Primo trimestre 2026: export a due velocità tra margini in crescita e volumi in calo

Il comparto segna un +8% a valore

Primo trimestre 2026: export a due velocità tra margini in crescita e volumi in calo

Il primo trimestre 2026 restituisce una fotografia a due velocità del commercio estero ortofrutticolo italiano. Se il bilancio a valore mostra una crescita significativa, trainata da un export capace di generare più ricchezza, sul fronte delle quantità la situazione è differente: il settore registra una contrazione dei volumi complessivi, che trasforma il saldo positivo dell'anno precedente in un deficit. È quanto emerge dalle elaborazioni del Monitor Ortofrutta Agroter su dati Istat, che delineano una situazione in piena trasformazione.

Saldo commerciale: cresce il valore (+17%), soffrono i volumi
La sintesi dei dati per il primo trimestre 2026 restituisce un quadro articolato. Se a valore il saldo commerciale (export – import) mostra un incremento positivo del 17%, passando da 312,2 a 364,6 milioni di euro, a volume la bilancia subisce una flessione significativa. Si passa infatti dalle 10.464 tonnellate del primo trimestre 2025 a un saldo negativo di -4.093 tonnellate nel 2026, segnando una variazione percentuale del -139%.
Questo scenario conferma che, nel primo trimestre del 2026, il commercio estero ortofrutticolo italiano si muove su un equilibrio differente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La performance non è trainata da una crescita generalizzata dei volumi esportati, ma è il risultato di una dinamica complessa: la capacità del comparto di estrarre più valore dall’export, che continua a sostenere il saldo monetario, si è scontrata con una pressione sui volumi complessivi che, dopo i risultati positivi di gennaio e febbraio, ha subito un mutamento di segno nel corso del mese di marzo.

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Export in leggero calo, import in lieve crescita
La lettura per le principali macrocategorie a volume evidenzia la dinamica che ha portato alla variazione del saldo complessivo nel primo trimestre 2026. Le esportazioni totali registrano una lieve flessione dell'1%, mentre l’import segna un leggero incremento speculare, sempre dell'1%.
Analizzando i singoli comparti, il dato più critico riguarda gli agrumi, che evidenziano una forte sofferenza, con un export in calo del 13% e un import che registra un'impennata dei quantitativi in entrata pari al 35%. Al contrario, si conferma una dinamica vivace per la frutta secca, che è l’unica categoria che cresce a doppia cifra (+14%) nell'export. Ottima performance anche per la frutta fresca che aumenta le quantità esportate del 3% e limita la flessione dell’export. Per quanto riguarda il comparto di legumi e ortaggi, i dati mostrano una contrazione dei volumi esportati del 2%, accompagnata da una riduzione degli acquisti dall'estero del 6%. Spostando, infine, l'attenzione sulla frutta tropicale, si verifica una crescita dell'import del 2%, a conferma della forte richiesta del mercato italiano sull’ approvvigionamento estero per questa specifica categoria.

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Frutta fresca e frutta secca premiano il valore
Per quanto riguarda l’analisi delle principali macrocategorie a valore, il commercio estero ortofrutticolo italiano mostra un quadro diverso. Le esportazioni complessive crescono dell’8%, mentre le importazioni aumentano del 6%.
A sostenere il guadagno dell’export sono soprattutto frutta secca e frutta fresca. La prima registra la performance più brillante in termini percentuali, con esportazioni a valore in aumento del 41%, mentre la frutta fresca si ferma al +11%. Anche il comparto dei legumi e ortaggi si distingue positivamente: le esportazioni avanzano del 3%, un dato particolarmente significativo se confrontato con la flessione del 2% registrata a volume nello stesso periodo. Questo scostamento indica chiaramente una crescita dei prezzi medi, che si traduce in un maggior guadagno per il settore. Le buone quotazioni sugli agrumi esportati anche qui hanno limitato la perdita sui quantitativi nel primo trimestre, con il corrispettivo a valore che si ferma al -4%.

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Volano kiwi e fragole, in affanno agrumi e pere
Analizzando il dettaglio dei volumi nel primo trimestre, il mercato mostra dinamiche estremamente divergenti tra le diverse referenze. Le mele primeggiano nei volumi esportati per 321 mila tonnellate, mantenendo una sostanziale stabilità (-0,1%) con il prodotto estero che cala significativamente (-52%). Buoni primi tre mesi il kiwi italiano che registra una crescita solida nei volumi esportati oltre confine (+17%), con il conseguente calo del prodotto in entrata (-10%). Il comparto agrumicolo soffre invece una situazione critica: le arance cedono il 15% nelle esportazioni, con un import che segna un'impennata del 52%. Una tendenza analoga interessa clementine e mandarini, che vedono l'export calare del 26% e gli acquisti dall’estero aumentare del 21%. Situazione pesante anche per le pere, che subiscono una contrazione dell'export del 36% a fronte di una crescita del 36% delle importazioni. Ottimo inizio di campagna per le fragole italiane, che vedono le esportazioni salire del 28% rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente. 

L’avocado e i mirtilli sono soggetti a una situazione in lieve aumento con importazioni rispettivamente pari a 5% e 4%. Fra le orticole, le brassiche segnano una riduzione del 10% nei quantitativi esportati, così come flettono le patate (-11%). In timida ripresa invece l’export dei pomodori (+2%). 

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Entrando nel dettaglio dei singoli prodotti a valore, mele e kiwi si confermano due pilastri dell’export ortofrutticolo italiano. Le mele crescono del 4% nell'export, accompagnate da una contrazione dell'import pari al 38%, mentre il kiwi mette a segno un brillante +24% nelle esportazioni, a fronte di un import in calo del 4%.
Più complesso il quadro degli agrumi. Le arance arretrano dell’11% nell’export e vedono l’import crescere del 68%.
Le fragole si distinguono tra i prodotti più dinamici con una crescita del 30% a valore nell’export e un calo dell'import del 9%, mentre le pere rimangono un punto debole, con l’export a valore in calo del 32% e un import che cresce del 35%. Ancora più marcato il segno meno per clementine e mandarini: le esportazioni calano dell'11%, mentre l’esborso per gli acquisti dall’estero aumentano del 28%. Per quanto riguarda avocado e mirtilli, entrambi vedono un aumento delle importazioni a valore del 16% in riferimento al primo trimestre del 2025.

Passando ora a considerare le principali orticole, si riscontrano performance altrettanto eterogenee: sul fronte dell'export a valore, il comparto registra la flessione dell'8% delle brassiche contrapposta al trend positivo del pomodoro, che avanza del ben 12%. In ultima istanza, le patate arretrano del 20% nelle vendite estere.

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Ha collaborato Giulia Marchi