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Banane, il boom silenzioso dell’ortofrutta
Vendite in crescita costante nonostante scaffali invariati. Segmentazione stabile e percepibile con equilibrio tra brand del fornitore e Mdd

Dopo alcuni anni di crescita costante dei consumi, per una categoria che riveste un ruolo di primo piano nel reparto ortofrutta, si può ormai parlare di un vero e proprio “fenomeno banane”. L’aumento si registra a parità di condizioni, come emerge dalla rilevazione condotta sugli stessi sei punti vendita della piazza di Reggio Emilia: un dato che suggerisce come sia il consumatore a eleggere la banana a frutto di riferimento nelle proprie scelte d’acquisto.
Assortimenti e spazi espositivi risultano sostanzialmente invariati da un anno all’altro, confermando che la leva determinante non è l’ampiezza dell’offerta, bensì la qualità del prodotto, in particolare per quanto riguarda integrità e grado di maturazione.
Da segnalare, l’aumento della presenza di brand dei fornitori e la conferma del vassoio come principale modalità di vendita.

Assortimenti asciutti e stabili dl 2025, Coop spicca per numerica
Nei sei punti vendita analizzati, la numerica si conferma contenuta e stabile rispetto allo stesso periodo del 2025. Coop si distingue per l’assortimento più ampio, con 6 referenze, mentre Eurospin presenta l’offerta più essenziale, limitata a 2 referenze; le altre insegne si collocano in una fascia intermedia, con 3-4 proposte.
Sul fronte promozionale, nel 2026 l’attività risulta contenuta, coinvolgendo complessivamente tre referenze.

Spazio espositivo: metà dei negozi lo mantiene costante, Esselunga ed Eurospar aumentano, Coop restringe
Per quanto riguarda lo spazio espositivo, tre insegne mostrano una sostanziale stabilità: Conad ed Eurospin mantengono superfici simili tra loro, mentre Lidl conferma un’area più contenuta. Coop continua ad assegnare lo spazio maggiore, coerentemente con una numerica più ampia, seppur in lieve flessione, segnale di una razionalizzazione dell’esposizione. Al contrario, Esselunga ed Eurospar registrano un incremento dello spazio dedicato rispetto al 2025.
Una nota doverosa riguarda lo stato di maturazione dei frutti: nei medesimi banchi abbiamo rilevato sia banane molto gialle sia esemplari decisamente verdi. Un’evidenza che segnala una evidente polarizzazione della domanda: da un lato consumatori che prediligono frutti già maturi, pronti al consumo immediato o quasi; dall’altro clienti che ricercano banane più acerbe, da consumare nell’arco della settimana o, in alcuni casi, anche nell’immediato. L’importante è gestire i frutti in modo adeguato, soprattutto quelli maturi, perché le manipolazioni eccessive fanno tracollare la qualità estetica del prodotto.

Crescita incontrastata delle vendite a parità di assortimenti e spazi
A fronte di una sostanziale stabilità di numeriche assortimentali e spazi espositivi, la categoria registra una crescita consolidata da diversi anni: +8,5% nel 2023, +3,4% nel 2024 e +7,3% nel 2025. I trend di vendita a volume di ipermercati e supermercati negli ultimi tre anni evidenziano infatti un’accelerazione rispetto al triennio precedente, quando l’incremento era comunque presente, ma più modesto.
Il dato di gennaio 2026, con un ulteriore +6,7% a volume, rafforza l’idea che il potenziale di consumo non abbia ancora raggiunto il proprio punto di saturazione.
A livello nazionale, le banane rappresentano la prima categoria del reparto a volume e la seconda a valore, in termini di incidenza sulle vendite. Questo significa che anche una variazione percentuale contenuta genera un impatto molto rilevante in termini assoluti.
È proprio questa leva dimensionale a rendere la categoria strategica: ogni punto di crescita (o di flessione) incide in modo significativo sul conto economico del reparto, imponendo quindi un livello di attenzione gestionale particolarmente elevato.

