Fertilizzanti e gasolio alle stelle, nuova stangata sull’agricoltura

Il settore primario teme ripercussioni su rese e qualità delle produzioni

Fertilizzanti e gasolio alle stelle, nuova stangata sull’agricoltura

In questo periodo, non appena i seminativi saranno praticabili - dal momento che le abbondanti precipitazioni hanno reso i terreni pesanti - nelle regioni del Nord Italia inizieranno le concimazioni di fondo per le coltivazioni di mais, soia e sorgo. Operazioni che al momento, sia per le condizioni meteorologiche, sia per la situazione geopolitica, rischiano di saltare.
La guerra in Medio Oriente ha fatto schizzare i prezzi alle stelle dei fertilizzanti (oltre che dell’energia e dei carburanti), il cui apporto influisce direttamente sulla quantità e sulla qualità dei prossimi raccolti. L’aumento dei prezzi rischia anche di compromettere i raccolti di grano che sono alla base della filiera del pane e della pasta.
Da un monitoraggio di Confagricoltura sui territori, dall’inizio del conflitto in Iran, in alcune zone il costo dell’urea (uno degli input dei fertilizzanti) è passato da 55 euro/quintale a 75 euro. Si stanno verificando anche casi di indisponibilità di prodotto, benché non sia realistica, ma dovuta a fenomeni speculativi. 
Parallelamente, sul fronte dei carburanti, il gasolio agricolo è passato da circa 80 centesimi a oltre 1,20 euro al litro in pochi giorni.
Confagricoltura evidenzia che, a fronte di questi aumenti, uniti a quelli energetici, i costi di produzione diventano insostenibili per un’azienda agricola. Anche perché il panorama è compromesso da molti fattori riconducibili alla generale instabilità che mina la tenuta del sistema imprenditoriale agricolo: non solo la tensione geopolitica, ma anche quella commerciale a livello internazionale, i mutamenti climatici, l’aumento delle fitopatie e i sempre più elevati costi di produzione. La situazione per i concimi si aggrava anche per alcune politiche europee: il 1° gennaio scorso è entrato in vigore il cosiddetto CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che ha introdotto un costo aggiuntivo sulle importazioni di fertilizzanti ad alta intensità carbonica. 
Confagricoltura chiede quindi che si intervenga con urgenza a livello nazionale ed europeo per evitare speculazioni che mettono a rischio non solo il settore primario, ma economie intere. (aa)

Fonte: Ufficio stampa Confagricoltura