Angurie, l’innovazione spinge assortimenti e valore

I temi saranno al centro della diretta IFN che andrà in onda sui canali social mercoledì 29 luglio alle ore 11

Angurie, l’innovazione spinge assortimenti e valore

L’anguria è la protagonista della categoria del mese di luglio del Monitor Ortofrutta di Agroter. Un prodotto simbolo dell’estate che negli ultimi anni ha cambiato passo: dal 2021 il prezzo medio al consumo è cresciuto di oltre 30 punti, ma gli acquisti hanno continuato a mantenersi su livelli elevati, sostenuti dal rinnovamento dell’offerta, dalle nuove tipologie e dalla crescita del discount. Sul fronte produttivo, l’aumento delle superfici e della produzione italiana apre nuove sfide per il comparto, chiamato a trovare un equilibrio tra disponibilità, qualità, calendario commerciale e variabili climatiche.

Sarà proprio l’anguria la categoria al centro della prossima Diretta IFN, in programma mercoledì 29 luglio alle ore 11.00 sui canali social di Italiafruit News. Prezzi, consumi, superfici, export, stagionalità e prospettive future saranno i temi del confronto tra produzione e distribuzione.

Parteciperanno per la produzione Bruno Francescon, Presidente del Consorzio Perla Nera. Matteo Testa, Direttore commerciale di San Lidano e Luciano Trentini, Direttore del Consorzio Dolce Passione. Per il miglioramento genetico Marco Landi, Area Manager centro e sud Italia Cora Seeds. Infine, per la distribuzione Diego Cloni, Responsabile ortofrutta di Carrefour, e Simone Chiadroni, Buyer ortofrutta, frutta e frutta secca di CE.DI. GROS Scarl.

Vi aspettiamo mercoledì 29 luglio alle ore 11.00 sui canali social di Italiafruit News.

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Nelle rilevazioni di luglio di Italiafruit News non poteva mancare un focus sulle angurie, frutto simbolo dell’estate. Nel campione costante di sei punti vendita monitorati da tre anni a Reggio Emilia, il confronto tra le diverse annate restituisce l’immagine di una categoria dinamica, in buona salute e con ulteriori margini di crescita.
Gli assortimenti si ampliano e si orientano sempre più verso vaschette, fette e pezzature ridotte. Cresce anche la presenza dei marchi dei fornitori, mentre midi e baby contribuiscono a ottimizzare gli spazi espositivi e a sostenere la valorizzazione della categoria.

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Gli assortimenti di angurie crescono grazie al prodotto servizio
L’evoluzione della categoria passa sempre più dal prodotto servizio, ma interessa anche l’anguria intera, confermando un forte dinamismo sul fronte dell’innovazione.
Nel campione di punti vendita monitorato negli ultimi tre anni, il numero medio di referenze è salito dalle 6 del 2024 a oltre 8 nel 2026, con un’accelerazione particolarmente marcata nell’ultimo anno. A trainare la crescita rispetto al 2025 sono soprattutto le proposte di anguria tagliata in vaschetta, sostenute in particolare da Esselunga e Conad. La loro incidenza sul totale delle referenze rilevate è così raddoppiata, passando dal 10-11% degli anni precedenti al 22% del 2026.
L’ampliamento dell’offerta di angurie a fette era invece già iniziato nel 2025, soprattutto grazie al contributo di Coop. Dopo essere salita dal 19% del 2024 al 26% del 2025, la quota di referenze del segmento è leggermente diminuita nel 2026, attestandosi al 24%.
Nell’ultimo anno è cresciuto anche il numero di proposte di angurie intere, grazie soprattutto alle scelte assortimentali di Conad ed Esselunga. La loro incidenza sul totale continua tuttavia a ridursi, pur rimanendo la modalità di vendita più diffusa, con una quota del 55%.

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Le tipologie con grandi pezzature sono stabili, largo alle angurie midi e baby
Il mercato si orienta sempre più verso soluzioni convenience, come dimostra la crescente presenza negli assortimenti di angurie in vaschetta e a fette, pensate per facilitare l’acquisto, il trasporto e la conservazione da parte del cliente. Proprio le dimensioni e la difficoltà di gestione del prodotto rappresentano infatti una delle principali criticità della categoria al momento della scelta nel punto vendita. La stessa esigenza emerge osservando l’evoluzione dell’offerta di angurie intere. Il dinamismo in questi tre anni si osserva nelle pezzature intermedie, come le midi, e quelle più piccole, come le baby, mentre i frutti di maggiori dimensioni mantengono negli anni una presenza stabile ma marginale nei negozi rilevati.
L’aumento delle proposte di piccolo e medio formato appare tuttavia più graduale di quanto ci si potrebbe attendere, considerando che difficoltà di trasporto e conservazione, oltre all’elevata battuta di cassa del frutto intero, sono criticità frequentemente indicate dai consumatori.
A livello di insegna, la continua crescita delle midi è evidente in Conad, mentre Esselunga si distingue per il rafforzamento delle baby a scapito delle angurie grandi. Negli altri negozi prevalgono invece una maggiore stabilità o andamenti discontinui da un anno all’altro.

