Dalla Romagna alla Calabria, la cooperazione che crea futuro

Agrintesa presenta a Castrovillari il piano di sviluppo con Alegra: al centro soci, investimenti, filiere innovative e presidio del territorio

Dalla Romagna alla Calabria, la cooperazione che crea futuro

La cooperazione, quando poggia su valori condivisi, non si limita ad aggregare aziende e produzioni: può diventare una leva concreta per generare opportunità, portare investimenti nei territori e costruire futuro dove il mercato, da solo, fatica a creare sviluppo stabile. In frutticoltura questo significa dare valore al lavoro dei soci agricoltori, rafforzare le filiere, garantire rappresentanza, legalità e continuità economica anche in aree dove fare sistema non è mai stato scontato.
È questa la chiave di lettura del percorso che Agrintesa sta portando avanti in Calabria: non una presenza dettata dall’opportunismo, ma un progetto di lungo periodo che affonda le radici in una collaborazione costruita nel tempo e oggi punta a trasformare il radicamento territoriale in crescita condivisa. Un percorso fatto di cooperazione, investimenti, filiere innovative e presidio della legalità, presentato nei giorni scorsi nella sede di Castrovillari in occasione di “Radici di Futuro. Progetti, investimenti e sviluppo per una frutticoltura innovativa”, l’evento promosso da Agrintesa e Gruppo Alegra con soci e produttori, istituzioni, partner della Grande distribuzione organizzata e stampa.
Al centro dell’iniziativa c’è un modello di sviluppo che non nasce all’improvviso. Come ha ricordato Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa, il rapporto con Osas parte già negli anni Novanta, quando tra la cooperativa romagnola e il territorio calabrese si avvia una prima progettualità condivisa. Una relazione fondata su una visione comune dello stare insieme, che nel 2015 si concretizza con il primo accordo per la commercializzazione della produzione di Osas e che, dopo oltre un decennio di collaborazione strutturata, approda nel 2024 alla fusione per incorporazione in Agrintesa.

Da Osas ad Agrintesa, un percorso di affinità cooperativa
Un passaggio che rappresenta non solo un’operazione societaria, ma l’evoluzione naturale di un rapporto costruito su una forte “affinità cooperativa”. Lo ha spiegato Luigi Nola, consigliere di Agrintesa e figura legata alla storia di Osas, sottolineando il valore pionieristico di una cooperativa attiva in Calabria già dagli anni Sessanta.
"Osas è stata una cooperativa vera, pioniera in un territorio estremamente frammentato e storicamente poco incline a questa forma di aggregazione. Ma noi siamo cooperatori per vocazione, perché crediamo in un modello che resta fondamentale per dare reddito ai produttori e creare sinergie. Abbiamo sempre collaborato con l’Emilia-Romagna proprio perché ritrovavamo gli stessi valori: la centralità dei soci, la capacità di fare sistema e il principio della legalità, tenendo lontano tutto ciò che non appartiene al nostro mondo. Su questa base comune, negli ultimi anni il percorso ha avuto una forte accelerazione".

Luigi Nola, consigliere di Agrintesa

I numeri della presenza calabrese
Agrintesa conta complessivamente 3.500 soci, 2.300 dipendenti e un valore della produzione pari a 450 milioni di euro al 30 aprile 2026, con 10.500 ettari a frutteto, 7.000 ettari a vigneto e 600 ettari a orticole. In Calabria sono presenti 1.282 ettari complessivi, 173 soci produttori e 151 dipendenti nello stabilimento di Castrovillari.
Due le aree produttive di riferimento: Cosenza-Castrovillari e Reggio Calabria-Gioia Tauro-Rosarno. La presenza calabrese si articola su filiere ad alto valore: 647 ettari sono dedicati al kiwi, 442 ettari alle drupacee – pesche, nettarine, pesche piatte e nettarine piatte – 92 ettari agli agrumi, a cui si aggiungono altre specie minori.
"La Calabria è un territorio centrale nello sviluppo di Agrintesa – specifica Moretti –. Qui troviamo condizioni pedoclimatiche favorevoli, competenze produttive importanti e un calendario che ci consente di diversificare e di servire al meglio la nostra clientela. Agrintesa può contare oggi su un presidio solido nel territorio calabrese e guarda al futuro con l’obiettivo di generare il maggiore valore possibile per i soci e per il territorio, cooperando insieme come filiera integrata. Il nostro modello non è soltanto commerciale, ma anche tecnico e organizzativo: 45 agronomi supportano i soci nelle diverse aree produttive, garantendo un’assistenza tecnica di altissimo livello che rappresenta un plus cruciale per accompagnare la crescita, migliorare la qualità e dare continuità al lavoro in campagna".

Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa

Kiwi, drupacee e progetti premium
Il kiwi è uno degli esempi più evidenti della centralità della Calabria nella strategia produttiva di Agrintesa. La cooperativa è il primo produttore europeo, con 3.300 ettari complessivi, e la Calabria rappresenta il 19,6% della superficie totale a kiwi.
La gamma kiwi “made in Calabria” comprende Hayward e Dulcis a polpa verde, SunGold e Jingold a polpa gialla e Oriental Red a polpa rossa, con un’offerta segmentata tra varietà premium e mass market. Accanto al kiwi, un ruolo di primo piano è svolto dalle drupacee, comparto nel quale la Calabria esprime storicità, qualità e innovazione.
Tra i progetti più distintivi rientra Ondine, programma esclusivo e strategico dedicato a pesche e nettarine piatte. Il progetto coinvolge cinque Paesi europei e quattro player in Italia; Agrintesa, con 194 ettari a Ondine nel 2026, rappresenta il 17,3% del totale dei partner del programma.
"Lo stabilimento di Castrovillari è un asset fondamentale per dare servizio ai soci e accompagnare la nostra crescita nel territorio – prosegue Moretti –. Parliamo di una struttura con 10.000 tonnellate di capacità frigorifera e 180 tonnellate al giorno di capacità di confezionamento, grazie a impianti di nuova tecnologia e altamente specializzati. La campagna 2026 si preannuncia di piena produzione, con volumi in crescita e tanto lavoro da eseguire in stabilimento: l’obiettivo è trasformare questa crescita in valore per i soci e per il territorio. Per questo vogliamo continuare a sviluppare la nostra presenza in Calabria, crescere nel numero di produttori associati, nelle quantità di prodotto e nelle superfici gestite, applicando il nostro modello di lavoro, condivisione e integrazione di filiera".

Alegra: la Calabria rafforza calendario e paniere commerciale
Il presidio produttivo trova sbocco nel lavoro commerciale del Gruppo Alegra, che attraverso le proprie società – Alegra, Valfrutta Fresco e Brio – valorizza le produzioni dei soci Agrintesa sui mercati nazionali ed esteri. Per le commerciali del Gruppo, la Calabria rappresenta un territorio strategico perché unisce produzioni distintive, calendari complementari rispetto alle altre zone produttive, volumi rilevanti e biologico qualificato.
La precocità di alcune produzioni, in particolare delle drupacee, e la tardività del kaki Rojo Brillante consentono inoltre di presidiare momenti chiave del calendario commerciale e di garantire maggiore continuità di fornitura ai clienti. Un ruolo specifico è ricoperto anche dal biologico, con Clementine di Calabria Igp, arance bionde, kiwi e kaki bio commercializzati a marchio Alce Nero.
"Le filiere calabresi sono strategiche in ottica commerciale – sottolinea Mauro Laghi, direttore generale del Gruppo Alegra – in primo luogo perché, grazie a prodotti particolarmente apprezzati e attesi dal consumatore come le Clementine, ci hanno permesso di arricchire il paniere del Gruppo, ma anche perché consentono di ampliare il calendario, anticipare alcune produzioni e rafforzare l’offerta in finestre tardive, garantendo maggiore continuità di fornitura alla distribuzione moderna. In Calabria possiamo contare su produzioni distintive, volumi rilevanti, biologico e progetti premium come Dulcis e Ondine. È così che il lavoro dei soci diventa valore commerciale, in Italia e all’estero".

