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Frutti di bosco, lo scaffale si fa più ricco e più “firmato”
Crescono assortimento, origine italiana, Mdd e marche dei fornitori. Lo spazio non aumenta allo stesso ritmo e sale la densità espositiva

I frutti di bosco continuano a evolvere sugli scaffali della Gdo, sostenuti da una domanda che mantiene ritmi di crescita molto elevati. A confermarlo è la rilevazione realizzata a inizio settembre nella piazza di Reggio Emilia su sei insegne, mettendo a confronto l’offerta 2026 con quella osservata nel 2025.
Il dato più evidente è l’ampliamento dell’assortimento, accompagnato da una maggiore presenza del prodotto italiano e da un rafforzamento dei marchi: crescono sia la Mdd sia le referenze a marca del fornitore. Lo spazio espositivo, però, non aumenta allo stesso ritmo, con una conseguente maggiore densità a scaffale.

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Cresce la numerica media trattata, traina sempre il mirtillo
Il primo elemento che emerge è l’ampliamento dell’assortimento in quattro negozi su sei. Coop e Conad passano entrambe da 6 a 8 referenze, Lidl raddoppia da 2 a 4 prodotti ed Eurospin sale da 4 a 5. Esselunga resta stabile a 7 referenze, mentre Eurospar si muove in controtendenza, scendendo da 8 a 7. I mirtilli si confermano il prodotto più diffuso e numericamente più rilevante e rimane la famiglia di referenze in cui avvengono i principali inserimenti rispetto all’anno scorso.
Le modalità espositive evidenziano approcci differenti. Coop, Conad e Despar, oltre a proporre gli assortimenti più profondi, utilizzano isole refrigerate orizzontali, una soluzione che aumenta la visibilità e l’attrattività della categoria. Despar adotta inoltre una doppia esposizione, affiancando all’isola anche il murale refrigerato. Negli altri punti vendita prevale invece una gestione più razionalizzata, concentrata sul murale refrigerato. A livello di grammature, pochi movimenti degni di nota tra il 2025 e il 2026, con un piccolo ritorno ai formati 125 grammi e un aumento dell’incidenza per il 200 grammi.

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Più spazio dedicato, ma aumenta la densità espositiva
In generale, non emerge una stretta correlazione tra il numero di referenze gestite e lo spazio complessivamente assegnato alla categoria. Coop e Conad, che ampliano l’assortimento rispetto al 2025, aumentano anche la superficie espositiva dedicata. Lidl ed Eurospin, pur introducendo più referenze, seguono invece una logica di maggiore ottimizzazione, gestendo un’offerta più ampia in uno spazio sostanzialmente stabile o inferiore rispetto all’anno precedente. Per Esselunga ed Eurospar, infine, la superficie complessiva registra una lieve flessione, comunque non particolarmente significativa.
La maggiore densità espositiva emerge soprattutto osservando lo spazio medio per referenza, in diminuzione rispetto al 2025 e in particolare nel format discount. In altre parole, i frutti di bosco conquistano soprattutto profondità assortimentale più che metri quadrati: lo scaffale diventa più ricco, ma anche più affollato, rendendo sempre più importanti la selezione delle referenze, la leggibilità dell’offerta e la visibilità della categoria all’interno del reparto.

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Il prodotto italiano raddoppia la sua presenza
Nel computo delle referenze, l’origine resta una variabile importante. Nei frutti di bosco, però, il consumatore tende spesso a privilegiare caratteristiche organolettiche, freschezza e qualità complessiva, mostrando una minore rigidità sull’italianità rispetto ad altre categorie. Ciò non toglie che l’origine nazionale mantenga un forte valore percepito e continui quindi a rappresentare un’area di lavoro importante per i retailer.
Anche i numeri della rilevazione mostrano un’evoluzione in questa direzione. Il prodotto estero continua a prevalere, con una presenza significativa di referenze provenienti dalla Polonia in entrambi gli anni, ma nel 2026 il prodotto italiano raddoppia quasi la propria presenza, passando da 1,3 a 2,5 referenze medie per negozio. Parallelamente, le referenze di origine estera registrano una lieve flessione, da 4,2 a 4. La crescita dell’italianità è inoltre piuttosto diffusa: quattro insegne su sei aumentano il numero di referenze italiane, mentre nelle altre due la presenza rimane stabile. Un segnale che, pur all’interno di una categoria fortemente internazionale, l’origine nazionale sta progressivamente guadagnando spazio nell’assortimento.

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Crescono anche Mdd e marchi dei fornitori
Nei frutti di bosco il prodotto è interamente confezionato, una caratteristica che facilita la comunicazione a scaffale e rende più immediato l’utilizzo del brand. Anche sotto questo profilo emerge un’evoluzione significativa: nel 2026 le referenze con un marchio evidenziato superano quelle anonime, ribaltando la situazione osservata nel 2025.
La Mdd raggiunge una media di 3 referenze per punto vendita, in crescita rispetto alle 2,2 dell’anno precedente. Aumenta anche il peso della marca del fornitore, quasi assente nel 2025 e salita a 1,2 referenze medie nel 2026. Parallelamente, le referenze senza brand evidenziato scendono da 3,2 a 2,3. L’avanzata dei prodotti a marchio è sostenuta soprattutto da Eurospar sul fronte Mdd e da Coop per quanto riguarda la marca del fornitore. Nel complesso, il dato suggerisce una categoria che sta progressivamente abbandonando una logica più anonima per costruire un’offerta maggiormente riconoscibile e differenziata a scaffale. (ga)


















