amministratore delegato del Consorzio Armonia e titolare dell'Azienda Agricola Eleuteri,

"Se confrontiamo quelle varietà con le migliori disponibili oggi, il salto evolutivo è enorme. Per questo negli ultimi sette-otto anni abbiamo eliminato completamente gli impianti di prima generazione, sostituendoli con nuove selezioni decisamente superiori sia dal punto di vista gustativo sia per shelf life e tenuta commerciale".
Una scelta che ha richiesto investimenti significativi. In sei anni la superficie aziendale dedicata alle platicarpe è passata da circa 50 a oltre 105 ettari, accompagnata da un'intensa attività di rinnovamento varietale.

Particolarmente interessante è la scommessa sulla nettarina platicarpa, segmento ancora giovane ma considerato tra i più promettenti. Oggi Eleuteri dedica circa 45 ettari a questa tipologia, con un assortimento composto da undici varietà, sette a polpa bianca e quattro a polpa gialla.
"Si tratta di un comparto ancora in piena evoluzione e quindi caratterizzato da un elevato rischio di obsolescenza varietale. Negli ultimi tre anni abbiamo già reinnestato circa 15 mila piante per sostituire selezioni che non rispondevano più ai nostri standard. È il prezzo dell'innovazione, ma era un rischio che avevamo messo in conto".

Gli investimenti realizzati stanno trovando importanti riconoscimenti anche a livello internazionale. Lo scorso autunno, in occasione del 29° Simposio varietale di pesche e nettarine organizzato dall'IRTA a Lleida, in Catalogna, l'azienda è stata presentata come esempio di eccellenza produttiva nel comparto delle platicarpe davanti a centinaia di operatori del settore.

"Dopo aver visitato i nostri impianti, e in particolare l'ultimo progetto varietale realizzato, ci hanno invitato a raccontare il nostro percorso a oltre 200 produttori catalani. Per noi è stato un importante riconoscimento del lavoro svolto e della posizione raggiunta nel panorama europeo delle platicarpe".

Un segnale che conferma come le pesche piatte non siano più una curiosità di mercato, ma una categoria sempre più strutturata, sostenuta da innovazione varietale, investimenti e crescente interesse da parte della distribuzione. La sfida ora sarà capire se riusciranno a conquistare gli spazi e la visibilità necessari per diventare uno dei motori di crescita dell'intero comparto peschicolo. (lg)