Sfuso poche prestazioni e molto spazio, vassoio la confezione che domina. Esselunga fa storia con le banane appese
Anche le modalità di vendita mostrano una sostanziale continuità nel tempo. La banana sfusa è generalmente proposta in un’unica opzione nella maggior parte dei punti vendita, ma in termini di spazio espositivo per referenza siamo al 50% in più rispetto al prodotto in vassoio (0,6mq rispetto a 0,4mq), che però è presente con almeno due referenze, ad eccezione di Eurospin.
Le banane nastrate si trovano nei negozi di dimensioni più grandi; in Esselunga, ad esempio, sono esposte nel tradizionale supporto ad appenderia introdotto già dagli anni ’80: una soluzione che coniuga convenienza e rapidità d’acquisto, riducendo al contempo la manipolazione del prodotto.
Un’ulteriore considerazione riguarda la vendita sfusa quando i frutti sono esposti direttamente nell’imballo secondario, i cosiddetti “cartoni”. In questi casi si è riscontrata la maggiore incidenza di difetti estetici: numerosi segni e ammaccature riconducibili alle ripetute manipolazioni dei clienti, che selezionano i frutti rovistando all’interno delle scatole.
La banana, infatti, pur essendo protetta da una buccia spessa, è uno dei frutti più delicati: urti e sfregamenti tra i caschi provocano un rapido deterioramento dell’aspetto estetico e possono comprometterne anche la qualità complessiva.

Banane bio e convenzionali si contendono lo scaffale
Banane convenzionali e biologiche – che includono anche le referenze fair trade – si dividono spazi e assortimenti, una situazione anomala rispetto alla media delle categorie. Non a caso, l’incidenza delle vendite del biologico nelle banane, insieme ai limoni, è tra le più elevate dell’intero reparto ortofrutta.
Insegne come Coop, Esselunga ed Eurospin mostrano un equilibrio pressoché perfetto, con una ripartizione 50/50 tra convenzionale e bio. In Conad e Lidl prevale invece la banana convenzionale, mentre Eurospar si distingue per un orientamento più marcato verso il biologico. Anche sotto questo profilo, il quadro rimane invariato rispetto al 2025.

Cresce il prodotto a marchio del fornitore grazie a Coop, Esselunga ed Eurospar
Dal punto di vista dei brand, si rileva l’unica variazione significativa rispetto allo scorso anno: cresce infatti la presenza di prodotto a marchio del fornitore, che arriva a rappresentare la metà delle referenze rilevate (contro il 36% del 2025), a scapito della Mdd e delle referenze prive di brand evidenziato
Il nuovo equilibrio è determinato in particolare dalle scelte di Coop ed Esselunga, che eliminano l’unica referenza unbranded inserendone una a marchio del fornitore, e di Eurospar, che sostituisce due referenze Mdd con prodotto branded del fornitore.
Eurospin e Conad mantengono invece un assetto stabile: nel primo caso con una ripartizione 50% Mdd e 50% marchio del fornitore, nel secondo con un equilibrio tra Mdd e prodotto unbranded. Lidl, infine, incrementa l’offerta senza brand, eliminando una referenza a marchio del fornitore.

Prezzi alti per il vassoio, una prestazione percepita e apprezzata
Chiudiamo con l’analisi dei prezzi medi, che non evidenzia scostamenti rilevanti rispetto al 2025, se non un incremento generalizzato di circa 10 centesimi al chilo sulle referenze rilevate, figlio di un equilibrio degli assortimenti più sbilanciato verso marchi del fornitore.
Nella categoria, la variabile che incide maggiormente è la modalità di vendita: il vassoio si posiziona su una media di 3 €/kg, seguito dallo sfuso attorno ai 2 €/kg, mentre le banane nastrate si collocano sotto 1,5 €/kg. Le referenze costose sono quelle biologiche a marchio del fornitore, con prezzi compresi tra 4 e 4,5 €/kg, sia a vassoio sia sfuse e che staccano di misura la media relativa. All’estremo opposto, l’opzione più economica è proposta a 0,99 €/kg, nel formato nastrato a marchio del fornitore.
In quest’ottica, la segmentazione appare chiara e fortemente legata alla tipologia di confezionamento, che protegge il prodotto e ne valorizza la qualità, assolvendo così alla sua funzione principale.



















