Dal campo
Angys, quando la pera premium riesce a fare la differenza
Stefano Aiello (Spreafico): "Qualità, gusto e riconoscibilità si confermano fattori decisivi di successo"

In un mercato delle pere che continua a fare i conti con molte complessità, tra vecchie varietà in difficoltà, consumatori meno ricettivi e una categoria spesso ancorata a logiche tradizionali, c’è chi prova a costruire valore lavorando su qualità, identità di prodotto e gestione dell’offerta. È il caso di Angys, la pera in esclusiva per Spreafico, che stagione dopo stagione sta consolidando il proprio spazio nella fascia premium del mercato.
A raccontare l’andamento della campagna e il posizionamento del prodotto è Stefano Aiello, direttore marketing di Spreafico, che parte proprio dalle caratteristiche peculiari della varietà.
"La campagna non è ancora conclusa: abbiamo ancora circa un mese di commercializzazione davanti. Angys è una pera tardiva, raccolta a ottobre, che entra poi nel vivo tra gennaio e febbraio e accompagna il mercato fino a tutto maggio. Uno dei suoi punti di forza è l’ottima capacità di conservazione nel tempo, senza trattamenti, mantenendo una qualità molto interessante".
Una pera che, secondo Spreafico, trova il suo tratto distintivo soprattutto nell’esperienza di consumo. "Angys si caratterizza per un gusto molto succoso, delicato e aromatico. Quest’anno il consumatore la sta apprezzando ancora di più nella sua rotondità, anche perché il prodotto presenta un grado Brix superiore rispetto ad altre annate, con una dolcezza ancora più accentuata".

“Un prodotto premium, posizionato nella fascia alta”
La strategia di Spreafico è chiara: Angys non vuole essere una pera qualsiasi, ma una proposta ad alto valore aggiunto. Da qui anche la scelta di lavorare su un’identità forte e riconoscibile.
"È un prodotto premium e noi lo presentiamo come tale con un claim che racconta bene il posizionamento: la Regina delle pere. L’obiettivo è collocarla nella fascia alta, valorizzandone le caratteristiche organolettiche e la riconoscibilità data dalla buccia rugginosa e dalla forma simile a quella di una Decana".
In commercio ormai da quasi vent’anni, Angys ha costruito nel tempo una base di consumatori fedeli. Un aspetto non banale, soprattutto in una categoria in cui la capacità di attrarre nuovi target rappresenta spesso un punto critico.
"Il consumatore di Angys è prevalentemente tradizionale, ma è anche molto fedele. Riconosce la qualità del prodotto, ripete l’atto d’acquisto e tende a fidelizzarsi anno dopo anno. C’è chi aspetta la nuova campagna per tornare a degustarla. Naturalmente il nostro obiettivo è allargare questa base: consolidare i consumatori più affezionati, ma anche ampliare il parco clienti".

Punto vendita e social per allargare il pubblico
Per sostenere questo percorso, Spreafico sta investendo in modo crescente sulla comunicazione e sulle attività in store. Il punto vendita resta centrale per far conoscere il prodotto, soprattutto quando si parla di una pera che ha bisogno di essere raccontata, vista e, quando possibile, assaggiata.
"Stiamo lavorando sempre di più sia sulla comunicazione social sia sulle attività nel punto vendita, che coinvolgono diverse catene e mercati. Cerchiamo di dare visibilità al prodotto con esposizioni dedicate, anche fuori banco, e dove possibile con attività di tasting con promoter".
La degustazione, in particolare, rimane uno degli strumenti più efficaci per avvicinare nuovi consumatori. "Farla assaggiare fa ancora la differenza. Per un prodotto come Angys il gusto è determinante: quando il consumatore la prova, capisce immediatamente il valore della proposta".
Accanto al lavoro nei punti vendita, cresce anche il presidio digitale. "Sui social, in particolare Facebook e Instagram, comunichiamo in modo coerente la qualità organolettica del prodotto. Qui abbiamo l’opportunità di parlare anche a un pubblico più giovane, ampliando il racconto oltre il consumatore tradizionale".

Qualità, immagine e gusto: le leve per fare valore
Il caso Angys dimostra come, anche in una categoria complessa come quella delle pere, esistano ancora margini per costruire valore quando il prodotto è ben gestito, riconoscibile e coerente con il proprio posizionamento.
"Non è semplice, soprattutto nel comparto delle pere, che spesso resta legato a logiche piuttosto statiche soprattutto sotto il punto di vista varietale. Ma se si crede nei progetti bisogna portarli avanti con costanza. Noi abbiamo sposato il progetto Angys e stiamo investendo in misura crescente, convinti che anche in un mercato così complesso si possa ancora fare valore".
I riscontri, sottolinea Aiello, sono positivi. "Il feedback è buono. Angys si è ritagliata una sua quota di mercato: i consumatori la riconoscono e sono disposti a pagare un premium price”
La chiave sta nella combinazione tra identità visiva e qualità gustativa. "Immagine e gusto sono i due concetti che fanno la differenza. Angys ha una bella riconoscibilità, ma soprattutto mantiene una promessa di qualità. Inoltre è una pera versatile, che si presta anche ad abbinamenti in cucina e può aprire in futuro a progetti di co-branding e co-marketing".
In un comparto che fatica a rinnovarsi, Angys prova dunque a indicare una strada: non inseguire il prezzo, ma lavorare su distintività, esperienza di consumo e continuità progettuale. Perché anche nelle pere, quando qualità e strategia si incontrano, lo spazio per fare la differenza esiste ancora. (lg)
In apertura: Stefano Aiello, direttore marketing di Spreafico


