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Spazio ottimizzato grazie al prodotto servizio e alle nuove tipologie
La maggiore presenza di vaschette, fette e angurie di piccola pezzatura contribuisce a ottimizzare gli spazi espositivi. Si tratta di un risultato significativo per i punti vendita a libero servizio, dove la gestione dello spazio è determinante, soprattutto per una categoria caratterizzata da frutti che, nei formati più grandi, possono superare i 10-12 chili e occupare porzioni importanti del reparto. Le rilevazioni condotte nei tre anni mostrano come, nella media per negozio, l’evoluzione degli assortimenti abbia consentito di contenere lo spazio complessivo occupato e quello medio per referenza (escludendo il prodotto tagliato in vaschetta), nonostante la crescita del numero di proposte. Il risultato è particolarmente rilevante per le angurie intere e a fette, che richiedono le superfici maggiori, rispettivamente nell’esposizione fuori frigo e nel banco refrigerato.
L’ottimizzazione degli spazi appare particolarmente evidente in Coop e nei due discount Lidl ed Eurospin.

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Nel 2026 guidano i marchi dei fornitori
Un elemento particolarmente rilevante, e ancora poco comune nel panorama ortofrutticolo, è la crescente presenza di prodotti a marchio del fornitore. Nel corso dei tre anni, le referenze senza un marchio evidente diminuiscono, mentre la MDD rimane sostanzialmente stabile. A crescere con decisione sono invece i brand dei fornitori, che passano da una media di 2 referenze per punto vendita nel 2024 a 3 nel 2025, fino a raggiungere quota 5 nel 2026.
A sostenere questa evoluzione sono soprattutto le scelte dei punti vendita di maggiori dimensioni, in particolare Coop, Conad ed Esselunga, oltre a Eurospin. La presenza dei marchi dei fornitori aumenta anche in Eurospar e Lidl, sebbene in misura più contenuta.
Si tratta di una dinamica ancora inconsueta nell’ortofrutta, ma che evidenzia interessanti margini di sviluppo. I fornitori più strutturati, capaci di garantire continuità qualitativa e di investire nel tempo nella costruzione di marchi ormai riconosciuti come vere e proprie marche, possono infatti contribuire a rafforzare il valore della categoria e la percezione del prodotto da parte del consumatore.

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Angurie intere: la segmentazione per pezzatura crea valore
Nell’analisi dei prezzi ci siamo concentrati sulle angurie intere, sia perché rappresentano ancora la quota più consistente dell’offerta, sia perché il valore aggiunto del servizio incide inevitabilmente sul prezzo al chilo, rendendo poco significativo il confronto tra prodotti con livelli di lavorazione molto diversi.
L’introduzione di angurie di pezzatura media e piccola contribuisce in modo evidente alla valorizzazione della categoria. Entrambe le tipologie mostrano una presenza crescente e, poiché il prezzo al chilo tende ad aumentare al diminuire delle dimensioni, favoriscono un innalzamento del valore complessivo dell’offerta.
Le angurie di grande pezzatura mantengono nei tre anni un prezzo medio sostanzialmente stabile, mentre il valore massimo rilevato scende nel 2025 e 2026 rispetto al picco di 1,50 euro al chilo registrato nel 2024.
Le midi presentano un posizionamento nettamente superiore e nel 2025 e 2026 superano in media 1,50 euro al chilo. Le baby si collocano su livelli medi analoghi, ma raggiungono picchi più elevati (oltre i 2,5 €/kg) grazie alle referenze biologiche o a marchio del fornitore. Nel segmento midi, invece, il prezzo massimo è riconducibile alla stessa proposta a marchio del fornitore, che mantiene un posizionamento pressoché costante nei tre anni e intorno ai 2€/kg.

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Nel complesso, l’evoluzione degli assortimenti mostra come la categoria stia cercando nuove occasioni di valorizzazione attraverso formati più gestibili, un maggiore contenuto di servizio e una segmentazione più chiara delle pezzature. La crescita di midi, baby e proposte a marchio del fornitore consente di rispondere meglio alle esigenze del consumatore e, allo stesso tempo, di sostenere il valore medio dell’offerta. (aa)