Il meglio di IFN
Fichi, il caldo accelera la campagna. La pioggia resta il vero rischio
La stagione de Il Fico Lucano parte bene per OP Ancona, con volumi e qualità in linea

Sta per entrare nel vivo la campagna de Il Fico lucano dell’OP Ancona di Policoro, in provincia di Matera. I primi segnali sono incoraggianti: la raccolta è partita in anticipo, la qualità c’è e i volumi risultano in linea con le attese.
“Abbiamo iniziato con circa due settimane di anticipo, nella prima metà di agosto, con quantitativi ancora minimi”, spiega Antonio Vito Ancona, socio produttore. “È stato subito evidente quanto il caldo abbia accelerato la maturazione dei frutti. Questo, però, non ha compromesso la qualità, che si presenta adeguata anche grazie a una stagione asciutta. Pure sui volumi siamo in linea”.
.jpg.jpeg)
Per una coltura delicata come il fico, il meteo resta il primo arbitro della campagna. E il rischio maggiore non è il caldo, ma la pioggia in fase di raccolta.
“Il nostro grande spauracchio è proprio quello”, sottolinea Ancona. “La pioggia può provocare marcescenze molto rapide. In questi casi siamo costretti a entrare negli impianti e buttare a terra i frutti maturi che iniziano a deteriorarsi. È un’operazione costosa, ma nella nostra filosofia è preferibile perdere prodotto in campo piuttosto che spedire merce con possibili problemi di shelf life”.
Finora, però, la stagione ha aiutato. “Il clima asciutto è stato certamente favorevole e non abbiamo avuto particolari criticità sul fronte della disponibilità idrica. È un buon presupposto per mantenere uno standard qualitativo adeguato”.

Negli ultimi anni il fico sta attirando un interesse crescente, soprattutto al Sud, dove gli impianti sono aumentati. L’OP Ancona, però, non punta a correre sui volumi. “Per quanto ci riguarda, preferiamo concentrarci sull’innalzamento ulteriore dell’asticella qualitativa, invece che allargarci troppo. Abbiamo oltre 50 anni di esperienza su questa coltura e sappiamo bene quanta attenzione richieda, soprattutto in raccolta, se si vuole ottenere un prodotto all’altezza. Meglio non fare il passo più lungo della gamba”.
La strategia passa anche da certificazioni, sostenibilità e ricerca. L’azienda è già certificata residuo zero, dispone completamente di imballaggi plastic free e sta sviluppando collaborazioni tecniche con importanti centri di ricerca.

“Stiamo lavorando per aggiornare ulteriormente i protocolli di protezione fitosanitaria, utilizzando le tecniche più avanzate disponibili. Non si tratta solo di applicare soluzioni, ma di monitorare costantemente il campo: facciamo campionamenti, verifichiamo la presenza di eventuali nuovi agenti che possono compromettere la funzionalità della pianta e osserviamo anche il ruolo degli insetti utili”.
C’è poi il fronte varietale. “Stiamo testando nuove varietà”, conclude Ancona. “L’obiettivo è trovare il miglior compromesso possibile tra shelf life e sapore. Non è semplice, ma è esattamente lì che si gioca il futuro del prodotto”.



















