Dalla distribuzione
Rapporto Marca: per rilanciare i consumi serve costruire fiducia
La Mdd ormai rappresenta una solida certezza generando un valore di oltre 31,5 miliardi

Con 28 Insegne protagoniste, 1.540 espositori, 10 padiglioni e 25.000 visitatori attesi, MARCA by BolognaFiere & ADM si conferma una piattaforma europea di riferimento per un settore che in Italia supera i 30 punti di quota nel Largo Consumo e punta a un fatturato record di 31,5 miliardi di euro. Questi i numeri presentati in apertura da Giampiero Cazolari, Presidente di BolognaFiere Group, nel corso del convegno inaugurale della ventiduesima edizione di Marca, dal titolo “Costruire fiducia: il ruolo della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore”.
Mauro Lusetti, presidente di ADM – Associazione della Distribuzione Moderna – ha poi richiamato l’attenzione sull’importanza della fiducia, tema centrale dell’incontro, sottolineandone il valore come punto di riferimento nei momenti di incertezza che il Paese sta attraversando. In questo contesto, la Marca del Distributore rappresenta una solida certezza: nel 2025 lo dimostrano la crescita del 6,8% e il valore generato di oltre 31,5 miliardi di euro , risultati sostenuti dall’innovazione e dal contributo dei partner della Mdd con un continuo investimento in ricerca e sviluppo.

Nel suo intervento, Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha delineato un quadro positivo per il Made in Italy: tra gennaio e settembre 2025 si è registrata una crescita del 5,7%, con l’export che si è confermato una delle principali locomotive dell’agroalimentare. A rafforzare questa visione ha contribuito anche l’intervento del Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che ha sottolineato un andamento favorevole di PIL e occupazione.
Di segno diverso l’analisi di Veronica De Romanis, Professoressa di Politica Economica Europea alla Stanford University, che ha richiamato l’attenzione sulle incertezze della crescita italiana nel contesto europeo. Emergenza demografica, debito pubblico e spending review sono stati i nodi centrali del suo intervento, nel quale la stabilità è stata indicata come strumento e non come obiettivo. Da qui l’esigenza di un utilizzo più efficace delle risorse pubbliche, con maggiore investimento nella formazione e politiche capaci di offrire prospettive migliori alle giovani generazioni.

Benedetta Brioschi di THEA Group e Nicola Neri di IPSOS hanno presentato i contenuti chiave del Position Paper 2026 di Marca, delineando lo scenario e le leve strategiche per costruire fiducia attraverso la Distribuzione Moderna e la Marca del Distributore. Il quadro che emerge è di moderato ottimismo, pur partendo da un dato strutturale: i consumi risultano sostanzialmente stagnanti da circa quindici anni. In questo contesto, la Distribuzione Moderna si conferma il principale punto di contatto tra la filiera agroalimentare e il consumatore, assumendo una responsabilità che va oltre l’accessibilità e si traduce nella garanzia di qualità e sicurezza.

In questo scenario, la Marca del Distributore (Mdd) riveste un ruolo centrale: 9 italiani su 10 dichiarano di fidarsi dei suoi prodotti, prodotti che negli ultimi anni hanno contribuito a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, generando risparmi per circa 22 miliardi di euro dal 2020 a oggi, pari a circa 150 euro l’anno per nucleo familiare. Attualmente la quota della Mdd in Italia si attesta al 30%, in ulteriore crescita rispetto al 2024, pur rimanendo ancora al di sotto dei livelli raggiunti nei principali Paesi europei.

Alla tavola rotonda di confronto tra gli stakeholder della filiera agroalimentare hanno partecipato Mauro Lusetti, Presidente di ADM, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, Flavio Ferretti, Presidente di IBC, e Anna Rea, Presidente di ADOC.
Prandini ha evidenziato come la standardizzazione e l'omologazione della qualità sia uno dei principali rischi a cui è sottoposto il sistema agroalimentare nazionale che si caratterizza, viceversa, per una spiccata distintività sia a livello di prodotti che di territori che li esprimono. La loro tutela passa per contratti di filiera fra produzione e distribuzione che mettano al centro l'agroalimentare di qualità, quello che non costituisce un costo aggiuntivo per i cittadini ma una riduzione dei costi connessi alla sanità per la miglior salute di cui godono i cittadini. Già oggi, comunque, il sistema agroalimentare macina valore aggiunto, costituendo un asse portante dell'economia italiana con oltre 73 miliardi di euro di export lo scorso anno e 4 milioni di addetti fra diretti e indotto. Lusetti, dal canto suo, ha sottolineato come i partner dell'agroalimentare della Mdd siano il motore del suo sviluppo grazie a conoscenza, competenza e capacità di cambiamento.

Il ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida ha concluso l'incontro evidenziando come sia interesse del mondo agricolo nazionale pensare al consumatore come soggetto attivo e non passivo in grado di indirizzare la produzione primariamente nell'interesse della produzione stessa proprio grazie alle sue peculiarità.Si tratta di una fileira resiliente ma che va supportata con una strategia di rafforzamento della stessa. Rafforzamento che richiede protezione non autarchia, suggerendo però reciprocità nelle relazioni internazionali, dove la marca del produttore o del distributore e la loro reputazione sono la garanzia nei confronti del consumatore e non l'algoritmo, come proponeva il Nutriscore, che fortunatamente abbiamo bloccato. L'etichettatura che ci serve è un'etichettatura di trasparenza, anzi è una narrazione dettagliata della storia dei prodotti da costruire insieme al sistema distributivo.






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