Dal campo
Sweet Palermo®, la forza della marca accende il mercato e ridefinisce il valore del peperone premium
Filiera strutturata, 15 partner e 7.000 tonnellate per una crescita costante e una presenza sempre più forte nel retail

Dal palco di Think Fresh 2026, Rijk Zwaan rilancia con decisione su un asset sempre più strategico per il comparto ortofrutticolo: la marca. E lo fa portando sotto i riflettori Sweet Palermo®, il peperone corno dolce che negli anni si è trasformato in una vera e propria casa history nel segmento premium.
Il prodotto continua, infatti, a registrare performance positive sia sul fronte produttivo sia in termini di riconoscibilità nel retail moderno, confermando come anche nell’ortofrutta il valore del brand sia sempre più determinante nelle scelte d’acquisto.
Alla base del progetto Sweet Palermo® c’è una filiera strutturata e ben coordinata, che oggi coinvolge circa quindici partner commerciali tra Organizzazioni di produttori e aziende di commercializzazione tra le più rilevanti del panorama nazionale. La produzione è distribuita lungo tutta la penisola, con un ruolo chiave della Sicilia per le forniture invernali, da dicembre a giugno, a cui si affiancano altri areali produttivi italiani per garantire continuità durante il resto dell’anno.
Per la campagna in corso si stimano volumi intorno alle 7.000 tonnellate, a conferma di una traiettoria di crescita solida. “Negli ultimi 3-5 anni abbiamo registrato un incremento medio delle superfici del 20% annuo, accompagnato da una penetrazione sempre più significativa presso i principali retailer italiani”, spiega a IFN Marco Mantovani, Client Manager Chain di Rijk Zwaan Italia.
Uno degli elementi chiave del progetto è il sistema condiviso di controllo qualità, affidato a un ente esterno con presenza capillare sul territorio nazionale. “Parliamo di standard molto rigorosi – sottolinea Mantovani – che ci permettono di garantire una qualità uniforme e continuativa, fattore imprescindibile per sostenere la crescita del marchio”.

I parametri monitorati lungo la filiera includono il grado Brix, indicatore diretto della dolcezza, il corretto stadio di maturazione e il mix cromatico, rosso, giallo, arancione e cioccolato, che rappresenta uno degli elementi distintivi rispetto ai competitor. Un posizionamento organolettico chiaro, basato su dolcezza, intensità aromatica e versatilità, che ha trovato riscontro non solo nei consumatori ma anche nel mondo della ristorazione, contribuendo al successo internazionale della gamma.
Parallelamente, il programma di miglioramento genetico prosegue con un approccio ben definito: aumentare rese, rusticità e resistenze senza compromettere quelli che restano i pilastri del progetto, ovvero gusto, forma e shelf life. Un equilibrio non scontato, ma fondamentale per rafforzare ulteriormente la distintività del brand.
Guardando al futuro, gli obiettivi sono chiari. “Nel breve termine puntiamo a raggiungere i 100 ettari coltivati – afferma Mantovani – un traguardo ambizioso ma realistico, grazie a una progettualità condivisa con tutti i partner della filiera”.

In questo contesto, il fattore marca gioca un ruolo sempre più centrale. “Chi sceglie Sweet Palermo lo fa perché riconosce una qualità costante, senza sorprese negative. Questo dimostra come la marca incida concretamente nelle decisioni di acquisto anche nel nostro settore”, conclude Mantovani.
Un segnale chiaro per tutta la filiera ortofrutticola: la costruzione di valore passa sempre più attraverso identità riconoscibili, standard condivisi e una promessa mantenuta nel tempo. Sweet Palermo® sembra aver tracciato una strada precisa.



