Aggregazione, legalità e sviluppo del territorio
Il percorso di sviluppo avviato da Agrintesa in Calabria si inserisce in un contesto territoriale nel quale il rafforzamento delle filiere agricole, l’aggregazione dei produttori, gli investimenti in innovazione e il presidio della legalità rappresentano leve centrali per la competitività del comparto regionale. Su questi temi è intervenuto anche Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria.
A dare una cornice complessiva al progetto è stato Aristide Castellari, presidente di Agrintesa, che ha riportato il percorso calabrese alla natura più profonda del modello cooperativo: non una semplice operazione di crescita dimensionale, ma un investimento stabile su soci, territorio e futuro produttivo.

Aristide Castellari, presidente di Agrintesa

"Agrintesa è nata e continua a crescere mettendo al centro i soci – dichiara Castellari –. Anche in Calabria abbiamo portato avanti il nostro modello cooperativo: aggregare, dare rappresentanza democratica ai produttori, offrire strumenti tecnici e commerciali, garantire correttezza, legalità e rispetto del lavoro. Non siamo qui per opportunismo, ma per generare opportunità. I produttori calabresi sono soci a tutti gli effetti, al pari degli altri, e rappresentano una componente importante del nostro progetto. Investire su un territorio, portare sviluppo e creare ricchezza non è un percorso che può compiersi da solo: richiede presenza, continuità, condivisione e responsabilità. Per questo essere qui oggi non è un passaggio occasionale, ma la conferma di una volontà precisa. Le radici di questo percorso sono già presenti e vogliamo continuare a farle crescere anche in futuro. La cooperazione è una risposta concreta alle esigenze dei territori perché permette alle aziende agricole di non essere sole, di crescere insieme e di affrontare mercati sempre più complessi con una struttura solida alle spalle. La bontà del progetto è indubbia: puntiamo a iniziative capaci di dare futuro alla frutticoltura calabrese, con l’obiettivo di ampliare la base sociale e costruire un percorso remunerativo e positivo per tutti. La Calabria è parte integrante del futuro di Agrintesa e vogliamo continuare a investire qui con serietà, responsabilità e visione".

Da sinistra Luigi Nola, Mauro Laghi, Gianluca Gallo, Aristide Castellari e Cristian Moretti

La visita in campo, fra kiwi biologico e Ondine: si fa sul serio
A rendere ancora più concreto il senso del progetto è stata anche la parte tecnica che ha preceduto il momento convegnistico. Le visite in campo organizzate nelle realtà produttive calabresi hanno permesso agli stakeholder presenti, a partire da alcune importanti catene della Gdo, di toccare con mano il lavoro che Agrintesa sta portando avanti sul territorio e la solidità agronomica su cui poggia il piano di sviluppo.
La prima tappa ha riguardato un impianto di kiwi verde biologico di 50 ettari in blocco unico, messo a dimora nel 2019 e dotato di impianto di irrigazione, rete antigrandine e baulature per migliorare lo sgrondo delle acque. Una struttura produttiva moderna, impostata secondo criteri tecnici avanzati, in un areale particolarmente vocato che consente di coltivare con minori criticità fitosanitarie e con una gestione equilibrata della pianta. La produzione attesa, pari a circa 250 quintali per ettaro, si colloca su livelli coerenti con gli standard del biologico e conferma il potenziale del territorio quando competenze, investimenti e assistenza tecnica si integrano in un progetto di filiera.

La seconda visita si è concentrata invece su un impianto di nettarine piatte Ondine di 42 ettari, nel quale sono presenti tutte le varietà del programma. Anche in questo caso il dato agronomico è centrale: le condizioni pedoclimatiche dell’areale calabrese sembrano esaltare le caratteristiche qualitative della piatta, confermando la Calabria come uno dei territori più interessanti all’interno del progetto europeo. Il livello tecnico dell’impianto è evidente nella forma di allevamento a vaso catalano, nello stato produttivo delle piante e nella presenza di coperture, elementi fondamentali per proteggere la produzione e garantire continuità, qualità e affidabilità commerciale.

Dalle parole ai campi, il messaggio emerso a Castrovillari è quindi chiaro: il progetto calabrese di Agrintesa non è una scommessa generica, ma un percorso costruito su basi produttive solide, investimenti mirati, assistenza tecnica e integrazione commerciale. È su questi presupposti che la cooperativa punta a rafforzare il proprio radicamento in Calabria, trasformando la vocazione del territorio in valore per i soci, per la filiera e per il mercato.