Monitor
Pomodori, il confezionato traina le vendite
Penetrazione e frequenza di acquisto superiori allo sfuso e maggiore crescita. Sulla categoria frenano Nord Ovest, le coppie e le famiglie senza figli giovani

L’analisi del Monitor Ortofrutta Agroter, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio permanente YouGov Shopper, evidenzia una categoria solida e ancora in crescita. Aumentano la quota di famiglie acquirenti, la frequenza e il quantitativo medio annuo acquistato, mentre diminuisce la quantità per singolo atto. A trainare la categoria è soprattutto il confezionato a peso imposto, che supera lo sfuso per penetrazione e frequenza. La crescita resta però disomogenea, con maggiori difficoltà nel Nord-Ovest, tra i giovani e le famiglie con due componenti, ma soprattutto in quelle senza senza figli.
Pomodori: crescono tutti i parametri d’acquisto, tranne il quantitativo medio
La quota di famiglie che acquistano pomodori passa dal 91,1 del 2024 al 92,8% del 2026, con un incremento di 1,7 punti percentuali. Un risultato significativo per una categoria che parte già da livelli di penetrazione molto elevati e che si avvicina ulteriormente alla quasi universalità raggiunta dal complesso delle verdure, acquistate dal 99,4% delle famiglie.
Ancora più evidente è l’aumento della frequenza: gli atti di acquisto salgono da 18 a 20 all’anno per famiglia, mettendo a segno una crescita del 10%. Il pomodoro quindi si avvicina a un doppio acquisto mensile e mostra una dinamica vicina a quella dell’intero comparto delle verdure, la cui frequenza cresce del 12%.

A diminuire è invece il quantitativo medio per atto di acquisto, che scende da 0,79 a 0,74 chilogrammi, con una contrazione del 7%. Una dinamica che non riguarda soltanto i pomodori: anche per il totale verdura la quantità per occasione arretra del 6%, da 1,53 a 1,44 chilogrammi.
La riduzione delle quantità inserite nel carrello viene però più che compensata dall’aumento delle occasioni di acquisto. Il consumo medio annuo di pomodori per famiglia cresce così del 2%, passando da 14,39 a 14,75 chilogrammi, mentre il complesso delle verdure avanza del 5%.
Più stabile la spesa per singolo atto, che per i pomodori si riduce soltanto dell’1%, da 2,41 a 2,38 euro. Nel complesso emerge quindi un modello di consumo caratterizzato da acquisti più frequenti, ma con quantità leggermente inferiori per ciascuna visita al punto vendita.

Nei pomodori il confezionato è la modalità di vendita dominante e trainante
All’interno della categoria, le performance più dinamiche arrivano dai pomodori confezionati a peso imposto che pesano per circa la metà dei volumi acquistati dagli italiani. Tra il 2024 e il 2026 la loro penetrazione cresce di 4,4 punti percentuali, passando dal 77,3 all’81,6% delle famiglie. L’incremento dello sfuso a peso variabile è più contenuto: dal 76,1 al 77,8%, pari a 1,7 punti. La distanza tra i due formati si amplia anche sul fronte della frequenza. Lo sfuso rimane stabile a 10,2 atti di acquisto annui per famiglia, mentre il peso imposto sale da 12 a 13,7 occasioni, con un progresso del 14%, quindi con oltre un acquisto al mese per famiglia.
Il confezionato intercetta dunque meglio la tendenza verso acquisti più frequenti e mirati, probabilmente grazie alla maggiore praticità, alla chiarezza della battuta di cassa e a un’offerta sempre più articolata per varietà, pezzature e posizionamenti. Il dato non indica necessariamente un arretramento dello sfuso, che mantiene una penetrazione elevata e una frequenza stabile, ma evidenzia come la crescita incrementale della categoria si stia concentrando soprattutto sulle soluzioni confezionate.

Nord-Ovest, coppie, giovani e senza figli frenano la crescita
La crescita dei consumi non è tuttavia uniforme tra le diverse aree geografiche e tipologie familiari. A fronte di un aumento medio del 2% dell’acquisto annuo di pomodori, il complesso delle verdure cresce del 5%: un differenziale che segnala una maggiore vivacità di altre categorie del comparto.
A livello di area geografica, il Nord-Est si distingue con un incremento del 13% nei pomodori, nettamente superiore al +6% registrato dal totale verdura. Nel Nord-Ovest, al contrario, i pomodori arretrano dell’1%, mentre il comparto delle verdure cresce del 3%.
Anche la composizione del nucleo familiare incide sull’andamento. Le famiglie di tre componenti aumentano del 5% gli acquisti di pomodori, mentre quelle composte da due persone registrano una flessione del 3% e in entrambi i casi la verdura strappa risultati decisamente migliori.
Tra i responsabili d’acquisto con meno di 34 anni i pomodori crescono del 5%, ma con un ritmo molto inferiore rispetto al +14% del complesso delle verdure. Più critico il quadro per le famiglie senza figli, in calo dell’1%, e soprattutto per i giovani senza figli, che riducono gli acquisti medi annui del 2%, a fronte di una crescita del 10% della verdura.

Nel complesso, il pomodoro si conferma una categoria solida e ancora capace di ampliare la propria base acquirente. La crescita non passa però da carrelli più pesanti, bensì da una maggiore frequenza e dalla progressiva affermazione del confezionato.


















