Campagna peschicola, partenza lenta ma giugno cambia lo scenario

Produzione e distribuzione si sono confrontate nella diretta IFN di ieri su una stagione che pare più complessa del 2025

Campagna peschicola, partenza lenta ma giugno cambia lo scenario

La campagna peschicola 2026 è partita con il freno a mano tirato. Maggio non ha regalato grandi soddisfazioni, complice un andamento climatico irregolare, tra sbalzi termici, instabilità e qualche evento grandinigeno di troppo. Giugno, invece, sta segnando un cambio di passo: i volumi sono in deciso aumento, i prezzi si stanno progressivamente assestando e la stagione entra ora nella fase più significativa, dentro un quadro europeo che torna su livelli produttivi superiori al 2025 e sostanzialmente in linea con il 2024.

È questo il quadro emerso nella prima parte della diretta social organizzata da IFN e dedicata al comparto pesche e nettarine, che ha riunito alcuni protagonisti della filiera tra produzione e distribuzione. Per la produzione sono intervenuti Ernesto Fornari, direttore generale del Gruppo Apofruit; Marco Eleuteri, amministratore delegato del Consorzio Armonia e titolare dell’Azienda Agricola Eleuteri; e Leonardo Odorizzi, responsabile commerciale de La Grande Bellezza Italiana e presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp. Dalla distribuzione hanno portato il proprio punto di vista Gianluca Sapienza, responsabile acquisti ortofrutta di Ergon, e Lorenzo Trovato, product manager MDD freschissimi e surgelati di CRAI.

,Più volumi in Europa, ma anche più competizione
Ad aprire il confronto è stato il nostro direttore Roberto Della Casa, che ha inquadrato lo scenario partendo dalle stime produttive europee. “Le stime diffuse poche settimane fa indicano un’Europa in crescita del 9%, intorno a 3,4 milioni di tonnellate, con un sostanziale riallineamento ai livelli del 2024”, ha spiegato Della Casa. “I quattro principali Paesi produttori sono tutti in crescita: la Spagna segna un +6% e arriva a 1,5 milioni di tonnellate, l’Italia cresce del 3% superando di poco le 900 mila tonnellate, mentre la Grecia compie un grande balzo dopo un’annata condizionata dal freddo e, con un +24%, torna a pieno potenziale raggiungendo le 755 mila tonnellate. Infine, la Francia registra un +4%, con una produzione superiore alle 225 mila tonnellate, destinata in larga parte al mercato interno”.

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Odorizzi: “Sarà una campagna più complicata”
Leonardo Odorizzi ha evidenziato la complessità di questo inizio campagna. “Quest’anno la stagione si presenta più complicata rispetto alla precedente. Diversi areali sono già stati colpiti da grandinate e, nella fase iniziale, si notano differenze significative tra i calibri. A questo si aggiunge una competizione più accesa, sia in Italia sia all’estero. Per questo occorre lavorare con grande attenzione, mettendo al centro la soddisfazione dei clienti”.

 “Le complessità non ci scoraggiano, forti di una rete che raccoglie produttori di areali differenti”, ha spiegato Odorizzi. “Siamo presenti in Puglia, dove lavoriamo anche al tavolo per il riconoscimento dell’Igp e dove, prima di tutto, abbiamo avviato una mappatura del catasto produttivo delle drupacee. Operiamo poi nel Veronese, dove abbiamo scelto la strategia dell’Igp, che ritengo la strada migliore per rimettere in moto la produzione. Siamo infine attivi anche in Piemonte, dove seguiamo l’innovazione varietale e l’innovazione all’interno delle aziende, a partire dalla protezione delle produzioni”.

Tre territori, quindi, con percorsi differenti, ma tenuti insieme da una stessa visione. “Lavoriamo su tre regioni con tre strategie diverse, ma con una missione condivisa: portare sul mercato frutti il più buoni possibile”, ha aggiunto Odorizzi. 

Fornari: “Recuperiamo volumi dopo un 2025 difficile”
Il tema della variabilità climatica è stato ripreso da Ernesto Fornari, che ha ricordato come il comparto venga da anni particolarmente difficili. “Negli ultimi cinque o sei anni le campagne sono state controverse, sia dal punto di vista delle quantità sia della qualità”, ha osservato Fornari. “Il clima sta mettendo sotto pressione le produzioni e lo scorso anno abbiamo avuto problemi legati ad ammanchi produttivi importanti. Quest’anno, invece, registriamo un recupero significativo dei volumi, soprattutto in Emilia-Romagna, che per noi resta il cuore produttivo”.

Per Apofruit, la campagna 2026 si annuncia quindi in ripresa, con un aumento dei quantitativi disponibili e una maggiore articolazione degli areali. “Le stime ci indicano un recupero superiore ai 20 punti percentuali in Emilia-Romagna, quindi anche oltre la media regionale, che si attesta intorno al 15%”, ha proseguito Fornari. “In Puglia, che rappresenta circa il 35% della nostra produzione e negli ultimi anni ci ha dato soddisfazioni, prevediamo un andamento regolare. Inoltre abbiamo iniziato a lavorare anche sull’areale casertano, in un’ottica di differenziazione rispetto ai problemi legati al cambiamento climatico, valorizzando una zona storica e di grande potenziale”.

Il salto rispetto al 2025 sarà significativo. “Passeremo dai circa 140 mila quintali dello scorso anno a una produzione attesa intorno ai 180 mila quintali, composta per il 70% da nettarine e per la parte restante da pesche gialle”, ha precisato Fornari. “La finestra commerciale va indicativamente dal 15-20 maggio al 15-20 settembre. Le criticità non mancano, tra patogeni e strumenti di difesa sempre più limitati, ma almeno guardando al percorso sulle Tea, arrivano segnali incoraggianti per il settore”.

