Il meglio di IFN
Dal 2025 al 2026: le sfide che restano sul tavolo dell’ortofrutta
I 15 articoli più letti dell’anno raccontano le priorità di un settore in continua trasformazione

Da pochi giorni è iniziato il 2026 e, come da tradizione, l’avvio del nuovo anno è il momento per interrogarsi su ciò che ci attende, alla luce di quanto accaduto nei dodici mesi precedenti. Un esercizio che, per IFN, passa anche dall’analisi degli articoli più letti dalla community nel 2025: un vero e proprio termometro dei temi che hanno segnato l’agenda del settore e che, con ogni probabilità, continueranno a essere centrali anche nei prossimi mesi.
Al primo posto tra gli argomenti di maggiore interesse per i produttori si è collocata senza dubbio la revoca dei prodotti fitosanitari, tema cardine dell’anno anche grazie alla nostra inchiesta data 15 gennaio 2025 “La chimica fitosanitaria scomparirà… e l’ortofrutta?”. Un lavoro che ha messo in evidenza come in Italia sia stato revocato il 75% delle sostanze attive e l’80% degli agrofarmaci nell’arco di mezzo secolo, aprendo un dibattito acceso poi proseguito nei mesi successivi. Dalle difficoltà strutturali di alcuni comparti, come quello pericolo, raccontato in “Non volete più le pere italiane? Ditelo chiaramente”, fino alle criticità emerse con “Fitofarmaci professionali acquistati online: così il patentino è una farsa”, il tema ha accompagnato l’intero anno.

Tra gli articoli più letti non poteva mancare Donald Trump, autentico ciclone del 2025. I dazi introdotti dagli Stati Uniti hanno colpito ampie aree del commercio mondiale, Europa compresa, ma non sempre con gli effetti sperati, soprattutto in ambito agricolo, come analizzato nel nostro approfondimento “Chi di spada ferisce di spada perisce: l’agricoltura USA ostaggio dei dazi”.

Tra i temi clou dell’anno rientra anche l’acquisizione di Carrefour Italia da parte di NewPrinces, una notizia che ha sorpreso molti addetti ai lavori e che è stata riletta nel suo significato strategico nell’editoriale “Da Carrefour al ritorno di GS: visione o utopia?”.

L’attualità del 2025 è stata però segnata anche da numerosi fatti di cronaca, che IFN ha seguito con attenzione. Dai furti nelle aziende agricole, vera piaga in diverse aree del Paese, come raccontato in “Mazzarrone sotto assedio: bande nei vigneti, l’uva si ruba alla luce del sole”, fino al mercato nero dei mezzi agricoli descritto in “Il traffico illecito dei trattori: un mercato nero che vale milioni”. Ovviamente, come non citare le gelate, che negli ultimi anni stanno presentando un conto salato ai nostri produttori e che pure nel 2025 non sono mancate come si evince dal pezzo “06.00: in diretta dai campi, questa mattina l'Italia è sottozero”.

Accanto a questi temi, non sono passati inosservati gli approfondimenti sul mondo dei social, che hanno offerto uno spaccato sull’evoluzione della comunicazione ortofrutticola, tra criticità ed esempi virtuosi. Tra questi, il caso raccontato in “La rivoluzione delle mele: Kissabel guida il boom della ‘mela fragola’”.

Come da tradizione, uno dei punti di forza della testata è rimasto l’approccio analitico a 360 gradi sul settore. Ne è un esempio la “categoria del mese”, rubrica che analizza i principali indicatori di una categoria, per l’appunto, approfonditi poi nella diretta IFN con il confronto fra produttori e Gdo, come nel caso di “Kiwi, il giallo spinge i prezzi ma pesa il calo dei volumi”, che ha confermato l’attenzione su una categoria particolarmente dinamica. Ottimi riscontri anche per le analisi sui punti vendita, specialità di IFN, come “Che fine hanno fatto le albicocche a buccia rossa?”, capaci di fotografare le strategie della Gdo in tempo reale.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai focus sull’estero, fondamentali per comprendere le dinamiche dei mercati di destinazione e dei Paesi competitor, come nel caso di “Marocco, il nuovo motore ortofrutticolo del Mediterraneo: l’export vale 3,7 miliardi di euro”.

Nell’era della sostenibilità non potevano mancare analisi sul tema, come le conseguenze nefaste legate al Ppwr che abbiamo riportato in “Stop alla plastica: un disastro da 1,5 miliardi di Euro per l’ortofrutta italiana”.

Infine, grande attenzione ha continuato a ricevere la componente tecnico-agronomica, soprattutto in presenza di emergenze dalle potenziali ricadute dirompenti, come illustrato in “La Popillia japonica arriva nei frutteti: pesche divorate prima della raccolta”, o di innovazioni capaci di aprire nuove prospettive per il comparto, come in “Dyson rivoluziona l’agricoltura: raccolti di fragole triplicati nella serra verticale”.

È stato, senza dubbio, un anno ricco di notizie per un settore che evolve rapidamente. Per interpretarne al meglio le trasformazioni, anche nel 2026 IFN continuerà a essere al fianco dei suoi lettori, ogni mattina. Buon 2026 a tutti. (lg)



















