Dal campo
Limone Interdonato, sul mercato con moderazione
Cai: «Temiamo bassi consumi»

La campagna del limone Interdonato di Messina Igp sta prendendo il via, ma si teme un basso consumo da parte dei consumatori. Il verdello estivo però rimane ancora protagonista in questi giorni della campagna produttiva di Cai, Cooperativa agricoltori ionici, visto che il mercato lo richiede.

“La stagione estiva del verdello è quasi al termine e nonostante il calo degli acquisti da parte dei clienti finali, si aspetta con non poca ansia di capire come si svolgerà l’inizio di campagna del Primofiore che si presume possa essere alla fine del mese di ottobre – spiegano a IFN Salvatore Scarcella, presidente della cooperativa, e Antonio Lo Conte, responsabile controllo di gestione -. Per il verdello ci si aspettava un maggiore consumo ma avendo avuto quest’anno una buona produzione sugli alberi si è continuato a commercializzare il prodotto”.
I limoni non mancano ma i consumi vanno a rilento. “Ci aspettiamo un produzione in linea con l’anno passato, al massimo dal 5 al 10% di prodotto in meno, ma lo “speciale”, così è chiamato l’Interdonato nella zona messinese, si presenta bene, con un bel colore naturale molto vivo e brillante. Siamo reduci da Fruit Attraction - continuano - e in fiera ci chiedevano addirittura se il limone fosse turco tanto che era perfetto”.

Il frutto prenderà colorazione tra una decina di giorni anche se Scarcella e Lo Conte guardano con attenzione la bassa capacità di spesa dei consumatori, sempre più alle prese con il caro bollette che si estende al carburante e al carrello della spesa. Ciò potrà influire parecchio sui consumi invernali. “Se il potere di acquisto è poco – ragionano – ne risente anche il limone, che sta diventando un bene alimentare di lusso, quindi non più onnipresente in cucina”.

A Madrid però la scorsa settimana Cai ha avuto modo di confrontarsi con nuovi potenziali clienti, portando a casa nuovi contatti dall’estero. “Il nostro mercato di riferimento al di fuori dell’Italia è quello tedesco, che rappresenta circa il 40-50% del fatturato estero; a seguire Francia ed Austria tra i paesi principali. La fiera comunque rappresenta sempre un’ottima occasione per confrontarsi con gli operatori dello stesso settore e avere contatti con nuovi con la consapevolezza di possedere il potenziale per aprire il proprio business a nuovi mercati”.



















