Attualità
PATATE, NEL 2011 IN TRENTINO PRODOTTE 7.500 TONNELLATE. LA CICERO E' LA VARIETA' PIU' COLTIVATA

Tempo di bilanci per la coltivazione della patata in Trentino: 7.500 le tonnellate prodotte quest’anno, il 7% in più rispetto al 2010. La qualità e la conservabilità sono buone e la pezzatura è mediamente superiore all’annata precedente. La varietà più coltivata rimane la Cicero che si caratterizza per la sua forma molto regolare a pasta paglierina; a seguire la Kennebec e la new entry Daifla, entrata in produzione solo tre anni fa.
L’andamento climatico particolarmente favorevole registrato in primavera e ad inizio estate ha favorito un anticipo della maturazione. Grazie all’aumento delle superfici, ma anche alla maggior pezzatura media dei tuberi, si è verificato un incremento della produzione: le rese medie si sono attestate sui 300 quintali ad ettaro. Al contrario, nelle zone di alta quota la coltura ha registrato una scarsa produzione a causa delle violente grandinate di fine Luglio e di inizio Agosto che hanno distrutto completamente la parte aerea della pianta debilitando completamente l’attività vegetativa.
“Questa coltura – spiega Gabriele Chistè, tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico - pur non essendo importante nel sistema economico provinciale, rappresenta per alcune zone a vocazione tradizionale un’importante fonte di reddito aziendale. Attraverso l’organizzazione in consorzi e cooperative la produzione di patate di montagna del Trentino viene valorizzata e promossa, riscuotendo da parte degli utilizzatori l’apprezzamento di prodotto di nicchia legato a un particolare territorio”.
Attualmente la campagna di commercializzazione è in fase di pieno svolgimento: ha infatti preso il via a metà Settembre ed è in programma fino alla metà di Aprile. La produzione di patate trentine commercializzata dalle strutture cooperative e da privati è ottenuta seguendo il disciplinare di produzione integrata dell’APOT. Inoltre in Provincia sono prodotte patate biologiche certificate che vengono prevalentemente utilizzate nelle mense scolastiche. Infine, da ricordare che la Fondazione Mach effettua un servizio di consulenza con attività di sperimentazione e dimostrative anche per i produttori bio di questo comparto.
Fonte: Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach
L’andamento climatico particolarmente favorevole registrato in primavera e ad inizio estate ha favorito un anticipo della maturazione. Grazie all’aumento delle superfici, ma anche alla maggior pezzatura media dei tuberi, si è verificato un incremento della produzione: le rese medie si sono attestate sui 300 quintali ad ettaro. Al contrario, nelle zone di alta quota la coltura ha registrato una scarsa produzione a causa delle violente grandinate di fine Luglio e di inizio Agosto che hanno distrutto completamente la parte aerea della pianta debilitando completamente l’attività vegetativa.
“Questa coltura – spiega Gabriele Chistè, tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico - pur non essendo importante nel sistema economico provinciale, rappresenta per alcune zone a vocazione tradizionale un’importante fonte di reddito aziendale. Attraverso l’organizzazione in consorzi e cooperative la produzione di patate di montagna del Trentino viene valorizzata e promossa, riscuotendo da parte degli utilizzatori l’apprezzamento di prodotto di nicchia legato a un particolare territorio”.
Attualmente la campagna di commercializzazione è in fase di pieno svolgimento: ha infatti preso il via a metà Settembre ed è in programma fino alla metà di Aprile. La produzione di patate trentine commercializzata dalle strutture cooperative e da privati è ottenuta seguendo il disciplinare di produzione integrata dell’APOT. Inoltre in Provincia sono prodotte patate biologiche certificate che vengono prevalentemente utilizzate nelle mense scolastiche. Infine, da ricordare che la Fondazione Mach effettua un servizio di consulenza con attività di sperimentazione e dimostrative anche per i produttori bio di questo comparto.
Fonte: Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach



















