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Ortofrutta, Spagna meno brillante nell'interscambio con l'Italia: agrumi e fragole frenano l’export
Il vantaggio commerciale di Madrid resta netto, ma il calo di alcune produzioni storiche e la crescita dei flussi italiani segnalano un cambio di passo nei rapporti bilaterali

Negli ultimi anni le relazioni commerciali tra Spagna e Italia nel settore ortofrutticolo sono rimaste caratterizzate da un saldo generalmente favorevole alla Spagna. Il mercato italiano rappresenta infatti il 6% delle esportazioni ortofrutticole spagnole, posizionandosi come sesta destinazione per Madrid. Per l’Italia, invece, la Spagna assorbe il 5% dell’export ortofrutticolo nazionale, collocandosi al quarto posto tra i mercati di sbocco.
Il quadro cambia ulteriormente se si guarda alle importazioni. La Spagna è oggi il principale fornitore ortofrutticolo dell’Italia, con una quota del 21% in volume, pari a 617.674 tonnellate, e del 27% in valore. Nel 2025 le vendite spagnole verso il nostro Paese hanno sfiorato il miliardo di euro. Sul fronte opposto, l’Italia pesa per il 5% sulle importazioni ortofrutticole spagnole, con un valore di 257 milioni di euro, posizionandosi al sesto posto tra i Paesi fornitori.
Dopo la pandemia calano le spedizioni spagnole verso l’Italia
L’analisi dei dati dell’ultimo decennio, riferita in particolare ai primi quattro mesi dell’anno, evidenzia però una tendenza significativa. Secondo i dati Datacomex del Ministero del Commercio spagnolo, dall’inizio della pandemia le esportazioni spagnole verso l’Italia hanno registrato una flessione evidente, mentre quelle italiane verso la Spagna mostrano un lieve incremento.

Il rallentamento riguarda soprattutto alcune categorie storicamente centrali negli scambi tra i due Paesi. Nel comparto orticolo, fatta eccezione per le patate e, in misura più contenuta, per le melanzane, la maggior parte dei prodotti spagnoli esportati in Italia risulta in calo. Una dinamica che può essere letta in più modi: da un lato una possibile maggiore attenzione della Spagna verso altri mercati, dall’altro lo sviluppo della produzione italiana in serra, oggi più strutturata rispetto al passato.

Agrumi e fragole, cali ormai strutturali
Ancora più marcata appare la contrazione sul fronte della frutta. In questo caso le riduzioni più rilevanti riguardano agrumi e fragole, due prodotti per i quali il calo sembra avere una natura strutturale più che congiunturale.

Per gli agrumi, la flessione delle spedizioni verso l’Italia si inserisce in una tendenza più ampia: negli ultimi anni l’export totale spagnolo è sceso da 3,55 milioni a 3,02 milioni di tonnellate. Parallelamente, la Spagna sembra aver orientato una quota maggiore delle proprie forniture verso i mercati dell’Europa centrale.
Anche per le fragole il ridimensionamento è legato a trasformazioni profonde della base produttiva. Nella regione di Huelva, cuore della fragolicoltura spagnola, le superfici dedicate alla fragola si sono progressivamente ridotte a favore dei mirtilli. Non a caso proprio i mirtilli figurano tra i prodotti che hanno registrato una delle crescite più consistenti nelle esportazioni spagnole verso l’Italia.
Per gli altri prodotti frutticoli, le oscillazioni possono essere almeno in parte legate alla stagionalità e all’andamento delle singole campagne, ma per agrumi e fragole il trend appare più consolidato.
Mele e kiwi italiani sempre più presenti in Spagna
Guardando invece alle importazioni spagnole dall’Italia, emerge il peso di alcune produzioni chiave. Negli ultimi cinque anni, due prodotti in particolare hanno rappresentato una quota molto rilevante degli acquisti spagnoli dall’Italia: mele e kiwi, che insieme coprono circa l’85% del totale.

Si tratta di due categorie con una presenza ormai consolidata nel mercato spagnolo. Le mele italiane, in particolare, occupano da tempo uno spazio stabile sugli scaffali della distribuzione spagnola, dove alcuni marchi risultano già riconoscibili da una parte significativa dei consumatori.
Saldo ancora spagnolo, ma il vantaggio si assottiglia
Nel complesso, la bilancia commerciale ortofrutticola tra Spagna e Italia resta favorevole a Madrid. Tuttavia, i dati mostrano una Spagna meno dinamica rispetto al passato nelle vendite verso il nostro Paese, mentre l’Italia continua a guadagnare lentamente spazio sul mercato spagnolo.
L’analisi dei primi quattro mesi del 2026 conferma quindi la tendenza emersa nell’ultimo decennio. Per capire se questo riequilibrio proseguirà anche nei prossimi mesi sarà però necessario attendere l’evoluzione della campagna e il consolidamento dei dati annuali. (gm)