Eleuteri: “Pesche piatte premium mostrano consumi in crescita”
Marco Eleuteri, ha poi inquadrato la stagione per il comparto delle platicarpe: “La nostra azienda sta registrando un aumento dei quantitativi, legato però soprattutto ai nuovi impianti che stiamo mettendo in produzione”, ha spiegato Eleuteri. “La fioritura è stata regolare, non abbiamo avuto danni da acqua e la produzione procede in modo ordinato sia per quantità sia per qualità”.

Lo sguardo si allarga poi alla Spagna, competitor diretto dell’Italia nella fase centrale della campagna. “Per quanto riguarda la penisola iberica, la prima parte della campagna si concentra nella regione di Murcia, che si sta avviando alla fase finale”, ha dichiarato. “Qui abbiamo registrato quantitativi in crescita rispetto al 2025. Ora sta iniziando la stagione negli areali settentrionali, in particolare in Catalogna, e anche lì le previsioni indicano un aumento delle quantità prodotte”.

Sul mercato, però, Eleuteri invita a distinguere tra segmenti e posizionamenti. “Ci sono mercati che sembrano accusare una fase di rallentamento, ma per quanto riguarda noi, che abbiamo sempre seguito una politica di posizionamento premium, notiamo consumi abbastanza regolari”, ha sottolineato. “Fino al 15 giugno abbiamo registrato un incremento superiore al 10% a volume. Non ci attendiamo particolari difficoltà: abbiamo una produzione scalare e vendite programmate, quindi al momento non avvertiamo una problematica significativa”.

Consumi: “Il valore cresce, ma i volumi restano deboli”
Il nodo dei consumi resta però centrale. Della Casa ha ricordato come pesche e nettarine vengano da un periodo lungo di difficoltà sul fronte dei volumi. “Il quadro dei consumi a volume non è eclatante già da diverso tempo”, ha osservato. “Nel corso degli anni non è migliorato e nel 2025 siamo sotto quota 80 rispetto ai consumi del 2017. È vero che i prezzi sono cresciuti in modo significativo, nell’ordine di oltre 30 punti in cinque anni, ma questo non significa automaticamente maggiore marginalità: buona parte del valore è stata assorbita dall’aumento dei costi dei produttori e dell’intera filiera”.

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Anche l’avvio della campagna 2026, secondo Della Casa, va letto con prudenza. “Guardando il progressivo di questa campagna, il confezionato risulta in ritardo, mentre lo sfuso mostra solo un debolissimo aumento”, ha aggiunto. “Siamo quindi davanti a una fase ancora interlocutoria, in cui l’aumento dell’offerta dovrà misurarsi con la reale capacità della domanda di assorbire i volumi”.

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Trovato: “Il clima ha influenzato questo inizio campagna”
Dal lato della distribuzione, Lorenzo Trovato ha confermato una partenza non brillante, ma ha ricondotto le performance iniziali anche al clima di maggio. “Noi presidiamo il mercato con una buona ramificazione tra Nord Est, Nord Ovest e Sardegna”, ha spiegato Trovato. “Nel 2025 la campagna aveva dato un risultato economico soddisfacente, ma allo stesso tempo aveva registrato un calo dei volumi venduti. Questo era stato determinato inizialmente da una disponibilità limitata di prodotto, esitato a prezzi sostenuti”.

Nel 2026 il cambio di passo sembra arrivato solo con l’ingresso più deciso del prodotto nazionale. “In questo primo scorcio di campagna i segnali vanno interpretati e contestualizzati”, ha proseguito. “Le performance fino a oggi non sono state strabilianti, ma maggio è stato un mese con parecchi alti e bassi climatici. Da un paio di settimane i volumi di prodotto nazionale sono decisamente aumentati e si è assistito a un assestamento dei prezzi”.

Per Trovato, più che di semplice contrazione della domanda, bisogna parlare di consumi più selettivi. “A mio avviso non stiamo assistendo soltanto a una riduzione dei consumi, ma a un consumo più selettivo”, ha evidenziato. “Dai dati emerge un consumatore sempre più alla ricerca di un prodotto buono, saporito e affidabile. Compra magari meno, ma meglio, ed è molto sensibile anche al tema degli scarti”.

Sapienza: “La campagna è ancora lunga”
Anche Gianluca Sapienza ha confermato una partenza prudente, senza però trarre conclusioni definitive. “Non posso che confermare i dati nazionali”, ha dichiarato Sapienza. “La prima parte della campagna è partita in sordina, con una contrazione dei volumi causata dal gradiente inflazionistico e dai cambiamenti climatici. Rispetto al 2025 siamo tutto sommato in linea, ma ci troviamo ancora in una fase iniziale e tirare le somme adesso sarebbe riduttivo”.

Per Ergon, la seconda parte della stagione potrà ancora cambiare il bilancio della categoria, soprattutto negli areali meridionali. “La campagna è lunga e in Sicilia, per fortuna, le estati arrivano fino a ottobre”, ha aggiunto Sapienza. “C’è ancora tempo per migliorare la situazione. Le categorie che fanno da traino sono nettarine e platicarpe. Ora vedremo se, nella seconda parte della stagione, le nostre due Igp siciliane, Leonforte e Pesca di Bivona, riusciranno a dare una mano a migliorare la performance della categoria”.

La diretta ha poi approfondito i temi di carattere strategico della categoria che approfondiremo nelle prossime edizioni. (lg)