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Pomodoro, innesto sempre più strategico: resa, qualità e difesa dal ToBRFV
Diffusione in crescita a livello globale. In Italia adozione quasi totale nelle serre mid-tech

L’innesto del pomodoro si conferma una tecnica sempre più centrale per affrontare le sfide produttive e fitosanitarie della coltura. Non più solo una pratica agronomica, ma una leva strategica per garantire continuità produttiva, qualità e competitività.
Alla base della diffusione dei programmi di innesto c’è una combinazione di vantaggi chiave: crescita costante, uniformità di pezzatura, elevato vigore e maggiore resistenza alle malattie. L’integrazione tra portinnesto e nesto consente infatti di ottenere piante più equilibrate e performanti, capaci di esprimere il proprio potenziale anche in condizioni difficili.
I programmi di innesto offrono ai coltivatori la possibilità di combinare la migliore protezione radicale e della pianta. In un contesto caratterizzato da crescenti pressioni biotiche e abiotiche, una protezione completa — dalle radici fino al frutto — è fondamentale per salvaguardare resa e qualità.
"Nelle serre high-tech del Benelux, oltre il 95% dei nostri coltivatori utilizza programmi di innesto perché fornisce il vigore e la protezione che cercano", ha affermato Mark Versluis, Product Specialist per pomodori da serra high-tech nel nord-ovest Europa.
La tecnica è ormai consolidata nelle principali aree serricole. In Spagna, Messico e Turchia le serre mid-tech fanno ampio ricorso all’innesto e la sua diffusione è in crescita. In Italia, circa il 40% delle superfici in serre passive è innestato, mentre nelle strutture attive mid-tech l’adozione è quasi totale.
Un’evoluzione che risponde alle esigenze di agricoltori e vivaisti: disporre di piante sane, uniformi e produttive, in grado di affrontare le problematiche fitosanitarie e soddisfare gli standard qualitativi del mercato.

Piante sane fin dall’inizio
Avere piante sane dall'inizio alla fine della stagione aiuta ad ottenere migliori performance. "Utilizziamo programmi di innesto da circa 25 anni in Spagna. Il 90% della coltivazione ad Almeria li impiega", ha spiegato Rafael Salinas, Product Specialist per il pomodoro in Spagna. "Gli agricoltori hanno iniziato a usarlo come elemento ulteriore per la protezione delle colture e successivamente hanno aggiunto crescita uniforme, uniformità di pezzatura e alto vigore come requisiti".
I benefici dell’innesto si traducono in una maggiore resilienza della coltura lungo tutto il ciclo. Tra i principali vantaggi: tolleranza agli stress, resistenza alle malattie del suolo, cicli colturali prolungati, maggiore potenziale produttivo e qualità costante del prodotto.
"Quando si parla di portinnesto, in realtà, si parla di resa", ha affermato Arthur van Marrewijk, Product Specialist per serre high-tech. "E abbiamo visto in prove indipendenti che i nostri portinnesti stanno davvero performando in modo competitivo".
Difesa integrata dalla radice al frutto
La protezione della coltura passa sempre più dal sistema radicale. Patogeni come Fusarium o altre malattie possono compromettere seriamente le produzioni, rendendo indispensabile un approccio preventivo.
"Nella produzione di pomodoro innestato a ciclo lungo, gli agricoltori danno priorità alla garanzia di piante sane e resa commerciabile, mentre i vivaisti richiedono alti tassi di piante utilizzabili e compatibilità con un'ampia gamma di nesti", ha affermato Tolga Akinci, Product Specialist Manager in Turchia. In questo scenario, i portinnesti giocano un ruolo chiave grazie alla loro capacità di offrire resistenze a diverse malattie del suolo, come verticillosi (HR), fusarium (HR) e marciume radicale suberoso (IR), contribuendo alla stabilità produttiva.

La sfida del ToBRFV
Particolare attenzione è oggi rivolta al Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV), tra le principali minacce per il pomodoro. Essendo un virus sistemico, una volta entrato nella pianta si diffonde rapidamente, rendendo necessario proteggere l’intera struttura vegetale.
Nel caso di malattie emergenti come il ToBRFV, l’utilizzo combinato di portinnesto e nesto con resistenza può offrire un vantaggio concreto, contribuendo a preservare il potenziale produttivo.
"Ora, con la resistenza al ToBRFV, è davvero interessante", ha affermato Peter Schleicher, Germplasm Developer Tomato Specialties. "Le persone stanno iniziando a parlare di cosa succede nelle radici e comprendono meglio l'interazione tra le radici e le parti superiori della pianta".
Anche in Italia sono disponibili portinnesti con differenti livelli di vigore e resistenza al ToBRFV, tra cui Armour, Honor e Kronosor, adattabili a diverse condizioni di coltivazione. Scopri di più qui: (Clicca qui)
“Il portainnesto offre un aiuto nei confronti delle malattie trasmesse dal suolo e garantisce migliori performances varietali. I differenti livelli di vigoria offerti in gamma permettono di adattarsi alle differenti necessità dell’agricoltore: che sia ciclo lungo o breve, terreno o substrato e in funzione delle caratteristiche del nesto. Questo in modo da massimizzare l’efficienza e il risultato della coltivazione”. Daniele Montesi, Product Specialist Pomodoro Italia. In un contesto sempre più complesso, l’innesto si conferma una tecnologia imprescindibile per il pomodoro moderno, capace di coniugare produttività, qualità e sostenibilità.


















