Il bio ritrova spazio nel reparto ortofrutta

Assortimenti in aumento, più spazio espositivo e una maggiore valorizzazione della categoria. Coop con assortimenti record (55 referenze) e tanta IDM, nelle altre insegne prevale la MDD

Il bio ritrova spazio nel reparto ortofrutta

Dopo alcuni anni di assestamento, l’ortofrutta biologica torna a mostrare segnali di vitalità nella Gdo. L’analisi realizzata da Agroter su sei insegne di Reggio Emilia evidenzia nel 2026 un aumento delle referenze, una maggiore disponibilità di spazio a scaffale e una rinnovata attenzione alla categoria. Permangono tuttavia forti differenze tra le insegne, con alcuni distributori che considerano il bio una leva strategica e altri che lo propongono principalmente come servizio al consumatore.

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La media delle referenze proposte dai sei punti vendita sale da 20 a 22 rispetto al 2025. Rimane tuttavia marcato il divario tra le insegne che considerano il biologico una categoria strategica e quelle che lo interpretano principalmente come un servizio al cliente. Coop si conferma nettamente leader con 55 referenze, dieci in più rispetto al 2025, distanziando ampiamente Esselunga, che cresce da 21 a 23 prodotti, e Conad, che scende da 25 a 20. In forte aumento anche Eurospar, che passa da 10 a 16 referenze, avvicinandosi alle insegne di fascia superiore e ampliando il distacco dai discount, rappresentati da Lidl con 10 prodotti ed Eurospin con 8.

Sul fronte promozionale, le iniziative risultano assenti nei discount, mentre Coop raggiunge 11 referenze in offerta, seguita da Esselunga con 5. Conad ed Eurospar si fermano invece a una sola referenza promozionata.

Dal punto di vista delle macrocategorie prevalgono generalmente gli ortaggi, con una media di 12 referenze contro le 10 della frutta. Fanno eccezione Conad, dove l'assortimento è bilanciato tra le due categorie, ed Eurospin, che presenta invece una maggiore incidenza delle referenze ortofrutticole appartenenti al comparto frutticolo.

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Nonostante le vendite e l’incidenza dell’ortofrutta biologica non mostrino particolare sviluppo negli ultimi anni, oltre alla numerica di referenze trattate cresce anche lo spazio dedicato all’ortofrutta biologica, sia in termini assoluti sia come superficie media per referenza rispetto al 2025. L’aumento complessivo è trainato soprattutto dalle insegne che hanno ampliato maggiormente l’assortimento, ovvero Coop ed Eurospar, mentre per quanto riguarda lo spazio medio destinato a ciascuna referenza si distinguono Conad ed Esselunga.

Nel complesso emerge una chiara volontà delle insegne di valorizzare maggiormente la categoria dell’ortofrutta biologica, non solo attraverso l’ampliamento dell’offerta, ma anche mediante una maggiore visibilità e un più ampio spazio espositivo a scaffale.

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Considerando le referenze per categoria, nel complesso delle rilevazioni si osserva una crescita dei pomodori e di diverse altre orticole. Nel comparto della frutta i movimenti sono più contenuti, ma spicca in particolare il kiwi, che passa da 2 a 9 referenze. Un incremento molto significativo, probabilmente legato sia a una maggiore disponibilità di prodotto sia a un’evoluzione dell’offerta proposta dalle aziende produttrici.
Interessante anche l’aumento delle referenze dei frutti di bosco che, pur mostrando una dinamica positiva, non appare ancora del tutto allineato al forte sviluppo delle vendite registrato dalla categoria nel suo complesso. Una situazione analoga si osserva anche per l’avocado, la cui presenza a scaffale cresce in misura contenuta rispetto al dinamismo del mercato. 

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A livello di marca, prevale la MDD, che raggiunge una media di 13 referenze contro le 9 a marchio del fornitore. È tuttavia quest’ultima a mostrare la dinamica più vivace, con un incremento medio di due referenze rispetto al 2025, contro la crescita di una sola referenza della MDD. Di conseguenza, il divario tra le due tipologie di marchio tende a ridursi.

Tuttavia, il peso del marchio del fornitore risulta particolarmente rilevante in Coop (dove si assiste a una netta crescita) e, in misura minore, in Conad, mentre nella maggior parte delle insegne prevale una strategia fortemente orientata alla marca del distributore. Non a caso, fatta eccezione per Coop, è proprio la MDD a registrare gli incrementi più significativi rispetto al 2025 nelle altre insegne.

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L’analisi dei prezzi evidenzia un lieve incremento delle medie nel 2026 rispetto all’anno precedente: la frutta supera i 7 euro al chilo, mentre la verdura si avvicina ai 6,8 euro al chilo. Si tratta di valori elevati, considerando l’euro-chilo medio dell’ortofrutta, ma che nascondono un’elevata variabilità tra le diverse categorie, soprattutto nel caso della frutta.

I livelli di prezzo più elevati sono sempre per prodotti a marchio del fornitore. Si registrano, in entrambi gli anni, nei frutti di bosco, che nel comparto della frutta si avvicinano ai 30 euro al chilo. Tra gli ortaggi, invece, i picchi interessano categorie stagionali: nel 2025 i fagiolini arrivano a circa 15 euro al chilo, mentre nel 2026 gli asparagi toccano i 20 euro al chilo.

Nel complesso, la fotografia del 2026 restituisce un comparto biologico che, pur lontano dalle dinamiche espansive di alcuni anni fa, sembra aver ritrovato una propria centralità all’interno del reparto ortofrutta. L’aumento delle referenze, la crescita degli spazi espositivi e il ritorno di alcune categorie particolarmente dinamiche, come il kiwi e i frutti di bosco, indicano una maggiore attenzione delle insegne verso il bio. Rimangono tuttavia strategie molto differenti tra distributori che investono nella categoria e altri che mantengono un presidio più limitato. L’obiettivo dei prossimi anni sarà trasformare questo rinnovato interesse in una crescita strutturale dei consumi, valorizzando assortimento, identità di marca e capacità di intercettare le nuove esigenze del consumatore. (gm)