Dal campo
Limoni siciliani: OP Cai, una campagna tra pressione sui costi e mercato in rialzo
Quotazioni in crescita e attese positive nel post Pasqua

Il contesto economico internazionale continua a esercitare pressione sulla filiera ortofrutticola, con effetti ormai evidenti anche nel comparto agrumicolo. Dopo settimane dalla crisi nello Stretto di Hormuz, i rincari legati a energia, trasporti e materie prime si sono consolidati, incidendo in modo significativo sui costi di gestione delle aziende. A testimoniarlo è l’OP Cai – Cooperativa Agricoltori Ionici di Furci Siculo (Messina), realtà di riferimento per uno degli agrumi simbolo dell’isola.
«Nel giro di pochi giorni i trasportatori ci hanno aumentato le tariffe del 10% – spiega il Presidente Salvatore Scarcella – e questo è solo uno degli elementi. Considerando gasolio, packaging ed energia, registriamo un incremento complessivo dei costi attorno al 30%». Un impatto amplificato anche dalla particolare organizzazione aziendale: «La nostra flotta parte ogni giorno dal magazzino di Furci Siculo, ma molti appezzamenti si trovano nel siracusano. Questo significa percorrere centinaia di chilometri quotidianamente, con un aggravio evidente sui costi operativi».
Nonostante le criticità, la campagna del limone entra nel vivo con il Primo Fiore, anche se con volumi inferiori rispetto allo scorso anno. «Siamo circa un 10% sotto rispetto alla campagna precedente – sottolinea il vice presidente Carmelo Scarcella – ma è una dinamica comune a tutti gli areali europei. La stagione era partita a rilento, anche per via delle condizioni climatiche».

Proprio il clima, però, ha avuto anche un effetto positivo. «Le temperature più basse in Sicilia hanno rallentato la maturazione – prosegue – consentendo di stabilizzare il prodotto e gestire meglio i flussi in un momento delicato. Anche ciò ci ha consentito di soddisfare la nostra clientela per non far mancare il prodotto sugli scaffali dei supermercati».
Sul fronte commerciale, lo scenario è in rapido movimento. «Rispetto a una ventina di giorni fa, le quotazioni di mercato segnano quasi un +30% – evidenzia il responsabile commerciale Antonio Lo Conte – e come previsto vi è stata un’ulteriore accelerazione della domanda dopo Pasqua». Le dinamiche internazionali giocano infatti a favore del prodotto italiano: «La Spagna sta esaurendo le disponibilità della varietà Fino. Questo aprirà spazi importanti per il nostro prodotto».

Guardando ai prossimi mesi, il calendario varietale prosegue secondo tradizione: «Dopo il Primo Fiore – conclude Lo Conte – tra maggio e giugno avremo una breve parentesi con il Bianchetto, per poi arrivare alle ultime settimane di giugno con il Verdello». Parallelamente, si avvia alla conclusione anche la campagna delle arance Valencia: «Siamo all’ultimo mese – precisa – con frutti che quest’anno hanno anticipato la maturazione».
Tra rincari strutturali e prospettive di mercato favorevoli, l’OP Cai si trova dunque a navigare in un contesto complesso, dove la capacità di adattamento resta la chiave per trasformare le criticità in opportunità.



















